Devo
ammettere che non so quasi nulla di ciò
che la Biblioteca di Quarto d’Altino Sia attualmente (la quantità/qualità del
patrimonio librario, il servizio che offre, il gradimento o meno dell’utenza
rispetto al tutto), o di quali ammirevoli iniziative proponga coll’ apporto
dell’Assessorato preposto – e me ne dispiace, perché perdere il rapporto con
una delle poche presunte agenzie culturali del territorio è comunque cosa triste, e anche estremamente riprovevole, per qualcuno che con la Cultura
ci vive e ci convive quotidianamente e consapevolmente e attivamente da oltre 30 anni.
Tuttavia,
certi ‘disamori’ sono difficilmente sanabili.
E
in quest’ultima affermazione non vuole esserci polemica alcuna: solo una buona
dose di stanchezza, e una certa amarezza
da parte di qualcuno che ha un’idea abbastanza chiara rispetto a che cosa sia
la Cultura e a quale fondamentale ruolo questa possa esercitare nella vita di
ognuno di noi.
La
polemica – volendo – è in ciò che segue.
Conosco
molto bene il dott. Visentin (firmatario
di una precedente missiva a ViviQuarto relativa ad una sua recente,
personalissima esperienza in biblioteca) : abbiamo ‘lavorato’ insieme ( con
Impegno e Passione – e nessun intento di propaganda personale o politica…)
all’interno di un passato Comitato di Gestione della Biblioteca (del quale
faceva, almeno nominalmente, parte anche l’attuale Assessore Vidotto) , e
abbiamo lavorato insieme all’interno del direttivo dell’ Associazione Diapason
& Naima ( che non solo gestisce i Corsi di Musica, ma si prodiga anche
nell’organizzazione di manifestazioni culturali di vario genere – supportate,
finanziariamente, da Questa, come da altre Amministrazioni: il che dovrebbe
significare che il valore delle proposte veniva riconosciuto..).
Il
dott. Visentin, quindi, non ha ‘solo’ prestato servizio come obiettore, in
Biblioteca : è una persona disponibile, colta ed intelligente – ed in quanto
tale commette spesso l’errore di credere che queste sue caratteristiche siano
condivise dal resto della varia umanità.
Dubito
fortemente che le considerazioni da Lui
espresse possano essere riconducibili
ad una volgare superficiale e supponente affermazione del proprio Sé.
Anche
se, dal mio personalissimo punto di vista,
ne avrebbe, assolutamente, ‘ ben donde’.
Ciò
che ho trovato invece discutibile è stata la ‘stizza’ che trasudava dalla
risposta degli Assessori in questione, e l’attacco decisamente personale al
dott. Visentin – attacco ulteriormente arricchito dall’intervento ‘fuori porta’
dell’Assessore Bianchini.
Per
fortuna, almeno il Sindaco è rimasto in panchina…
Tuttavia,
oltre al tono poco gentile, devo
ammettere che la ‘filippica’ dell’Amministrazione conteneva anche delle cose
estremamente divertenti, come quel veloce
‘snocciolamento’ di dati relativi alla Biblioteca – che, tra l’altro,
suppongo e spero essere accertabili su basi più scientifiche della semplice
‘dichiarazione’ degli stessi da parte dell’ Assessore di turno.
Devo
dire che leggendo le griglie con un minimo di attenzione in più non mi sono
sembrate poi così esaltanti come ci venivano prospettate.
Stenderei
un velo pietoso sulla questione della massa ‘informe’ degli iscritti (dei quali non sono infatti
specificate le eventuali fasce d’età,
il sesso, l’eventuale professione o altri dati significativi) avendo
spesso, personalmente, assistito alle iscrizioni di massa di bambini della
scuola materna e delle prime elementare: un semplice calcolo del numero di tali
bambini rende abbastanza evidente il
fatto che il numero delle nuove iscrizioni non indotte per anno, non è tale da
andarne fieri.
Anche
gran parte dei prestiti – e delle presenze dei ragazzi – vengono abilmente
‘gonfiati’ con questo meccanismo: mio figlio di 9 anni si reca in ‘visita in
biblioteca’ dalle 3 alle 4 volte l’anno (se non di più); la sua classe consta
attualmente di 23 alunni, e ogni volta torna a casa con uno o due libri ( che
poi non sempre legge : ma questo è un altro problema…) et voilà: poco meno di un centinaio di prestiti sono
facilmente spiegabili. Bisogna considerare che, ovviamente, la classe di mio
figlio non è l’unica che si dedica a questo tipo di visita di istruzione(per
altro pregevolissima, nel suo intento formativo): solo a livello di scuola
elementare esistono all’interno dell’Istituto Comprensivo “Roncalli” una
quindicina di classi, e credo che
almeno una volta all’anno nessuna di queste classi si esima da un ‘passaggino’
in biblioteca.
Per
quanto riguarda il totale delle presenze giornaliere –unico indicatore che
divide inaspettatamente gli utenti in fasce d’età!- credo sia superfluo far
notare che quelle del pomeriggio sono inferiori per il semplice fatto che la
Biblioteca è aperta solo tre pomeriggi a settimana. Mi sono però chiesta come vengano conteggiate, queste
fantomatiche presenze, visto che non ho mai firmato un registro quando sono
entrata in biblioteca, e non mi è nemmeno sembrato che il personale prendesse
in qualche modo nota di chi entrava e chi usciva; tuttavia, le presenze non
corrispondono ai prestiti, e quindi, in qualche modo, vengono conteggiate a
parte…
Comunque,
grazie al meraviglioso strumento operativo della divisione, mi risulterebbe che
in media, in un anno, ogni giorno, tra mattina e pomeriggio, frequentano la
biblioteca 8/9 adulti e 3 o 4 ragazzi. Converrete con me che – considerando,
oltretutto, che la media così ottenuta non tiene conto delle visite scolastiche
di massa – il numero di ragazzi è preoccupantemente basso- oserei dire vicino
allo zero.
Ma
perché questi ragazzini/e, che la scuola tanto si prodiga per avvicinare alla
Biblioteca, poi se ne tengono così ostinatamente alla larga? Amo immaginare che
qualcuno si stia senz’altro occupando seriamente di questo inquietante dilemma.
Per
quanto riguarda le presenze degli adulti, non posso che esserne felice, visto
che quando frequentavo la biblioteca ( e ci passavo anche un bel po’ di
tempo) 8 persone mi è capitato di vederle solo durante le
interminabili sedute dei comitati di gestione.
Ultimo
punto, l’incremento del patrimonio librario: bene, bravi – ma a parte i 500 e passa
testi acquistati giustamente per arricchire la sezione relativa ad Altino – il resto del ‘malloppo’ in che cosa
è consistito? E’ stato applicato qualche tipo di criterio vagamente
giustificato nell’acquisto di nuovi testi? Quali sezioni si è scelto di
incrementare?
Si
è forse pensato alla possibilità di aprire una sezione dedicata alle
enciclopedie e ai testi multimediali? Quest’ultima cosa potrebbe forse spingere
i ragazzini a fare le loro ricerche nella Biblioteca di Quarto, invece di
riversarsi in quella di Marcon (che ha anche l’inaudita caratteristica di
essere aperta tutti i pomeriggi).
In conclusione, senza nulla togliere al grande impegno indubbiamente profuso dall’
attuale Amministrazione in termini di attenzione ed impegno nei confronti della Biblioteca,
ci permettiamo di far osservare che in base ai dati dalla Stessa forniti
non ci sembra proprio che la situazione
si presenti tale da gioirne inconsultamente...
Cordialmente,
Millini Daniela