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25-novembre-2005

 

 

 

 

NOI STIAMO CON LE 32 LAVORATRICI!

Chi come noi era davanti ai portoni delle aziende di alta sartoria Rugger e Guarato mentre l’ufficiale giudiziario  accompagnato da mesti carabinieri, eseguiva lo sgombero e metteva i sigilli alle porte, non ha potuto fare a meno di assistere alla uscita delle 32 lavoratrici, osservando nei loro sguardi tutta l’angoscia e preoccupazione per il futuro.

Nel Veneto non è certo una novità, ogni giorno piccole attività non riescono a sopravvivere alla crescente concorrenza straniera e molti lavoratori ne pagano la triste conseguenza.

Mai però era capitato che una azienda che funziona, che mantiene con le proprie dipendenti un atteggiamento corretto sulla piano salariale e contributivo (trovarli nel Veneto laboratori di sartoria dove tutti i dipendenti sono regolarmente assunti…), che gode di discrete prospettive,  finisca per essere chiusa a causa dell’insipienza politica degli amministratori e della voracità dei proprietari.

Leggiamo la lunga nota degli amministratori, farcita di ridondanti paroloni, accuse a destra e a manca, pompose autoreferenzialità… non  ci interessa sono cose da poco.

Tutta la lettera si fonda su un verbale di accordo, entra nel dettaglio, dimostra la buonafede degli amministratori attenti alla questione operaia…. Fatevelo mostrare questo verbale, così ogni cittadino potrà constatare che tale documento  di accordo mancava di una piccola ma significativa firmetta: quella del proprietario dello stabile Zanchettin.

L’Amministrazione chiude la sua lettera augurandosi che la cittadinanza sappia distinguere tra chi sbraita e fa demagogia (naturalmente noi) e quelli che lavorano per “per la soluzione dei conflitti e per il governo di un equilibrato sviluppo cittadino”.

“L’equilibrato sviluppo” cittadino è ben noto: quattro anni di governo fatti a colpi di varianti e tonnellate di cemento (mostro di cemento sul Sile, darsena a Portegrandi, centinaia di miniappartamenti previsti nell’area delle Agricole Riunite, varianti per circa 500.000 mc di nuova edificazione).

Quanto alla soluzione dei conflitti, almeno nel caso evidente delle aziende Rugger e Guarato, siamo di fronte ad una ironia pesante.

E’ stata l’Amministrazione Comunale che ha approvato un PIRUEA (Piano di recupero) che ha cambiato la destinazione d’uso sullo stabile di proprietà di Zanchettin, un Piano che avrebbe dovuto prevedere – lo dice la legge – la presenza di “aree dimesse”.

Come ha constatato il maresciallo dei Carabinieri che ha provveduto a far uscire le lavoratrici dallo stabile, le attività erano regolari e non era certo uno stabile dimesso quello che ha sigillato l’Ufficiale giudiziario.

Quanto alle bugie…  per dimostrare la malafede del titolare delle aziende il sindaco incontrando le lavoratrici citava le disponibilità offerte e rifiutate dal signor Rugger, indicando persino il nominativo di un noto architetto che avrebbe trovato e indicato le possibili soluzioni. Il caso vuole che proprio all’ uscita dal Municipio le lavoratrici  incrociavano il detto architetto che personalmente e davanti a 30 persone dava tutt’ altra versione.

Ora comunque il problema principale è la soluzione positiva per le 32 lavoratrici, con l’evidente necessità che il Prefetto di Venezia, che nella giornata di venerdi 25 novembre incontrerà le parti, i rappresentanti dei lavoratori, sindacato e amministratori, decida la riapertura dei locali e dia la possibilità alle due aziende di riprendere le proprie attività.

Occorre ricordare che le due Aziende hanno già trovato un luogo idoneo all’attività dove si trasferiranno entro il 30 marzo prossimo e che proprio Venerdi Rugger ha comunicato alle lavoratrici (e noi eravamo li presenti), firmerà il nuovo contratto d’affitto.

Ma la mancata riapertura, fino a trasferimento, dei locali di Via Toscanini potrebbe comportare costi e penali per la mancata soddisfazione delle commesse assunte, con rischi gravissimi per la tenuta delle stesse aziende e quindi mettendo a rischio l’occupazione delle 32 lavoratrici.

 

PARTITO DALLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Circolo di Quarto d’Altino

 

 
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