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31-gennaio-2004

 

 

 

 

 

Biblioteca ...certi disamori..

Devo ammettere  che non so quasi nulla di ciò che la Biblioteca di Quarto d’Altino Sia attualmente (la quantità/qualità del patrimonio librario, il servizio che offre, il gradimento o meno dell’utenza rispetto al tutto), o di quali ammirevoli iniziative proponga coll’ apporto dell’Assessorato preposto – e me ne dispiace, perché perdere il rapporto con una delle poche presunte agenzie culturali del territorio è comunque  cosa triste, e anche estremamente  riprovevole, per qualcuno che con la Cultura ci vive e ci convive quotidianamente e consapevolmente  e attivamente da oltre 30 anni.

Tuttavia, certi ‘disamori’ sono difficilmente sanabili.

E in quest’ultima affermazione non vuole esserci polemica alcuna: solo una buona dose di  stanchezza, e una certa amarezza da parte di qualcuno che ha un’idea abbastanza chiara rispetto a che cosa sia la Cultura e a quale fondamentale ruolo questa possa esercitare nella vita di ognuno di noi.

La polemica – volendo – è in ciò che segue.

Conosco molto bene il dott. Visentin  (firmatario di una precedente missiva a ViviQuarto relativa ad una sua recente, personalissima esperienza in biblioteca) : abbiamo ‘lavorato’ insieme ( con Impegno e Passione – e nessun intento di propaganda personale o politica…) all’interno di un passato Comitato di Gestione della Biblioteca (del quale faceva, almeno nominalmente, parte anche l’attuale Assessore Vidotto) , e abbiamo lavorato insieme all’interno del direttivo dell’ Associazione Diapason & Naima ( che non solo gestisce i Corsi di Musica, ma si prodiga anche nell’organizzazione di manifestazioni culturali di vario genere – supportate, finanziariamente, da Questa, come da altre Amministrazioni: il che dovrebbe significare che il valore delle proposte veniva riconosciuto..).

Il dott. Visentin, quindi, non ha ‘solo’ prestato servizio come obiettore, in Biblioteca : è una persona disponibile, colta ed intelligente – ed in quanto tale commette spesso l’errore di credere che queste sue caratteristiche siano condivise dal resto della varia umanità.

Dubito fortemente che le considerazioni  da Lui espresse  possano essere riconducibili ad una volgare superficiale e supponente affermazione del proprio Sé.

Anche se, dal mio personalissimo punto di vista,  ne avrebbe, assolutamente, ‘ ben donde’.

 

Ciò che ho trovato invece discutibile è stata la ‘stizza’ che trasudava dalla risposta degli Assessori in questione, e l’attacco decisamente personale al dott. Visentin – attacco ulteriormente arricchito  dall’intervento ‘fuori porta’  dell’Assessore  Bianchini.

Per fortuna, almeno il Sindaco è rimasto in panchina…

 

Tuttavia, oltre al tono poco gentile,  devo ammettere che la ‘filippica’ dell’Amministrazione conteneva anche delle cose estremamente divertenti, come quel veloce  ‘snocciolamento’  di dati  relativi alla Biblioteca – che, tra l’altro, suppongo e spero essere accertabili su basi più scientifiche della semplice ‘dichiarazione’ degli stessi da parte dell’ Assessore di turno.

Devo dire che leggendo le griglie con un minimo di attenzione in più non mi sono sembrate poi così esaltanti come ci venivano prospettate.

Stenderei un velo pietoso sulla questione della massa ‘informe’ degli  iscritti (dei quali non sono infatti specificate le eventuali fasce d’età,  il sesso, l’eventuale professione o altri dati significativi) avendo spesso, personalmente, assistito alle iscrizioni di massa di bambini della scuola materna e delle prime elementare: un semplice calcolo del numero di tali bambini  rende abbastanza evidente il fatto che il numero delle nuove iscrizioni non indotte per anno, non è tale da andarne fieri.

Anche gran parte dei prestiti – e delle presenze dei ragazzi – vengono abilmente ‘gonfiati’ con questo meccanismo: mio figlio di 9 anni si reca in ‘visita in biblioteca’ dalle 3 alle 4 volte l’anno (se non di più); la sua classe consta attualmente di 23 alunni, e ogni volta torna a casa con uno o due libri ( che poi non sempre legge : ma questo è un altro problema…) et voilà:  poco meno di un centinaio di prestiti sono facilmente spiegabili. Bisogna considerare che, ovviamente, la classe di mio figlio non è l’unica che si dedica a questo tipo di visita di istruzione(per altro pregevolissima, nel suo intento formativo): solo a livello di scuola elementare esistono all’interno dell’Istituto Comprensivo “Roncalli” una quindicina  di classi, e credo che almeno una volta all’anno nessuna di queste classi si esima da un ‘passaggino’ in biblioteca.

Per quanto riguarda il totale delle presenze giornaliere –unico indicatore che divide inaspettatamente gli utenti in fasce d’età!- credo sia superfluo far notare che quelle del pomeriggio sono inferiori per il semplice fatto che la Biblioteca è aperta solo tre pomeriggi a settimana.  Mi sono però chiesta come vengano conteggiate, queste fantomatiche presenze, visto che non ho mai firmato un registro quando sono entrata in biblioteca, e non mi è nemmeno sembrato che il personale prendesse in qualche modo nota di chi entrava e chi usciva; tuttavia, le presenze non corrispondono ai prestiti, e quindi, in qualche modo, vengono conteggiate a parte…

Comunque, grazie al meraviglioso strumento operativo della divisione, mi risulterebbe che in media, in un anno, ogni giorno, tra mattina e pomeriggio, frequentano la biblioteca 8/9 adulti  e 3 o 4 ragazzi.  Converrete con me che – considerando, oltretutto, che la media così ottenuta non tiene conto delle visite scolastiche di massa – il numero di ragazzi è preoccupantemente basso- oserei dire vicino allo zero.

Ma perché questi ragazzini/e, che la scuola tanto si prodiga per avvicinare alla Biblioteca, poi se ne tengono così ostinatamente alla larga? Amo immaginare che qualcuno si stia senz’altro occupando seriamente di questo inquietante dilemma.

Per quanto riguarda le presenze degli adulti, non posso che esserne felice, visto che quando frequentavo la biblioteca ( e ci passavo anche un bel po’ di tempo)  8 persone  mi è capitato di vederle solo durante le interminabili sedute dei comitati di gestione.

Ultimo punto, l’incremento del patrimonio librario: bene, bravi – ma a parte i 500 e passa testi acquistati giustamente per arricchire la sezione relativa ad  Altino – il resto del ‘malloppo’ in che cosa è consistito? E’ stato applicato qualche tipo di criterio vagamente giustificato nell’acquisto di nuovi testi? Quali sezioni si è scelto di incrementare?

Si è forse pensato alla possibilità di aprire una sezione dedicata alle enciclopedie e ai testi multimediali? Quest’ultima cosa potrebbe forse spingere i ragazzini a fare le loro ricerche nella Biblioteca di Quarto, invece di riversarsi in quella di Marcon (che ha anche l’inaudita caratteristica di essere aperta tutti i pomeriggi).

 

In conclusione, senza  nulla togliere al grande impegno indubbiamente profuso dall’ attuale Amministrazione in termini di attenzione ed impegno nei confronti della  Biblioteca,  ci permettiamo di far osservare che in base ai dati dalla Stessa forniti non  ci sembra proprio che la situazione si presenti tale da gioirne inconsultamente...

 

Cordialmente,

Millini Daniela

 
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