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Gianni Bianchini
PREMESSA
Per chi non lo sapesse, Renato Cardazzo è un "professionista
della politica". Di mestiere cioè fa il funzionario
presso il gruppo consiliare regionale di Rifondazione Comunista.
Attività che qualcuno spregiativamente potrebbe definire
di "portaborse" ma che invece io reputo nobile e
funzionale al corretto svolgimento della vita democratica.
Senza dubbio egli svolge bene il proprio lavoro perché
se l'attenzione con cui segue le varie tematiche a livello
regionale è pari a quella che riversa sui problemi
altinati, indubbiamente ricopre il proprio ruolo con molto
zelo. Forse è affezionato a Quarto perché vi
risiede da parecchi anni né mi sembra abbia alcuna
intenzione di trasferirsi nonostante le tinte fosche con cui
dipinge la realtà in cui, ahilui, la vita lo ha portato.
A dir il vero non partecipa alle sedute dei consigli comunali,
consigli in cui finora l'unico rappresentante di Rifondazione
Federico La Ferla non ha mai (dico e sottolineo mai) aperto
bocca su qualsiasi argomento si discuta. Ciononostante Renato
scrive, scrive, scrive molto e quando si scrive troppo si
commettono giocoforza errori, si travisa, si omette, s'ingarbuglia.
Per dovere d'ufficio vorrei dir la mia su alcune questioni
che io ritengo inesatte così come sono state espresse
nel suo ultimo articolo.
I CONTENUTI DELLA VARIANTE
Se qualcuno avesse la pazienza di scorrere il voluminoso
dossier composto di volantini e prese di posizione con cui
Rifondazione ha seguito la vita dell'attuale maggioranza,
noterebbe che più volte c'è stata lanciata l'accusa
di muoverci a livello urbanistico con variantine senza affrontare
il problema del futuro assetto del comune con una variante
generale. Adesso questo è accaduto e Rifondazione manifesta
il proprio totale dissenso sui contenuti, cosa perfettamente
legittima.
E' bene precisare che quando si fanno le varianti urbanistiche
ciò avviene per sistemare alcune questioni (viabilità,
servizi ecc..) ma anche e soprattutto per
prevedere uno sviluppo residenziale e produttivo, tanto più
necessario ed urgente nel momento in cui nel nostro territorio
le potenzialità edificatorie sono pressoché
esaurite con inevitabili ripercussioni sull'andamento del
mercato(*).
Nel caso di Quarto, quella che abbiamo approvato, è
una previsione destinata a portare il paese a superare i 10.000
abitanti. Ora abbiamo 7300 cittadini. I comuni che ci circondano
(Marcon, Mogliano, Casale, Roncade, Musile senza contare ovviamente
Mestre) superano tutti (eccezion fatta per Meolo) i 10.000
abitanti senza che questo comporti particolari stravolgimenti.
Ci allineiamo con le realtà circostanti e questo ci
metterà in condizione di garantire uno standard di
servizi, pubblici e non, adeguato anche per i nostri cittadini.
Noi
ci stiamo preparando a reggere l'urto. La scuola elementare
ha al suo interno spazi da completare, per la scuola materna
è stato approvato il progetto definitivo di raddoppio,
per l'asilo nido abbiamo approvato il progetto preliminare
che è in attesa del contributo regionale. Questo solo
per rimanere nel "concreto" senza andare nei progetti
a medio lungo temine che riguardano gli impianti sportivi
o l'auditorium. La variante affronta anche i temi infrastrutturali
prevedendo una tangenziale a sud del capoluogo destinata a
portare fuori del paese il traffico di passaggio e risolve
alcuni problemi ereditati dal passato che hanno suscitato
perplessità fra i nostri cittadini e che riassumo brevemente:
1. non sarà più possibile
fare piani mansardati nei condomini (com'è accaduto
nel condominio giallo vicino al passaggio a livello o in quello
dietro al bar L'Acciughetta in via Stazione)
2. non sarà più possibile trasformare case unifamiliari
in condomini (com'è successo in due episodi in via
Aldo Moro)
3. non sarà più possibile edificare interi condomini
di mini appartamenti perché abbiamo introdotto un limite
del 50% sulla superficie totale dell'edificato da riservare
a questa tipologia
4. abbiamo previsto nelle zone di nuova espansione quasi esclusivamente
case singole, binate o schiere riservando i condomini ad alcune
limitate zone ed ai piani di recupero del centro.
Questa a grandissime linee la variante incriminata presentata
all'inizio del 2003 in una seduta consiliare in cui fu votato
un documento di indirizzi (assente la minoranza che abbandonò
l'aula), riproposta nel dettaglio in tre sedute di commissione
(boicottate dalla minoranza) approvata in via definitiva a
fine 2003 (assente come al solito la minoranza). Massima trasparenza
e disponibilità durante l'iter, fornitura di ogni possibile
documentazione: proposte o contributi alternativi da parte
delle minoranze o di Rifondazione in particolare, zero come
al solito. L'iter di votazione è stato "sofferto"
perché la normativa prevede una serie di incompatibilità
personali ed un quorum che giocoforza rischiava di mettere
in difficoltà una maggioranza ristretta qual è
la nostra. Se Rifondazione o qualcun altro contava su questo
fatto per far saltare la Giunta aveva sbagliato i conti. Questa
variante è un atto qualificante e l'avremmo votata
anche in tre, se fosse stato necessario, e comunque quello
che è stato fatto è avvenuto nella piena legalità
e davanti agli occhi di tutti.
CONCLUSIONI
Cardazzo, nella conclusione dice che il suo gruppo non cederà
alle intimidazioni e che farà fuoco e fiamme per bloccarci.
Non capisco da quali parti possano provenire queste intimidazioni
e sarebbe estremamente grave che ce ne fossero. Il confronto
democratico deve essere duro, se è il caso, ma sempre
libero ed aperto per cui a Rifondazione andrebbe tutta la
mia solidarietà nel caso fosse oggetto di quanto paventato.
Sarebbe opportuno che egli fosse più chiaro e dicesse
esplicitamente chi lo intimidisce, come lo fa e perché
lo fa. Noi non abbiamo mai intimidito alcuno semmai siamo
stati oggetto di campagne, anche diffamatorie a livello personale,
proprio da parte del suo gruppo e per quanto riguarda i tentativi
di ostacolarci mi auguro che facciano la fine che hanno fatto
quelli messi in atto per bloccare quello che Rifondazione
ha simpaticamente definito "il mostro di cemento".
Non hanno prodotto alcun risultato apprezzabile.
Com'è noto la riqualificazione dell'area dell'ex-consorzio
si farà con buona pace di chi ha imbastito una, perdente,
battaglia con ogni mezzo, lettere anonime comprese. Chiudo
ponendo a lui ed a Rifondazione due quesiti ai quali ovviamente
non darà risposta. Il primo, già rivolto a suo
tempo ed ora noiosamente ribadito: perché lo sviluppo
urbanistico di Marcon è stato approvato e condiviso
da Rifondazione? E' forse più armonico ed equilibrato
di quello previsto per Quarto? O prevedeva meno insediamenti
commerciali e industriali? Insomma era forse più a
misura d'uomo? Il secondo: può indicarmi per cortesia
un paese di 7300 abitanti in cui ci siano materne, asili nido,
biblioteche, auditorium, verde curato, tempo pieno gratis,
mostre, rappresentazioni teatrali ecc. ecc. ecc. come lui,
ed anche noi ovviamente, desidera ed auspica? E, se ci fosse,
con quali mezzi tali servizi sono stati realizzati e gestiti
(logicamente senza introitare oneri di urbanizzazione, diminuendo
l'ICI, l'addizionale IRPEF o il costo dei servizi pubblici)?
Quarto d'Altino non è il Bronx che egli descrive e
non lo diventerà, almeno fin tanto che (e cioè
fino al 2006) questa Giunta governerà. Con buona pace
di Renato Cardazzo cui va, nonostante tutto, il mio saluto.
(*) L'assessore
Gianni Bianchini, stando alla sua logica, potrebbe
spiegarci come dovrà comportarsi l'amministrazione
che ci sarà al momento in cui nel nostro territorio
le potenzialità edificatorie torneranno ad esaurirsi
con inevitabili ripercussioni sull'andamento del mercato?
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