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07-febbraio-2004

 

 

 

 

Comunicato Stampa del 7 febbraio 2004


cuccioliA Quarto d'Altino, oggi e domani, arriva un'altra cucciolandia: la LAV ha chiesto al Sindaco di vietarla. Continuano ad imperversare, dopo Salzano, Orzinuovi, Bergamo, Gallarate, Legnano, Bollate, Crema, Cordenons, le famigerate "mostre di cuccioli": un calvario per gli animali.

"I cittadini si tengano alla larga da queste mostre se non vogliono rendersi complici, pagando l'ingresso, della prigionia perpetua degli animali esposti" è l'appello lanciato dalla LAV agli abitanti della zona. "

La LAV invita anche chi incautamente avesse acquistato animali, in questa o precedenti mostre, a segnalarlo alla sede dell'Associazione (06.4461325) che ne garantirà l'anonimato". Nelle "mostre" la vendita di cuccioli è illegale.

Il Veneto, insieme a Friuli, Lombardia e Piemonte sono le regioni particolarmente appetite da allevatori e commercianti di cani - così esordisce il fax di denuncia inviato dalla LAV, questa mattina, al Sindaco di Quarto d'Altino, all'Assessore alle Politiche sanitarie regionale ed al Servizio Veterinario della ASL di Mestre - per chiederne il divieto.

Spesso dietro l’etichetta espositiva si cela un commercio illegale di animali – ha dichiarato Mauro Bottigelli, responsabile della LAV – "attività simili non possono contare su un ritorno economico, visto l’esiguità degli introiti; gli animali o sono venduti in forma occulta oppure, una volta cresciuti, vanno incontro ad un misterioso destino.

Il mondo animalista considera questo fenomeno, sconosciuto all'estero, una vergogna nazionale: si tratta di attività gestite, molte volte, da personaggi che si muovono ai limiti della legalità. Le mostre dei cuccioli sono manifestazioni crudeli: i cuccioli, a centinaia, sono costretti a stabulare in piccoli recinti all’interno di tendoni da circo od in palazzetti dello sport e ad essere sballottati, su camion, da una città all'altra fino all'esaurimento delle prorie forze, al solo scopo di appagare gli interessi commerciali degli organizzatori.

Che fine fanno una volta cresciuti e non più oggetto di richiamo? Quanti ne muoiono? Nessun Servizio Veterinario è in grado di rispondere, perché si tratta di un fenomeno da baracconi, svolto senza regole e tipicamente italiano, indegno di una Paese civile. Tra l’altro, indurre i giovani ed i genitori ad acquisti emotivi contribuisce a gonfiare il deprecabile e già pesante tasso di randagismo i cui oneri ricadono sui cittadini a suon di tasse".

Il Comune di Quarto d'Altino che vive il problema del collocamento e del mantenimento dei randagi ed il Servizio Veterinario della ASL devono decidersi a troncare con le autorizzazioni facili, cominciando col far chiudere le iniziative di allevatori, giostrai, circensi riciclati ed avventurieri di ogni risma. Grazie all'attenzione di routine di Comuni, ASL e Regioni, gli organizzatori trovano buon gioco a lucrare i loro affari sulla pelle dei cagnolini e sulla sensibilità dei giovani visitatori. Che senso ha spendere soldi per mantenere canili, prevenire il randagismo, programmare attività educative e poi consentire mostre che solleticano la voglia di prendere un cucciolo per poi abbandonarlo prima delle ferie.

Il Sindaco di Quarto d'Altino sa in quali condizioni erano "esposti" i cani a Salzano, Gallarate, Legnano, Orzinuovi, Bergamo, Bollate, Cordenons? Di simili manifestazioni conosce le condizioni di torpore ed apatia e spesso di dissenteria e denutrizione in cui versavano molti esemplari, tutti, tra l'altro, avvicinabili dal pubblico? Per questi motivi la LAV ha offerto la propria collaborazione alla Regione, al fine di definire, sentiti i parei dei Servizi Veterinari territoriali, una proposta di legge che vieti le mostre faunistiche itineranti ed a carattere di lucro.

Lega Anti Vivisezione - Settore Palii e Sagre - Responsabile: Mauro Bottigelli
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LAV
00185 Roma - Via Sommacampagna, 29 www.infolav.org
tel 06.4461325 fax 06.4461326 lav@infolav.org
Settore "Palii e Sagre" m.bottigelli@infolav.org 338.4339110

 
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