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12-gennaio-2004

 

 

Variante e paese dormitorio

 

Quando il gioco si fa duro

 

 

Gianni Bianchini

 

Gianni Bianchini assessorePREMESSA
Per chi non lo sapesse, Renato Cardazzo è un "professionista della politica". Di mestiere cioè fa il funzionario presso il gruppo consiliare regionale di Rifondazione Comunista. Attività che qualcuno spregiativamente potrebbe definire di "portaborse" ma che invece io reputo nobile e funzionale al corretto svolgimento della vita democratica.

Senza dubbio egli svolge bene il proprio lavoro perché se l'attenzione con cui segue le varie tematiche a livello regionale è pari a quella che riversa sui problemi altinati, indubbiamente ricopre il proprio ruolo con molto zelo. Forse è affezionato a Quarto perché vi risiede da parecchi anni né mi sembra abbia alcuna intenzione di trasferirsi nonostante le tinte fosche con cui dipinge la realtà in cui, ahilui, la vita lo ha portato. A dir il vero non partecipa alle sedute dei consigli comunali, consigli in cui finora l'unico rappresentante di Rifondazione Federico La Ferla non ha mai (dico e sottolineo mai) aperto bocca su qualsiasi argomento si discuta. Ciononostante Renato scrive, scrive, scrive molto e quando si scrive troppo si commettono giocoforza errori, si travisa, si omette, s'ingarbuglia. Per dovere d'ufficio vorrei dir la mia su alcune questioni che io ritengo inesatte così come sono state espresse nel suo ultimo articolo.

I CONTENUTI DELLA VARIANTE

Se qualcuno avesse la pazienza di scorrere il voluminoso dossier composto di volantini e prese di posizione con cui Rifondazione ha seguito la vita dell'attuale maggioranza, noterebbe che più volte c'è stata lanciata l'accusa di muoverci a livello urbanistico con variantine senza affrontare il problema del futuro assetto del comune con una variante generale. Adesso questo è accaduto e Rifondazione manifesta il proprio totale dissenso sui contenuti, cosa perfettamente legittima.

E' bene precisare che quando si fanno le varianti urbanistiche ciò avviene per sistemare alcune questioni (viabilità, servizi ecc..) ma anche e soprattutto per prevedere uno sviluppo residenziale e produttivo, tanto più necessario ed urgente nel momento in cui nel nostro territorio le potenzialità edificatorie sono pressoché esaurite con inevitabili ripercussioni sull'andamento del mercato(*).

Nel caso di Quarto, quella che abbiamo approvato, è una previsione destinata a portare il paese a superare i 10.000 abitanti. Ora abbiamo 7300 cittadini. I comuni che ci circondano (Marcon, Mogliano, Casale, Roncade, Musile senza contare ovviamente Mestre) superano tutti (eccezion fatta per Meolo) i 10.000 abitanti senza che questo comporti particolari stravolgimenti. Ci allineiamo con le realtà circostanti e questo ci metterà in condizione di garantire uno standard di servizi, pubblici e non, adeguato anche per i nostri cittadini.

municipioNoi ci stiamo preparando a reggere l'urto. La scuola elementare ha al suo interno spazi da completare, per la scuola materna è stato approvato il progetto definitivo di raddoppio, per l'asilo nido abbiamo approvato il progetto preliminare che è in attesa del contributo regionale. Questo solo per rimanere nel "concreto" senza andare nei progetti a medio lungo temine che riguardano gli impianti sportivi o l'auditorium. La variante affronta anche i temi infrastrutturali prevedendo una tangenziale a sud del capoluogo destinata a portare fuori del paese il traffico di passaggio e risolve alcuni problemi ereditati dal passato che hanno suscitato perplessità fra i nostri cittadini e che riassumo brevemente:
1. non sarà più possibile fare piani mansardati nei condomini (com'è accaduto nel condominio giallo vicino al passaggio a livello o in quello dietro al bar L'Acciughetta in via Stazione)
2. non sarà più possibile trasformare case unifamiliari in condomini (com'è successo in due episodi in via Aldo Moro)
3. non sarà più possibile edificare interi condomini di mini appartamenti perché abbiamo introdotto un limite del 50% sulla superficie totale dell'edificato da riservare a questa tipologia
4. abbiamo previsto nelle zone di nuova espansione quasi esclusivamente case singole, binate o schiere riservando i condomini ad alcune limitate zone ed ai piani di recupero del centro.


Questa a grandissime linee la variante incriminata presentata all'inizio del 2003 in una seduta consiliare in cui fu votato un documento di indirizzi (assente la minoranza che abbandonò l'aula), riproposta nel dettaglio in tre sedute di commissione (boicottate dalla minoranza) approvata in via definitiva a fine 2003 (assente come al solito la minoranza). Massima trasparenza e disponibilità durante l'iter, fornitura di ogni possibile documentazione: proposte o contributi alternativi da parte delle minoranze o di Rifondazione in particolare, zero come al solito. L'iter di votazione è stato "sofferto" perché la normativa prevede una serie di incompatibilità personali ed un quorum che giocoforza rischiava di mettere in difficoltà una maggioranza ristretta qual è la nostra. Se Rifondazione o qualcun altro contava su questo fatto per far saltare la Giunta aveva sbagliato i conti. Questa variante è un atto qualificante e l'avremmo votata anche in tre, se fosse stato necessario, e comunque quello che è stato fatto è avvenuto nella piena legalità e davanti agli occhi di tutti.

CONCLUSIONI

Cardazzo, nella conclusione dice che il suo gruppo non cederà alle intimidazioni e che farà fuoco e fiamme per bloccarci. Non capisco da quali parti possano provenire queste intimidazioni e sarebbe estremamente grave che ce ne fossero. Il confronto democratico deve essere duro, se è il caso, ma sempre libero ed aperto per cui a Rifondazione andrebbe tutta la mia solidarietà nel caso fosse oggetto di quanto paventato. Sarebbe opportuno che egli fosse più chiaro e dicesse esplicitamente chi lo intimidisce, come lo fa e perché lo fa. Noi non abbiamo mai intimidito alcuno semmai siamo stati oggetto di campagne, anche diffamatorie a livello personale, proprio da parte del suo gruppo e per quanto riguarda i tentativi di ostacolarci mi auguro che facciano la fine che hanno fatto quelli messi in atto per bloccare quello che Rifondazione ha simpaticamente definito "il mostro di cemento". Non hanno prodotto alcun risultato apprezzabile.

Com'è noto la riqualificazione dell'area dell'ex-consorzio si farà con buona pace di chi ha imbastito una, perdente, battaglia con ogni mezzo, lettere anonime comprese. Chiudo ponendo a lui ed a Rifondazione due quesiti ai quali ovviamente non darà risposta. Il primo, già rivolto a suo tempo ed ora noiosamente ribadito: perché lo sviluppo urbanistico di Marcon è stato approvato e condiviso da Rifondazione? E' forse più armonico ed equilibrato di quello previsto per Quarto? O prevedeva meno insediamenti commerciali e industriali? Insomma era forse più a misura d'uomo? Il secondo: può indicarmi per cortesia un paese di 7300 abitanti in cui ci siano materne, asili nido, biblioteche, auditorium, verde curato, tempo pieno gratis, mostre, rappresentazioni teatrali ecc. ecc. ecc. come lui, ed anche noi ovviamente, desidera ed auspica? E, se ci fosse, con quali mezzi tali servizi sono stati realizzati e gestiti (logicamente senza introitare oneri di urbanizzazione, diminuendo l'ICI, l'addizionale IRPEF o il costo dei servizi pubblici)? Quarto d'Altino non è il Bronx che egli descrive e non lo diventerà, almeno fin tanto che (e cioè fino al 2006) questa Giunta governerà. Con buona pace di Renato Cardazzo cui va, nonostante tutto, il mio saluto.


(*) L'assessore Gianni Bianchini, stando alla sua logica, potrebbe spiegarci come dovrà comportarsi l'amministrazione che ci sarà al momento in cui nel nostro territorio le potenzialità edificatorie torneranno ad esaurirsi con inevitabili ripercussioni sull'andamento del mercato?

 
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