Lettera aperta all'Assessore Bianchini,
Egregio, le scriviamo in questo modo aperto così da far
conoscere a tutti coloro che leggeranno alcune nostre considerazioni.
Non abbiamo la pretesa che si occupi più di tanto di queste nostre
poche righe, come avrà capito le risulteranno assai poco costruttive
e come dice lei, che pratico è certamente, la infastidiranno come
tutte le cose da considerare destinate al libro dei sogni.
Tant'è
che leggendo la sua articolata difesa del Mostro di cemento non
siamo riusciti a pensare diversamente da quanto pensiamo in questi
mesi: per noi si tratta di una grande opera di speculazione
edilizia, del tutto immotivata sul piano dei progetti d'insediamento
abitativo, forse utile ai potenti di turno committenti della
Planet, magari per far felice qualche investitore di denaro deluso
da BOT e CCT.
Non c'è principio urbanistico che regga:
si costruisce un grande cubo di cemento a ridosso e dentro il
perimetro del Parco Regionale del Sile: dove sono le caratteristiche
di tutela paesaggistica, di richiamo e valorizzazione storico
urbana, di rispetto ambientale?
Forse che l'esistenza di altri palazzoni,
in altre zone del territorio giustificano un altro sfregio a Quarto
d'Altino?
Forse che una piazza di cemento circondata
da negozi e da un ristorante privato sovrastata da un cubo di
sedici metri può in qualche
modo essere la cartolina del paese?
Lasci stare la supervisione sulla realizzazione
della piazza da parte dell'Amministrazione, questa suona alle orecchie di moltissimi cittadini
come una minaccia, considerando che in 18 mesi l'amministrazione
non è riuscita nemmeno a ultimare
il Km di pista ciclabile di viale della Resistenza, o,
peggio, ha realizzato una palude denominata strada tra asilo e
nuove elementari che è li a dimostrare tutta l'inettitudine.
Ma la polemica sui metri cubi, sul rispetto
delle procedure, sulle leggi, sui cavilli, sulle furbizie, sui
silenzi assensi, sul potere che il denaro può esercitare ovunque
e più di tutto…. è una discussione da fare nei luoghi appropriati.
Quando ci si rivolge alle persone occorre
dire le cose per quello che valgono realmente senza giocare su
presunte competenze che i più non possono contestare.
Chiamare recupero del centro questa
grande opera in riva al Sile è prendere in
giro i cittadini, quanto a valorizzare e rinnovare il Municipio,
cominciate con il riscattare i locali venduti alla banca. Per
non parlare dell'area sullo vincolo che consegnerete ai costruttori
di centri commerciali, che faranno un nuovo blocco di dimensioni
simili a Valecenter, che voi chiamate opera di risanamento.
Vede, noi siamo rimasti di questa opinione,
crediamo si possa pensare ad un altro sviluppo.
Questo è il vero nodo. Non riteniamo utile
distruggere un'area che se recuperata in modo diverso avrebbe
potuto valorizzare e ridare dignità al volto paesaggistico del
paese, pensiamo al recupero dell'area come porta del parco, con
una piazza verde, con giochi curati per i bambini, pensiamo al
recupero degli stabili con metodi storicamente omogenei per dare
ai cittadini una struttura polivalente, un auditorium, una ludoteca
un luogo di socialità. Nel suo ragionamento ci rassicura in riferimento
all'adeguato numero di parcheggi. Ci pensa, oltre al cemento della
piazza, anche ben 196 parcheggi?
In quell'area sarà una minaccia poterci passare,
dato che li vi si trova una stradina che assomiglia ad un troso,
per non parlare delle code che si registreranno al semaforo della
piazza.
Ma anche questi sono dettagli. La realtà
è che per risponderà alla domanda lucrativa dei privati si piegano
gli elementi di analisi sul futuro del paese e sui bisogni reali
dei cittadini.
Pensa davvero che la domanda dei cittadini
è quella di un paese che cresce offrendo centinaia di mini alloggi
per una residenza mordi e fuggi? Che realizza alberghi per turisti
decentrati dalla vicina Venezia dalle numerose agenzie di viaggio?
Pensa davvero che tutte le raccomandazioni
fatte sulla necessità
di rispettare i fiumi, gli argini, riconsegnare spazio al defluire
delle acque, giustifichi parcheggi sotterranei fino a sotto le
alzaie del Sile?
Sappiamo che a guidare il vostro operato
c'è una idea del fare animosa ed energica, il piglio autoritario
del sindaco farebbe sorridere se non producesse atti a nostro
giudizio nocivi per i cittadini, ma questo non risulta l'unico
modo di amministrare.
Non servirà dare dei bugiardi, oppure spendere
a pochi giorni dal voto le risorse che avrete incamerato.
Certo è possibile che noi si sbagli, che
tutto ciò che abbiamo detto sia infondato, saranno i cittadini
a giudicare.
I cittadini hanno la memoria lunga e noi
una grande fiducia.
Rifondazione Comunista di Quarto d'Altino