Centro Italiano Aiuti all'Infanzia logo viviQuarto - foto del municipio del Comune di Quarto d'Altino provincia di Venezia "No ghe xe farina senza sémola, nosèla senza scorza, gran senza paja e omo senza difeti"
"Fiuri e fruti se pol tore da tuti"
Home archivioviviQuarto I Giornali Aziende lavoro Meteo Webcam lavoro - utility
e-mail franco@viviquarto.it
Le origini La Storia Fotografie Foto Storiche La Parrocchia Il Museo L'Oasi Il fiume Sile altri Links
ProLoco I giovani Espressioni A.S.D. Palextra ANNIA Il Comune Ferrari Club I Medici Sci Club P.
 

Ci è pervenuta la seguente e-mail che pubblichiamo.

Ci permettiamo di inviarvi copia delle due interrogazioni presentate dai
consiglieri regionali Maurizio Tosi e Pietrangelo Pettenò di
Rifondazione Comunista, in merito alle vicende legate al progetto di
costruire nell'area dell'ex consorzio agrario dietro il Municipio di
Quarto, di un mostro di cemento.

La prima interrogazione, con richiesta di risposta scritta si riferisce
alla natura, a nostro avviso incompatibile, del rapporto tra Progetto
di cubo di cemento e esistenza del Parco regionale del Sile;
la seconda con carattere di urgenza, si riferisce alla necessità di
verificare se vi siano state violazioni e abusi da parte
dell'amministrazione, in riferimento alle notizie in merito ad una
diffida della Commissione Salvaguardia al sindaco di Quarto.

Ringraziandovi fin d'ora.

Per Rifondazione Comunsita
di Quarto d'Altino
Renato Cardazzo

 
 

 

 




CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

SETTIMA LEGISLATURA

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N.

 

 

QUARTO D’ALTINO: L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE RILASCIA CONCESSIONI EDILIZIE IN RIVA AL SILE SENZA AVER ADEGUATO  IL PIANO REGOLATORE COMUNALE AL PALAV?  SE E’ VERO LA REGIONE CHIEDA L’INTERVENTO DELLA MAGISTRATURA

Presentata il  22 ottobre 2002 dai consiglieri Maurizio Tosi e Pietrangelo Pettenò

 

Premesso che

 

La realizzazione a ridosso delle “alzaie” del Sile, dietro P.zza S.Michele a Quarto d’Altino (Ve) di uno stabile di oltre 15 metri d’altezza, su tre piani, con negozi al piano  terra, 30  alloggi per una superficie di 1647 mq. al primo piano, di 33 alloggi su 1632 mq al secondo piano, è stata assegnata alla ditta privata Planet.

I               l progetto nel complesso è stato presentato pubblicamente Venerdi 12 luglio 2002, dal sindaco Marcassa Loredano e dal progettista architetto Caprioglio, il quale non ci è dato sapere se presente in qualità di rappresentante della ditta privata Planet, dell’Amministrazione di Quarto d’Altino, o se addirittura in rappresentanza della ditta privata assegnataria dei lavori e contemporaneamente di consulente dell’amministrazione di Quarto d’Altino.

Nel corso dell’incontro l’opera è stata presentata come un più generale intervento di “riqualificazione” che riguarderà (come scritto nel bollettino dell’Amministrazione Quarto Notizie sup. al n.85 del mese di Luglio di Polis) “Il Municipio….e tutta l’area dietro lo stesso, fino al Sile,

Oltre alla pesante opera di cementizzazione dettata dai circa 60 appartamenti e dai negozi, si aggiunge una piazza ed un ristorante per un totale di 996 mq  che  giungerà al piano delle alzaie, alcuni metri più alto del “piano campagna”, permettendo ai privati di costruire anche fino a ridosso delle stesse per 86 posto auto sotterranei;

-          

appreso dalla stampa che

                   i commissari della Commissione regionale per la salvaguardia, preposti al controllo sulle attività urbanistiche nell’area della Laguna di Venezia e del suo entroterra, avrebbero constatato che a Quarto d’Altino mancherebbero i piani urbanistici attuativi e il piano regolatore comunale non sarebbe ancora stato adeguato alle prescrizioni del PALAV, il piano per la tutela delle aree di interesse paesaggistico ed ambientale;

             la Commissione avrebbe quindi votato all’unanimità, l’invio di una lettera  all’Amministrazione di Quarto d’Altino  contestando la situazione  e “diffidandola” dal procedere con concessioni edilizie  prive dei presupposti previsti dalle leggi in vigore;

 

considerato che

            l’opera succitata andrebbe a compromettere parte di territorio inserita nel perimetro del progetto del Parco Regionale del Fiume Sile, istituito con legge regionale n.8 del 28 gennaio 199, in qualità di “atrea ad urbanistica controllata”, così come previsto dal Piano Ambientale approvato dal Consiglio regionale nel gennaio del 2000;

            tale compromissione permanente dell’area citata, avverrebbe (stando alle informazioni riportate dalla stampa) in violazione della legge;

 

i sottoscritti consiglieri chiedono, con urgenza, di sapere:

            se l’Amministrazione Comunale di Quarto d’Altino abbia rilasciato concessioni edilizie senza aver ottemperato alle prescrizioni previste dalla legge;

se gli interventi previsti a ridosso del Sile, non rappresentino violazioni delle norme di tutela paesaggistica e ambientale stabilite dal PALAV e dal Piano Ambientale del Parco Regionale del Fiume Sile;

se, nel caso tali affermazioni risultino confermate, intenda intervenire per tutelare il patrimonio paesaggistico ambientale, denunciando l’avvenuta violazione presso i competenti uffici della Magistratura

 

 

           

 
 

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

SETTIMA LEGISLATURA

 

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 332

 

 

QUARTO D’ALTINO: LA REGIONE E L’ENTE PARCO DEL SILE INTERVENGANO PER IMPEDIRE UN PROGETTO EDILIZIO CHE CEMENTIZZA FIN ALLE  ALZAIE DEL SILE E COMPROMETTE IL PATRIMONIO PAESAGGISTICO E AMBIENTALE DEL PARCO REGIONALE.

Presentata il  22 ottobre 2002 dai consiglieri Maurizio Tosi e Pietrangelo Pettenò

 

Premesso che

           

Con la Delibera del Consiglio regionale, n.22/2000, veniva  realizzato il Piano Ambientale del Parco regionale del Fiume Sile, istituito con la legge.

 L’obiettivo dichiarato era la definizione degli indirizzi e delle politiche di recupero, protezione, valorizzazione dell’ambiente ricadente entro i confini del Parco.

            Da allora molti sono stati gli interventi, alcuni pregevoli, che hanno ridato dimensione ambientale e paesaggistica all’insieme del territorio, alcuni dei quali pur discutibili per l’impatto strutturale hanno riavvicinato ad un rapporto positivo e compatibile i cittadini residenti nei Comuni ricompresi nell’area del Parco e più in generale i cittadini del Veneto.

            La gestione del Parco, affidata per legge all’Ente Parco, ha dovuto molto spesso scontrarsi con diffidenze e ostilità da parte di talune Amministrazioni Comunali, restie ad armonizzare le proprie politiche urbanistiche con i nuovi vincoli posti dal Piano Ambientale, strumento sovrano nei territori entro i confini del Parco regionale del Sile.

            E’ in questo contesto che preoccupano i piani di nuova edificazione presentati pubblicamente dall’Amministrazione Comunale di Quarto d’Altino, che intende autorizzare a privati la realizzazione di un grande bastione di cemento, detto complesso edilizio, alto oltre 15 metri con una sessantina di  alloggi, con negozi al pianterreno, garage sotterranei e ristorante, con una piazza cementata, pressoché spoglio di qualsiasi area verde, costruendo fino al piano dell’alzaia che si affaccia direttamente sul Fiume Sile.

            Il progetto presentato come recupero del centro  interviene sull’area occupata dalle strutture dell’ex Consorzio Agrario di Quarto d’Altino, concedendo alla ditta privata Planet, come da progetto illustrato dall’architetto Caprioglio,  un notevole ampliamento della  cubatura edificabile preesistente;

 

considerato che

           

il progetto sopracitato potrebbe ricadere all’interno dei confini del Parco regionale del Sile e che, quindi, ogni intervento potrebbe essere soggetto alle normative previste dalla legge del Parco e all’autorità dell’Ente parco che stabilisce:       “gli interventi di conservazione, riqualificazione, restauro, recupero e miglioramento da operarsi e l'individuazione dei soggetti abilitati ad effettuarli ove diversi dall'Ente Parco” – art.3 della Legge 8/91, lettera c)- .);  nonché “i vincoli e le limitazioni che afferiscono alle diverse aree comprese nel Parco, nonchè‚ la regolamentazione delle attività di trasformazione consentite” - art.3 lettera e) .

 

 

i sottoscritti consiglieri regionali chiedono alla Giunta regionale di sapere

 

1.      se il territorio di Quarto d’Altino interessato dal progetto citato, ricade entro i confini del Parco regionale del Sile;

2.      se l’Ente Parco ha preso visione del progetto citato e se lo stesso è compatibile con i criteri di tutela e valorizzazione paesaggistica e ambientale sanciti dal Piano ambientale in riferimento alle aree soggette ad urbanistica controllata;

3.      se l’Ente Parco ha prodotto qualche parere nel merito del progetto;

4.      se le alzaie del Sile, interessate dalla cementizzazione a confine come da progetto in oggetto,  non rappresentino parte integrante del Parco del Sile sottoposta a particolare vincolo di tutela;

5.      se la decisione di edificare a livello dell’Alzaia del Sile,  occupando anche la parte sotterranea che dall’alzaia degrada al piano campagna, per un dislivello di alcuni metri, non implichi la compromissione di territorio interessato dalla naturale dinamica idrogeologica delle acque del Sile;

6.   se è possibile realizzare aumenti  di cubatura edificabile in stabili preesistenti senza il parere dell’Ente Parco, senza il rispetto dei criteri paesaggistici e ambientali previsti dal Piano Ambientale;

7.   quali interventi sono in atto, sono previsti, sono in progettazione dall’Ente Parco in territorio del Parco entro i confini nel Comune di Quarto d’Altino;

 

i sottoscritti consiglieri chiedono inoltre alla Giunta regionale:

 

se la natura del progetto presentato dall’Amministrazione Comunale di Quarto d’Altino dovesse risultare incompatibile con  le norme e  lo sviluppo delle politiche di recupero e valorizzazione ambientale e paesaggistica, quali misure intenda assumere per impedire una opera di devastazione di tali dimensioni all’interno del territorio del Parco regionale del Fiume Sile.

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

QUARTO D’ALTINO: “SOLO UNA AMMINISTRAZIONE CHE IGNORA OGNI VALENZA PAESAGGISTICA E AMBIENTALE  PUO’ DELIBERARE UNA COLATA DI  CEMENTO FINO ALLE ALZAIE DEL SILE IN PIENO PARCO REGIONALE ”

 

Con una interrogazione regionale presentata dai consiglieri Maurizio Tosi e Pietrangelo Pettenò, il PRC ha deciso di intervenire presso la Giunta regionale e attraverso quest’ultima all’Ente Parco che amministra il Parco regionale del Sile, per tentare di fermare un progetto devastante che l’Amministrazione in accordo con i privati intende realizzare nonostante si tratti evidentemente di una opera in contrasto con la natura del Parco e d i suoi scopi di valorizzazione paesaggistico ambientale.

Da tempo il PRC dei Quarto d’Altino è impegnato contro le scelte selvagge dell’Amministrazione, guidata dal geometra Loredano Marcassa, tutte improntate alla cementizzazione.

Il progetto che si vuole far passare per “recupero del centro storico” è nella sostanza una opera edilizia che massacra il paesaggio ed il territorio a ridosso della piazza San Michele.

Da dietro il Municipio, dove erano i vecchi edifici dell’ex Consorzio Agrario si rischia di veder sorgere uno enorme cubo di cemento alto oltre 15 metri, con decine e decine di mini alloggio dormitorio.

Un complesso edilizio che aumenterà a dismisura la precedente cubatura edificabile,  un progetto che prevede negozi, un ristorante e una piazza tutto rigorosamente cementato, senza aree verdi, senza percorsi naturali.

Tutto ciò in una area  che l’amministrazione aveva l’occasione di riqualificare sul piano paesaggistico, con una opera a basso impatto ambientale, inserita sul piano architettonico nella logica del Parco del Sile , di valorizzazione paesaggistica e di ripristino di un rapporto corretto, anche ricreativo, tra cittadini e ambiente.

In questo caso, come già ribadito da moltissimi cittadini durante la presentazione pubblica del progetto relativo all’argine del Sile, si tratta di una vera e propria opera devastante, che modificherà in modo permanente la natura del territorio, che premia gli interessi di una potente impresa privata, ma che nulla ha a che vedere con la volontà e gli interessi della gente.

Per questo il PRC di Quarto d’Altino ha inteso intervenire presso la Giunta Regionale, consapevole che ogni progetto di variante insito nel territorio di competenza del Parco dovrà ottenere un parere vincolante dell’Ente parco riferito alle norme ed ai vincoli prescritti dal Piano Ambientale in vigore dal marzo del 2000.

Il PRC intende così dare un segnale preciso dell’intenzione di portare fino in fondo, anche nella commissione regionale competente in materia,  l’opposizione contro questo progetto.

Per il PRC

Renato Cardazzo

 


 
     
     
Ulteriori ultimi 10 articoli pubblicati

Marco Simionato
CHIUSO PER FERIE
Celestino Mazzon:
Trasporto scolastico 2008/09
Comitato oltre la ferrovia
"Orgoglio Altinense"
"Caro Condomino"
Quarto d'Altino: parte la raccolta "porta a porta"
Rifiuti
ZOPPICANDO TRA SUCCESSO E..

www.viviQuarto.it tra i preferiti o inizio