
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
SETTIMA
LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 332
QUARTO D’ALTINO: LA REGIONE E L’ENTE PARCO DEL SILE
INTERVENGANO PER IMPEDIRE UN PROGETTO EDILIZIO CHE CEMENTIZZA FIN ALLE ALZAIE DEL SILE E COMPROMETTE IL PATRIMONIO
PAESAGGISTICO E AMBIENTALE DEL PARCO REGIONALE.
Presentata
il 22 ottobre 2002 dai consiglieri Maurizio
Tosi e Pietrangelo Pettenò
Premesso che
Con la Delibera del Consiglio
regionale, n.22/2000, veniva realizzato
il Piano Ambientale del Parco regionale del Fiume Sile, istituito con la legge.
L’obiettivo dichiarato era la definizione degli indirizzi e delle
politiche di recupero, protezione, valorizzazione dell’ambiente ricadente entro
i confini del Parco.
Da allora
molti sono stati gli interventi, alcuni pregevoli, che hanno ridato dimensione
ambientale e paesaggistica all’insieme del territorio, alcuni dei quali pur
discutibili per l’impatto strutturale hanno riavvicinato ad un rapporto
positivo e compatibile i cittadini residenti nei Comuni ricompresi nell’area
del Parco e più in generale i cittadini del Veneto.
La gestione
del Parco, affidata per legge all’Ente Parco, ha dovuto molto spesso scontrarsi
con diffidenze e ostilità da parte di talune Amministrazioni Comunali, restie
ad armonizzare le proprie politiche urbanistiche con i nuovi vincoli posti dal
Piano Ambientale, strumento sovrano nei territori entro i confini del Parco
regionale del Sile.
E’ in
questo contesto che preoccupano i piani di nuova edificazione presentati
pubblicamente dall’Amministrazione Comunale di Quarto d’Altino, che intende
autorizzare a privati la realizzazione di un grande bastione di cemento, detto
complesso edilizio, alto oltre 15 metri con una sessantina di alloggi, con negozi al pianterreno, garage
sotterranei e ristorante, con una piazza cementata, pressoché spoglio di
qualsiasi area verde, costruendo fino al piano dell’alzaia che si affaccia
direttamente sul Fiume Sile.
Il progetto
presentato come recupero del centro
interviene sull’area occupata dalle strutture dell’ex Consorzio Agrario
di Quarto d’Altino, concedendo alla ditta privata Planet, come da progetto
illustrato dall’architetto Caprioglio,
un notevole ampliamento della
cubatura edificabile preesistente;
considerato che
il progetto sopracitato potrebbe
ricadere all’interno dei confini del Parco regionale del Sile e che, quindi,
ogni intervento potrebbe essere soggetto alle normative previste dalla legge
del Parco e all’autorità dell’Ente parco che stabilisce: “gli
interventi di conservazione, riqualificazione, restauro, recupero e
miglioramento da operarsi e l'individuazione dei soggetti abilitati ad
effettuarli ove diversi dall'Ente Parco” – art.3 della Legge 8/91, lettera c)-
.);
nonché
“i vincoli e le limitazioni che afferiscono alle diverse aree comprese nel
Parco, nonchè‚ la regolamentazione delle attività di trasformazione consentite”
- art.3 lettera e) .
i sottoscritti
consiglieri regionali chiedono alla Giunta regionale di sapere
1. se il territorio di
Quarto d’Altino interessato dal progetto citato, ricade entro i confini del
Parco regionale del Sile;
2. se l’Ente Parco ha
preso visione del progetto citato e se lo stesso è compatibile con i criteri di
tutela e valorizzazione paesaggistica e ambientale sanciti dal Piano ambientale
in riferimento alle aree soggette ad urbanistica controllata;
3. se l’Ente Parco ha
prodotto qualche parere nel merito del progetto;
4. se le alzaie del
Sile, interessate dalla cementizzazione a confine come da progetto in
oggetto, non rappresentino parte
integrante del Parco del Sile sottoposta a particolare vincolo di tutela;
5. se la decisione di
edificare a livello dell’Alzaia del Sile,
occupando anche la parte sotterranea che dall’alzaia degrada al piano
campagna, per un dislivello di alcuni metri, non implichi la compromissione di territorio
interessato dalla naturale dinamica idrogeologica delle acque del Sile;
6. se è possibile
realizzare aumenti di cubatura
edificabile in stabili preesistenti senza il parere dell’Ente Parco, senza il
rispetto dei criteri paesaggistici e ambientali previsti dal Piano Ambientale;
7. quali interventi
sono in atto, sono previsti, sono in progettazione dall’Ente Parco in
territorio del Parco entro i confini nel Comune di Quarto d’Altino;
i sottoscritti consiglieri chiedono inoltre
alla Giunta regionale:
se la natura del
progetto presentato dall’Amministrazione Comunale di Quarto d’Altino dovesse
risultare incompatibile con le norme
e lo sviluppo delle politiche di
recupero e valorizzazione ambientale e paesaggistica, quali misure intenda
assumere per impedire una opera di devastazione di tali dimensioni all’interno
del territorio del Parco regionale del Fiume Sile.
COMUNICATO STAMPA
QUARTO
D’ALTINO: “SOLO UNA AMMINISTRAZIONE CHE IGNORA OGNI VALENZA PAESAGGISTICA
E AMBIENTALE PUO’ DELIBERARE UNA COLATA DI CEMENTO FINO ALLE ALZAIE DEL SILE IN PIENO
PARCO REGIONALE ”
Con una interrogazione regionale presentata
dai consiglieri Maurizio Tosi e Pietrangelo Pettenò, il PRC ha
deciso di intervenire presso la Giunta regionale e attraverso
quest’ultima all’Ente Parco che amministra il Parco regionale
del Sile, per tentare di fermare un progetto devastante che l’Amministrazione
in accordo con i privati intende realizzare nonostante si tratti
evidentemente di una opera in contrasto con la natura del Parco
e d i suoi scopi di valorizzazione paesaggistico ambientale.
Da tempo il PRC dei Quarto d’Altino
è impegnato contro le scelte selvagge dell’Amministrazione, guidata
dal geometra Loredano Marcassa, tutte improntate alla cementizzazione.
Il progetto che si vuole far passare
per “recupero del centro storico” è nella sostanza una opera edilizia
che massacra il paesaggio ed il territorio a ridosso della piazza
San Michele.
Da dietro il Municipio, dove erano
i vecchi edifici dell’ex Consorzio Agrario si rischia di veder
sorgere uno enorme cubo di cemento alto oltre 15 metri, con decine
e decine di mini alloggio dormitorio.
Un complesso edilizio che aumenterà
a dismisura la precedente cubatura edificabile, un progetto che prevede negozi, un ristorante e una piazza tutto
rigorosamente cementato, senza aree verdi, senza percorsi naturali.
Tutto ciò in una area che l’amministrazione aveva l’occasione di
riqualificare sul piano paesaggistico, con una opera a basso impatto
ambientale, inserita sul piano architettonico nella logica del
Parco del Sile , di valorizzazione paesaggistica e di ripristino
di un rapporto corretto, anche ricreativo, tra cittadini e ambiente.
In questo caso, come già ribadito da
moltissimi cittadini durante la presentazione pubblica del progetto
relativo all’argine del Sile, si tratta di una vera e propria
opera devastante, che modificherà in modo permanente la natura
del territorio, che premia gli interessi di una potente impresa
privata, ma che nulla ha a che vedere con la volontà e gli interessi
della gente.
Per questo il PRC di Quarto d’Altino
ha inteso intervenire presso la Giunta Regionale, consapevole
che ogni progetto di variante insito nel territorio di competenza
del Parco dovrà ottenere un parere vincolante dell’Ente parco
riferito alle norme ed ai vincoli prescritti dal Piano Ambientale
in vigore dal marzo del 2000.
Il PRC intende così dare un segnale
preciso dell’intenzione di portare fino in fondo, anche nella
commissione regionale competente in materia,
l’opposizione contro questo progetto.
Per il PRC
Renato
Cardazzo