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A PORTEGRANDI SVENTOLA BANDIERA NERA
(a.fr.)
Un giorno magari diventerà il paradiso dei diportisti, lo
sbocco al mare del Sile e della Marca gioiosa e il punto di partenza
per ricoprire la via Annia e l'ambiente che la circonda.
Per adesso, sul progetto della darsena di
Portegrandi, un complesso da 250 posti barca, un'ottantina di cavane
e un nuovo albergo sventola - almeno idealmente - la bandiera
nera.
I pirati non c'entrano, ma il significato simbolico dell'iniziativa
di Legambiente non è meno infamante: in questo modo l'associazione
ambientalista ha voluto segnalare amministrazioni, politici e società
del Belpaese che si sono contraddistinte per attacchi o danni all'ambiente.
Un «premio» che il Comune di Quarto d'Altino , nel
cui territorio ricade Portegrandi e la sua conca, sito d'importanza
comunitaria, vorrebbe girare ad altri. Ovvero al progettista dell'opera.
«È da 17 anni - dice il sindaco Loredano Marcassa -
che sono cominciati i lavori, approvati dalla predecente amministrazione.
Io sto solamente cercando di portarli a termine nel migliore dei
modi, recuperando i fabbricati del Settecento altrimenti destinati
a crollare». La Giunta Marcassa, accusata da Legambiente,
ma anche dal Wwf e da Rifondazione, si sarebbe trovata in sostanza
con una scomoda eredità da gestire: «Chi ci accusa
non sa che qui l'ambiente è allo sbando, e che lasciare le
cose come stanno non sarebbe un gran risultato. Senza contare che
i privati che stanno realizzando il progetto hanno le carte in regola».
Un modo per dire che sono altri, eventualmente, i destinatari di
quella bandiera nera che spicca fra l'azzurro del cielo e il verde
della vegetazione, nella conca di Portegrandi.
dal Gazzettino del 26/06/2004
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