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27-settembre-2003

 

 

 

 

 

VERITA’ E CONTORSIONI DELLA POLITICA

LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA

Anch'io ritengo doveroso chiudere con una battuta la sterile polemica a distanza.

Bisogna però che ci convinciamo su una cosa: "Esistono delle regole sulle quali fonda le proprie radici la democrazia"..
Ovvero, precostituisco le condizioni per governare (=programma elettorale), chiedo il consenso ai cittadini e una volta avuto questo consenso governo sulle linee del programma (adattandolo - senza stravolgerlo - alle nuove condizioni), nel rispetto del documento (=vangelo) che altro non è il D.Lgs. 267/2000, che regolamenta organicamente l'attività amministrativa degli enti locali. A questo va aggiunto (a mio parere) una buona dose di buon senso.

Quali sono le armi che mi tutelano dai "cattivi" amministratori? IL VOTO!, e quando serve anche la Giustizia amministrativa.

La dotta citazione di Giandomenico Falcon su cos'è il "Comune" altro non è che la formula giuridica dell'istituzione, per governare la quale servono strumenti tra i quali hanno un certo rilievo la tolleranza ed il buon senso. Una persona che è insofferente per tutto ciò che disturba il proprio equilibrio psicologico e a sua difesa cita, in maniera puramente letterale, passi del codice, significa (sempre a mio avviso) che non vive la realtà quotidiana, che non vive i problemi della generalità dei cittadini, che ha una visione utopistica della vita.

Mi consenta, Sig. Simionato, un'ultima affermazione: "Il fondare la propria esistenza sulla rigida interpretazione "dei Codici", non giova alla soluzione dei mille problemi che riempiono la vita quotidiana, anzi, contribuisce alla costruzione di una nuova babele (ma è solo una mia licenza).

Celestino Mazzon

 


17-Set-2003

Egregio Sig. Simionato

         Egregio Sig. Simionato,

 

                                               ho letto con interesse le Sue considerazioni su alcune mie “riflessioni” pubblicate sul sito viviquarto.

         Immagino che anche Lei sia animato dallo stesso desiderio di far emergere la verità, la trasparenza su ogni azione o accadimento che viene compiuta o che subiamo nel corso della nostra vita. Cosa diversa è esprimere la propria opinione su fatti, dichiarazioni e quant’altro succede attorno a noi.

         Non ho alcun interesse contestare punto su punto relativamente all’articolo da Lei pubblicato. Desidero però dissentire su alcuni passaggi del Suo ragionamento:

 

  1. ho pubblicato le tabelle previste per legge sui compensi agli amministratori locali, ritenendola una operazione trasparente (la stessa cosa poteva essere richiesta e pubblicata anche comparativamente alle tabelle previgenti dall’articolista della Nuova, cosa ommessa);

 

  1. negli scambi epistolari con amici o con chicchessia, quando si afferma che tizio “si è aumentato lo stipendio …” di x euro, vuol dire che il compenso finora goduto viene incrementato di x euro e nessuno si sogna di interpretarlo come totale della retribuzione. In particolare, quando si legge che il Vice Sindaco beneficerà di un “cospicuo aumento di 732 euro”, cosa significa? Che il compenso è aumentato di 732 euro su quanto percepito;

 

  1. sulla dichiarazione di Badalin che “ha criticato il metodo di arrivare al massimo stabilito dal Decreto in un colpo solo”, posso affermare che gradualità c’è stata, poiché sono trascorsi due anni dall’incarico e più di tre dall’emanazione del D.M.. Circa “l’opportunità politica del provvedimento” non ho capito allora e non capisco oggi la portata dell’osservazione. Chi deve stabilire o valutare l’opportunità, se non la maggioranza! È come dire al lavoratore che l’aumento dovuto per il rinnovo contrattuale verrà elargito a discrezione del datore di lavoro, o del parroco, o del comandante dei carabinieri …;

 

  1. sul novello Alberto Manzi (il Sig. Simionato ha scarsa conoscenza sul genere di trasmissioni tenute dal prof. Manzi alla televisione qualche anno fa), è opinione personale che l’argomento sulla libera professione e sul lavoro dipendente di chi svolge attività amministrativa pubblica, sul quale avevo dedicato poche righe, sia stato trattato dal Sig. Simionato in maniera talmente dettagliata che risulta incomprensibile e di scarso rilievo nel contesto dell’articolo. Come dire se il Vice Sindaco scimmiotta il prof. Manzi (con tutto il rispetto per il paragone), il Sig. Simionato si sostituisce ad esso;

 

  1. sull’aspetto professionale di amministratore della “res publica” ritengo che l’attuale maggioranza stia rispettando il programma elettorale (approvato da chi l’ha votata), per quanto si cerchi di migliorarlo in corso d’opera. Se il Sig. Simionato fosse proprietario di un’area sulla quale il regolamento edilizio comunale prevede la realizzazione di x metri cubi di cemento, sarebbe disposto a rinunciare al profitto consentito in cambio della realizzazione, per esempio, di un giardino pubblico? Compito di un amministratore (a mio avviso) è quello di contemperare gli interessi privati con le esigenze di un paese vivibile, obbligando, ove possibile, il costruttore a realizzare servizi di pubblica utilità, nell’ambito di uno sviluppo compatibile;

 

  1. sulle critiche (a volte accese) mosse dal sottoscritto al solito articolista (il Sig. Simionato si legga gli articoli apparsi sulla Nuova negli ultimi due anni) ho rilevato una eccessiva “licenza giornalistica” che va oltre l’informazione (e mi fermo qui!). A molti sarà gradita, ma mi consenta di “dissentire”, finchè mi è permesso.

 

Celestino Mazzon

 
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