|
Celestino Mazzon
VERSO LA RIFORMA DELLA SCUOLA ITALIANA
Il
terremoto politico di fine 2008 si è abbattuto sulla scuola italiana.
Quest’anno verrà ricordato
più per i fatti accaduti negli Istituti scolastici ed atenei universitari
italiani, piuttosto che per la crisi economica mondiale, o per la
sorprendente elezione di Barak Obama a Presidente degli USA.
Molte cose sono state
dette o scritte sulla conversione in legge del Decreto 133, cosiddetto:
Decreto Gelmini; spesso senza conoscere a fondo numeri, privilegi
o storture di una scuola italiana che si allontana sempre più dalla
vetta delle classifiche mondiali.
Rivoluzione, insomma.
Solo per il fatto che
è stata proposta una riforma (minuscola, senza peraltro essere accompagnata
da una sufficiente informazione) da un Governo che ha sottratto
quel carattere “riformista” tanto caro alla sinistra italiana.
Una riforma enunciata
dai Decreti Legislativi proposti dall’allora ministro Bassanini,
nel lontano 1998 e mai attuati. Eppure, allora, nessuno si è accorto,
nessuno ha proclamato scioperi, ha “okkupato” gli istituti scolastici;
neppure quando, fine 2007, l’allora ministro Mussi (Governo Prodi)
ha sottratto 87 milioni di euro per finanziare la ricerca universitaria,
per destinarli ai camionisti in sciopero. Nessuna rivoluzione si
è accesa quando il Premier D’Alema ha incrementato i fondi per le
scuole private paritarie (solo poche centinaia di milioni alle private,
fanno risparmiare oltre 6 miliardi allo Stato, che non è presente
in ogni area geografica del nostro Paese).
Quello che più mi rende
perplesso è che il Sindaco e l’assessore all’istruzione hanno preso
la palla al balzo e si sono subito schierati politicamente, “dettando
le linee guida per una buona scuola”, sottoscrivendo una lettera
(dove l’italiano è un’opzione) inviata al Ministro.
Ma non sono quelli che
hanno tagliato i centri estivi ai ragazzi del nostro Comune, che
hanno imposto spropositati aumenti del trasporto scolastico e della
mensa per i ragazzi della scuola primaria e secondaria di Quarto
d’Altino?
Ho ritenuto dovere di ogni cittadino, che intenda amministrare
una comunità, approfondire tutte le sfaccettature della nuova riforma
proposta, accertare lo stato della scuola italiana per quello che
è oggi e verificare le urgenze per il domani.
Il futuro della scuola
va nella direzione della meritocrazia sia degli Atenei, che degli
studenti, nello svecchiamento dei docenti e dei ricercatori, nell’efficienza
del sistema scolastico e nella creazione di borse di studio per
i più meritevoli e per quelli a minor reddito; insomma nella trasparenza
delle valutazioni e nell’eliminare i grandi sprechi che sono sotto
gli occhi di tutti.
Spero di aver dato un
contributo alla chiarezza.
Celestino Mazzon
Consigliere comunale
|