NOI
STIAMO CON LE 32 LAVORATRICI!
Chi
come noi era davanti ai portoni delle aziende di alta sartoria
Rugger e Guarato mentre l’ufficiale giudiziario
accompagnato da mesti carabinieri, eseguiva lo sgombero
e metteva i sigilli alle porte, non ha potuto fare a meno di assistere
alla uscita delle 32 lavoratrici, osservando nei loro sguardi
tutta l’angoscia e preoccupazione per il futuro.
Nel
Veneto non è certo una novità, ogni giorno piccole attività non
riescono a sopravvivere alla crescente concorrenza straniera e
molti lavoratori ne pagano la triste conseguenza.
Mai
però era capitato che una azienda che funziona, che mantiene con
le proprie dipendenti un atteggiamento corretto sulla piano salariale
e contributivo (trovarli nel Veneto laboratori di sartoria dove
tutti i dipendenti sono regolarmente assunti…), che gode di discrete
prospettive, finisca per essere chiusa a causa dell’insipienza
politica degli amministratori e della voracità dei proprietari.
Leggiamo
la lunga nota degli amministratori, farcita di ridondanti paroloni,
accuse a destra e a manca, pompose autoreferenzialità… non ci interessa sono cose da poco.
Tutta
la lettera si fonda su un verbale di accordo, entra nel dettaglio,
dimostra la buonafede degli amministratori attenti alla questione
operaia…. Fatevelo mostrare questo verbale,
così ogni cittadino potrà constatare che tale documento
di accordo mancava di una piccola ma significativa firmetta:
quella del proprietario dello stabile Zanchettin.
L’Amministrazione
chiude la sua lettera augurandosi che la cittadinanza sappia distinguere
tra chi sbraita e fa demagogia (naturalmente noi) e quelli che
lavorano per “per la soluzione dei conflitti e
per il governo di un equilibrato sviluppo cittadino”.
“L’equilibrato sviluppo” cittadino è ben
noto: quattro anni di governo fatti a colpi di varianti e tonnellate
di cemento (mostro di cemento sul Sile, darsena a Portegrandi,
centinaia di miniappartamenti previsti nell’area delle Agricole
Riunite, varianti per circa 500.000 mc di nuova edificazione).
Quanto alla soluzione dei conflitti, almeno
nel caso evidente delle aziende Rugger e Guarato, siamo di fronte
ad una ironia pesante.
E’ stata l’Amministrazione Comunale che
ha approvato un PIRUEA (Piano di recupero) che ha cambiato la
destinazione d’uso sullo stabile di proprietà di Zanchettin, un
Piano che avrebbe dovuto prevedere – lo dice la legge – la presenza
di “aree dimesse”.
Come ha constatato il maresciallo dei Carabinieri
che ha provveduto a far uscire le lavoratrici dallo stabile, le
attività erano regolari e non era certo uno stabile dimesso quello
che ha sigillato l’Ufficiale giudiziario.
Quanto alle bugie… per dimostrare la malafede del titolare delle
aziende il sindaco incontrando le lavoratrici citava le disponibilità
offerte e rifiutate dal signor Rugger, indicando persino il nominativo
di un noto architetto che avrebbe trovato e indicato le possibili
soluzioni. Il caso vuole che proprio all’ uscita dal Municipio
le lavoratrici incrociavano il detto architetto che personalmente
e davanti a 30 persone dava tutt’ altra versione.
Ora comunque il problema principale è la
soluzione positiva per le 32 lavoratrici, con l’evidente necessità
che il Prefetto di Venezia, che nella giornata di venerdi 25 novembre
incontrerà le parti, i rappresentanti dei lavoratori, sindacato
e amministratori, decida la riapertura dei locali e dia la possibilità
alle due aziende di riprendere le proprie attività.
Occorre ricordare che le due Aziende hanno
già trovato un luogo idoneo all’attività dove si trasferiranno
entro il 30 marzo prossimo e che proprio Venerdi Rugger ha comunicato
alle lavoratrici (e noi eravamo li presenti), firmerà il nuovo
contratto d’affitto.
Ma
la mancata riapertura, fino a trasferimento, dei locali di Via
Toscanini potrebbe comportare costi e penali per la mancata soddisfazione
delle commesse assunte, con rischi gravissimi per la tenuta delle
stesse aziende e quindi mettendo a rischio l’occupazione delle
32 lavoratrici.
PARTITO
DALLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Circolo
di Quarto d’Altino