Biblioteca
in 7 punti
Mirko Visentin
Biblioteca in 7 punti, dati alla mano
[data la lunghezza dell'intervento, rimando alla versione
stampabile nel mio sito personale]
Devo innanzitutto scusarmi con i lettori di ViviQuarto, in quanto, a causa
dei toni indignati e forti della mia precedente lettera, ho involontariamente
stimolato i nostri amministratori a dirottare l'attenzione assai lontano dai
contenuti della questione da me sollevata. Non risponderò agli attacchi
- e al tono - che mi sono stati rivolti, evitando così ai lettori l'ennesima
baruffa telematica.
E dato che aver fatto parte (attiva) per tre anni del Comitato di Gestione
(1998-2000) e aver svolto per 10 mesi mansione di aiuto bibliotecario in qualità
di obiettore (2000) sembra non darmi la facoltà di parlare con cognizione
di causa, mi richiamerò anch'io a dati ufficiali, nel tentativo di far
luce su come "le cose" effettivamente "stanno".
Si tratta della "carta d'identità" della Biblioteca di Quarto
d'Altino, risalente al 1998 ma ancora consultabile al sito internet: http://stratema.sigis.net/mir/biblioteche/altino/home.htm.
Cito tra parentesi uncinate < > i punti più interessanti.
1. <Modalità d'accesso [al patrimonio librario]: Libero per la
consultazione>
Una biblioteca "di paese", per svolgere il suo ruolo principale,
che è quello di dare semplici strumenti di crescita culturale alla cittadinanza,
dovrebbe prevedere per statuto la consultazione libera del patrimonio librario.
In caso contrario, è sufficiente indicare per iscritto, in prossimità
di sezioni protette, a chi rivolgersi per la consultazione.
Tale prassi è sempre stata in vigore presso la biblioteca di Quarto,
e di conseguenza chiunque può consultare la Sezione Altino senza rivolgersi
al personale. O meglio: poteva; perché, dopo soli due giorni dalla pubblicazione
della mia precedente lettera, già campeggiava su un'anta dell'armadio
in questione un cartello che invitava le persone interessate alla consultazione
a rivolgersi al personale.
2. <Gruppo di lavoro: G.G. (Bibliotecaria) + 1 obbiettore part-time>
Gli orari di apertura della biblioteca, nel 1998, erano i seguenti: <Lunedì-venerdì:
9.00-12.00; 14.30-18.00 - Sabato: 9.00-12.00 - Domenica chiuso>, per
un totale di 35,5 ore settimanali. Detta così, sembra che quell'obiettore
part-time avesse la funzione di aiuto bibliotecario, sempre e comunque in presenza
del funzionario titolare del servizio. In realtà, dato che l'orario di
lavoro del funzionario combaciava con quello di un qualsiasi dipendente comunale
(tutti i giorni 7.30-13.00 + un rientro pomeridiano di tre ore, per un totale
di 36 ore), all'obbiettore di turno toccava tenere aperta la biblioteca tutti
i pomeriggi meno uno (quello del rientro del funzionario), andando non solo
contro la legge (che per gli obiettori prevede l'affiancamento e mai la sostituzione
del personale) ma anche contro la qualità del servizio. Infatti, se un
qualsiasi obiettore fosse in grado di gestire da solo una biblioteca, non si
capisce il motivo per cui chi ambisce alla professione di semplice assistente
bibliotecario debba sostenere concorsi pubblici così difficili.
Ora che l'era degli obiettori è praticamente finita, in biblioteca c'è
una nuova persona: un aiutante bibliotecario, che ci viene descritto dagli assessori
Canonaco e Vidotto come "un lavoratore iscritto alle liste di mobilità
[...] che, in base alla normativa vigente, può essere utilizzato in vari
settori o attività del Comune quali i servizi culturali e viene pagato
dall'INPS con una piccola integrazione salariale a carico del Comune".
Vorrei chiarire che non ho nulla di personale contro questa persona, nonostante
ciò che è successo ormai un mese fa. Può capitare a tutti
di avere una giornata storta, anche se la soglia dell'auto-controllo - specie
per chi lavora a contatto con il pubblico - dovrebbe essere tenuta sempre molto
alta. Cose che un bibliotecario sa benissimo, ma che invece non è detto
debba sapere una persona non formata per questo tipo di lavoro, e quindi impossibilitata
a farsi carico di determinate responsabilità legate alla gestione del
servizio. Per questo motivo la legge sugli obiettori parla di affiancamento,
e vieta tassativamente la sostituzione del titolare del servizio. Non so cosa
preveda la legge per questa nuova figura di aiutante: fatto sta che tale persona
si trova spesso a sostituire fisicamente, e per interi turni di apertura, la
bibliotecaria, specie i pomeriggi e il sabato mattina. Vorrei sapere se ciò
è legale, e - nel caso in cui lo fosse - se è comunque corretto
nei confronti di chi usufruisce del servizio. Ricordo che la biblioteca è
aperta 24 ore a settimana: si trattasse anche di due part-time, dovremmo avere
sempre due persone presenti. Eppure non è così. Perché?
3. <volumi posseduti: 9540 - incremento rispetto all'anno precedente
n ° 280>
Mi lasciano perplesso i numeri dell'incremento del patrimonio librario indicati
dagli assessori nella loro lettera: con i problemi di spazio che da sempre attanagliano
la biblioteca, dove sono stati messi i 2500 volumi in più comprati dal
2000 ad oggi? Non credo che lo scarto dei libri vecchi abbia potuto liberare
tanto posto. Ad ogni modo, il problema del patrimonio librario di Quarto
d'Altino non riguarda la quantità (mentirei se dicessi che 10.000 volumi
sono pochi) ma la qualità. La biblioteca di Quarto pullula di best-seller
recenti, libri che nel giro di un paio d'anni non interesseranno più
a nessuno. Il buon senso prevedrebbe che chi vuole della letteratura d'intrattenimento,
se la compra; chi vuole il canzoniere di Petrarca, se non può comprarselo,
deve poter contare sulla biblioteca (non su quella di Quarto, però).
E' come se, invece della sedia a rotelle di cui non posso fare a meno, i Servizi
Sociali mi dessero le giostre gratis tutto l'anno...
Insomma: quando affermo che il titolare del servizio "più volte
ha fatto opera di ostruzionismo nei confronti dei progetti portati avanti dalle
amministrazioni e dai Comitati di Gestione" mi riferisco al modo superficiale
in cui ha snobbato tra il 1998 e il 2000 liste di titoli (di classici italiani
ed europei) stilate - su richiesta del Comitato di Gestione - dopo uno spoglio
attento dei volumi posseduti. Un modo superficiale di operare che ha portato
all'acquisto, nel 2000, di un doppione degli "Ossi di seppia" di Eugenio
Montale, quando nelle liste presentate era stata consigliata l'edizione integrale
delle sue poesie. Un modo ottuso di operare che ha portato alla censura di alcuni
titoli di nuovi narratori italiani, giudicati "osceni", nonostante
a pubblicarli fossero case editrici del rango di Einaudi e Feltrinelli, e nonostante
il consenso unanime della critica italiana e straniera.
E poi succede che oggi, sullo scaffale delle novità, troneggia il libretto
di tale Melissa P., dal titolo "100 colpi di spazzola prima di andare a
dormire". Dubito che qualcuno non ne abbia sentito parlare, almeno per
TV. Un libro scandaloso non solo per la patologica perversione sessuale della
quale è vittima e carnefice l'autrice quindicenne, bensì pure
per la mancanza totale di valore letterario. Insomma: una mera operazione di
editoria commerciale che l'ha innalzato a best-seller del momento, guadagnandosi
quindi un bel posto anche tra i nuovi acquisti della nostra biblioteca.
Le necessità dell'utente - e non i suoi gusti, né tanto meno
quelli di chi detiene il potere di acquisto - devono essere il primo pensiero
di chi gestisce un servizio pubblico, ancor meglio se si tratta della biblioteca,
dove con pochi mezzi, poche risorse e tanta voglia di fare si possono creare
grandi cose. Esisteva un tempo la possibilità da parte degli utenti di
consigliare l'acquisto di alcuni libri, dando delle indicazioni precise su contenuti,
prezzo etc., e motivandone - ovviamente - l'importanza per la biblioteca. Si
trattava di un piccolo quaderno, il cui contenuto, però, non è
mai stato preso in considerazione. Finché qualcuno lo ha fatto sparire.
Un'illusione in meno, dirà qualcuno. E invece quel quaderno dovrebbe
essere non solo ripristinato, ma messo in bella vista ed preso effettivamente
in considerazione.
4. <nuove iscrizioni al 31.12.98 n° 97 - incremento rispetto all'anno
precedente n° +30 unità - totale iscrizioni n° 1560 >
Com'è possibile che nel 1998 ci fossero 1560 iscritti se i numeri riportati
nella risposta degli assessori Canonaco e Vidotto parlano di 554 iscritti nel
2000 e 1292 nel 2003? E com'è possibile che nel 2000 ci fosse un rapporto
iscritti/prestiti (ossia la media di libri dati in prestito per ogni utente)
di 5 libri/utente, mentre nel 2003 di soli 2,8? E' possibile perché nel
gennaio 2000 iniziò una campagna di rinumerazione generale delle tessere:
una tabula rasa a seguito della quale ogni vecchio utente, per accedere al servizio
di prestito, doveva essere ritesserato con un nuovo numero progressivo, diventando
(pur non essendolo di fatto) un nuovo utente. In poche parole, l'incremento
(tra gli anni 2000 e 2003) di 554 + 203 + 323 + 218 tesserato è ingannevole
perché mischia nuovi utenti effettivi e vecchi utenti ritesserati. Ipotizzando
un incremento lineare tra'98 e 2000, alla fine di quell'anno le utenze saranno
state più o meno 1830 (+ 97 nel '98, + 120 nel '99, + 150 nel 2000) .
Quel 554 indicato dagli assessori è un dato molto importante, perché
indica quante persone hanno fatto uso del servizio di prestito in quell'anno
(anche se, a dirla tutta, andrebbero sottratte quelle persone che si sono
tesserate o ritesserate senza usufruire del prestito). Togliendo poi le ipotetiche
130 nuove utenze effettive, scopriamo che sono solo circa 400 i vecchi utenti
che in quell'anno hanno fatto uso del prestito: 400 su 1830, meno di un quarto.
In realtà sono ancora meno, perché a partire da quello stesso
2000 si iniziarono a tesserare intere classi delle scuole elementari in visita
alla biblioteca, con un consenso solo a posteriori dei genitori (che firmavano
la liberatoria il giorno in cui restituivano il libro: sempre che il figlio
avesse nel frattempo messo i genitori a conoscenza della questione, e non avesse
invece nascosto il libro all'insaputa di tutti, fino al momento dell'imbarazzante
telefonata ad opera dell'obiettore di turno per il recupero del malloppo...).
5. <prestiti n° 2136 - incremento rispetto all'anno precedente n°
+120 unità>
Sembra poi dipendere dalle visite delle scuole alla biblioteca anche lo strano
andamento del numero di prestiti: 2136 nel '98 (+120 rispetto al '97), 2780
nel 2000 (+744 rispetto al '98, ma mancando i dati del '99), 2340 nel 2001 (-440),
2999 nel 2002 (+659). Altrimenti non si spiegherebbe una così brusca
diminuzione nel 2001. L'impennata del 2002, confermata nel 2003 (+700), immagino
invece dipenda (così come per l'acquisto dei volumi) dall'iniziativa
"Biblioteca in Piazza" che, catapultando per un mese in pieno centro
e in modo sicuramente attraente un servizio pubblico, ha dato la possibilità
a molta più gente (del paese e non) di accedere al prestito: ma per lo
più di libri dedicati ad un determinato tema e comprati per l'occasione
(il primo anno fu dedicato al viaggio, e furono comprate molte guide turistiche).
Un'iniziativa, quella della "Biblioteca in Piazza", che personalmente
giudico lodevole, ma se e solo se effettivamente legata al rilancio della
biblioteca reale, quella di via Grigoletto e Pasqualato. Questo, a mio avviso,
non è avvenuto: e in tal senso l'ho definita un'operazione di "marketing
fieristico" e giudicata un "fuoco di paglia".
6. Calcolo presenze
La questione del calcolo presenze forse era meglio risolverla con un "tante"
/ "poche", visto che, in mancanza di uno strumento esatto di calcolo,
qualsiasi dato deve essere considerato scarsamente attendibile. Ad ogni modo,
ribadisco che una biblioteca aperta 5 mattine (orario 9-12) e tre pomeriggi
(orario 15-18) a settimana preclude l'accesso ad una fascia enorme di potenziali
utenti, specie gli studenti (medie, superiori, università). Non a caso
Roncade d'inverno è aperta tutti i pomeriggi (14.30-19: escluso il sabato),
mentre d'estate tutte le mattine (8.30-12.30: escluso il sabato) e due pomeriggi
(15-19). Non a caso a Marcon è aperta tutti i giorni con orario 9-13
e 15-19. Non a caso a Battaglia Terme (ricordo: 4200 abitanti, 3000 meno di
Quarto...) è aperta tutti i pomeriggi, dalle 15 alle 19, più due
sere la settimana, dalle 20 alle 22.
Non capisco poi come si possa chiamare "aumento dei servizi al pubblico"
il "prestito interbibliotecario", che nel 2000 già esisteva,
e l' "avvio delle procedure per il servizio Internet", oggetto di
numerose discussioni già tra il 1999 e il 2000, e comunque "avviato"
già nel 2000/2001. Manca inoltre, nell'elenco delle "attività
assolutamente necessarie" "realizzate o potenziate" in questi
anni, un resoconto dettagliato dell'oneroso intervento richiesto al consulente
esterno per la riorganizzazione del servizio bibliotecario.
7. Sezione Altino
Passando alla Sezione Altino, nella mia precedente lettera non intendevo affatto
screditare il lavoro di una persona sicuramente competente - come immagino sia
la collaboratrice del museo di Asolo e di Cà dei Carraresi che si è
occupata della sua riorganizzazione. Intendevo da un lato, ridimensionare i
termini dell'aiuto-bibliotecario, che dietro a quei "documenti importanti"
cercava di nascondere il suo atteggiamento poco ortodosso nei miei confronti;
dall'altro, esprimere un giudizio magari frettoloso, magari anche sbagliato
- ma comunque derivato dall'impressione di massima che la mia sensibilità,
abituata a libri dal valore contenutistico e materiale a mio giudizio maggiore,
ne ha ricavato - su un settore del patrimonio di sicura importanza, ma per me
attualmente sopravvalutato.
Scusate la lungaggine.
Mirko Visentin - mirkovise@libero.it
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