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VERITA’ E CONTORSIONI DELLA POLITICA
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LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA
Anch'io ritengo doveroso chiudere con una battuta la sterile polemica
a distanza.
Bisogna però che ci convinciamo su una cosa:
"Esistono delle regole sulle quali fonda le proprie radici
la democrazia"..
Ovvero, precostituisco le condizioni per governare (=programma elettorale),
chiedo il consenso ai cittadini e una volta avuto questo consenso
governo sulle linee del programma (adattandolo - senza stravolgerlo
- alle nuove condizioni), nel rispetto del documento (=vangelo)
che altro non è il D.Lgs. 267/2000, che regolamenta organicamente
l'attività amministrativa degli enti locali. A questo va
aggiunto (a mio parere) una buona dose di buon senso.
Quali sono le armi che mi tutelano dai "cattivi" amministratori?
IL VOTO!, e quando serve anche la Giustizia
amministrativa.
La dotta citazione di Giandomenico Falcon su cos'è il "Comune"
altro non è che la formula giuridica dell'istituzione, per
governare la quale servono strumenti tra i quali hanno un certo
rilievo la tolleranza ed il buon senso. Una persona che è
insofferente per tutto ciò che disturba il proprio equilibrio
psicologico e a sua difesa cita, in maniera puramente letterale,
passi del codice, significa (sempre a mio avviso) che non vive la
realtà quotidiana, che non vive i problemi della generalità
dei cittadini, che ha una visione utopistica della vita.
Mi consenta, Sig. Simionato, un'ultima affermazione: "Il
fondare la propria esistenza sulla rigida interpretazione "dei
Codici", non giova alla soluzione dei mille problemi
che riempiono la vita quotidiana, anzi, contribuisce alla costruzione
di una nuova babele (ma è solo una mia licenza).
Celestino Mazzon
17-Set-2003
Egregio Sig. Simionato
Egregio
Sig. Simionato,
ho letto con interesse le Sue
considerazioni su alcune mie “riflessioni” pubblicate sul
sito viviquarto.
Immagino che anche Lei sia animato
dallo stesso desiderio di far emergere la verità, la trasparenza su ogni azione
o accadimento che viene compiuta o che subiamo nel corso della nostra vita.
Cosa diversa è esprimere la propria opinione su fatti, dichiarazioni e
quant’altro succede attorno a noi.
Non ho alcun interesse contestare punto
su punto relativamente all’articolo da Lei pubblicato. Desidero però dissentire
su alcuni passaggi del Suo ragionamento:
- ho
pubblicato le tabelle previste per legge sui compensi agli amministratori
locali, ritenendola una operazione trasparente (la stessa cosa poteva
essere richiesta e pubblicata anche comparativamente alle tabelle previgenti
dall’articolista della Nuova, cosa ommessa);
- negli
scambi epistolari con amici o con chicchessia, quando si afferma che tizio
“si è
aumentato lo stipendio …” di x euro, vuol dire che il compenso
finora goduto viene incrementato di x euro e nessuno si sogna di
interpretarlo come totale della retribuzione. In particolare, quando si
legge che il Vice Sindaco beneficerà di un “cospicuo aumento di 732 euro”,
cosa significa? Che il compenso è aumentato di 732 euro su quanto
percepito;
- sulla
dichiarazione di Badalin che “ha criticato il metodo di arrivare al massimo
stabilito dal Decreto in un colpo solo”, posso affermare che
gradualità c’è stata, poiché sono trascorsi due anni dall’incarico e più
di tre dall’emanazione del D.M.. Circa “l’opportunità politica del
provvedimento” non ho capito allora e non capisco oggi la
portata dell’osservazione. Chi deve stabilire o valutare l’opportunità, se
non la maggioranza! È come dire al lavoratore che l’aumento dovuto per il
rinnovo contrattuale verrà elargito a discrezione del datore di lavoro, o
del parroco, o del comandante dei carabinieri …;
- sul
novello Alberto Manzi (il Sig. Simionato ha scarsa conoscenza sul genere
di trasmissioni tenute dal prof. Manzi alla televisione qualche anno fa),
è opinione personale che l’argomento sulla libera professione e sul lavoro
dipendente di chi svolge attività amministrativa pubblica, sul quale avevo
dedicato poche righe, sia stato trattato dal Sig. Simionato in maniera
talmente dettagliata che risulta incomprensibile e di scarso rilievo nel
contesto dell’articolo. Come dire se il Vice Sindaco scimmiotta il prof.
Manzi (con tutto il rispetto per il paragone), il Sig. Simionato si
sostituisce ad esso;
- sull’aspetto
professionale di amministratore della “res publica” ritengo che l’attuale
maggioranza stia rispettando il programma elettorale (approvato da chi
l’ha votata), per quanto si cerchi di migliorarlo in corso d’opera. Se il
Sig. Simionato fosse proprietario di un’area sulla quale il regolamento
edilizio comunale prevede la realizzazione di x metri cubi di cemento,
sarebbe disposto a rinunciare al profitto consentito in cambio della
realizzazione, per esempio, di un giardino pubblico? Compito di un
amministratore (a mio avviso) è quello di contemperare gli interessi
privati con le esigenze di un paese vivibile, obbligando, ove possibile,
il costruttore a realizzare servizi di pubblica utilità, nell’ambito di
uno sviluppo compatibile;
- sulle
critiche (a volte accese) mosse dal sottoscritto al solito articolista (il
Sig. Simionato si legga gli articoli apparsi sulla Nuova negli ultimi due
anni) ho rilevato una eccessiva “licenza giornalistica” che va oltre
l’informazione (e mi fermo qui!). A molti sarà gradita, ma mi consenta di “dissentire”,
finchè mi è permesso.
Celestino Mazzon
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