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09-gennaio-2004

 

 

Biblioteca in piazza

Biblioteche: chi legge?

 

 

SE IL BIBLIOTECARIO TI AGGREDISCE...

Mirko Visentin
SE IL BIBLIOTECARIO TI AGGREDISCE...

IN SINTESI: Con questa lettera torno ad avanzare critiche e proposte di soluzione per l'annosa questione della Biblioteca di Quarto d'Altino, prendendo spunto dalla vergognosa aggressione che ho recentemente subito da parte del nuovo assistente bibliotecario.

Sabato 3 gennaio mattina mi sono recato in biblioteca a Quarto, non tanto perché ne avessi bisogno, quanto perché, dopo aver fatto parte per un paio d'anni del Comitato di Gestione, dopo averci lavorato per dieci mesi durante il Servizio Civile e dopo aver pubblicato sulle pagine di Al Suq più di un articolo sul suo malfunzionamento, in un certo senso ci sono affezionato; sicché volentieri, ogni tanto, mi prendo la briga di passare a vedere come vanno le cose in quel di via Grigoletto e Pasqualato.

Come al solito, l'utenza era quasi nulla: sentivo appena una voce venire dalla sala di lettura. L'ufficio della bibliotecaria (appena varcata la soglia, sulla sinistra) era disabitato ma aperto ed accessibile a chiunque. La postazione "prestiti", nella stanza di fronte all'ingresso, incustodita.

Intenzionato come sempre a sbirciare un po' tra i libri, senza una richiesta precisa, non sono andato alla ricerca della bibliotecaria o del consulente bibliotecario recentemente assunto dall'Amministrazione. E sicuro di sapere come funziona una biblioteca pubblica di un paese di 7000 abitanti, dove la consultazione deve essere rigorosamente libera, mi sono fermato davanti all'armadio contenente la "Sezione Altino", lì a due passi dall'ingresso principale.

Le ante scorrevoli a vetri erano chiuse, per evitare che i libri prendano polvere. Ne ho scostata una senza dover nemmeno girare la chiave nel blocchetto della serratura, e ho cominciato a sfogliare qualche libro di questa Sezione ultimamente tanto pubblicizzata dall'Amministrazione.

I soliti libri, consultati tante volte durante i noiosi (perché deserti) pomeriggi di Servizio Civile, con l'aggiunta di un paio di volumi fuori pubblicazione da decenni, reperiti in qualche biblioteca più fornita della nostra, ed ora a disposizione anche dei nostri utenti, fotocopiati e rilegati.

Ho trascorso così una decina di minuti, lottando rumorosamente contro il naturale afflosciarsi dei libri sullo scaffale, finché, quando ormai avevo richiuso l'anta dell'armadio e stavo per passare ad altra sezione, sbuca da dietro l'angolo il nuovo assistente bibliotecario. Cordialmente, lo saluto: "Buongiorno!". E lui?

Lui mi aggredisce verbalmente: "Lei non può aprire gli armadi! Deve chiedere a me se vuole qualcosa!", con un tono di voce tutt'altro che cordiale. Io lì per lì rimango stupito, però reagisco subito - cordialmente - facendogli notare che non sono nuovo alla biblioteca: che ci ho lavorato per mesi senza che mai nessuno mi abbia detto di vietare agli utenti di aprire gli armadi senza il mio permesso; inoltre, non c'è nessun cartello dia indicazioni in proposito.

Poi mi rendo conto del modo in cui sono stato aggredito, e con fare sempre pacato gli faccio notare che non è questo il modo di rivolgersi agli utenti di una biblioteca. Lui cerca di divincolarsi: "Ma qui ci sono documenti importanti!". Documenti importanti? Questi quattro libri affastellati alla meno peggio? Ha presente i libri (quelli sì importanti) che si possono consultare a scaffale in super-biblioteche come la Marciana o la Querini Stampalia di Venezia? Gli faccio notare anche questo e lui, allontanandosi, fa ripartire il disco da capo: "Lei deve chiedere a me se cerca qualcosa!".

Io non ce la faccio più a mantenere il tono cordiale e pacato di inizio discussione, e alzando la voce, lo rincorro verbalmente ripetendogli che 1) non c'è nessun divieto scritto e non c'è mai stato nemmeno nessun divieto orale in proposito 2) se continuerà a rivolgersi agli utenti con questo tono, possiamo scordarci qualsiasi sogno di ampliamento del bacino di utenza.

Ora mi chiedo: se proprio hanno paura che qualcuno possa rubare quei "documenti importanti", perché li mettono in bella vista nel corridoio d'ingresso, lontani dal responsabile di turno, davanti ad un ufficio spesso incustodito, in un armadio aperto e con la chiave su?

La storia finisce qui. Ora inizia la predica. Carissimi amministratori, la questione della biblioteca di Quarto sta a cuore a più persone di quante possiate immaginare, e non bastano operazioni di marketing fieristico per risolverla (vedi il fuoco di paglia della Biblioteca in Piazza). Quello che serve è innanzitutto personale competente e realmente predisposto al rapporto interpersonale; poi, ovviamente, investimenti: tenendo conto però del fatto che, quando si parla di libri - e non di faraoniche opere semipubbliche -, i soldi necessari sono molti meno di quanto non si creda.

E sempre a proposito di personale, con tutti i giovani diplomati o laureati in materie umanistiche che vivono a Quarto o nelle immediate vicinanze, perché è stato affidato il compito di assistente bibliotecario ad una persona che giovane non lo è più da un bel pezzo, e che oltretutto sa dimostrarsi così poco flessibile nei rapporti con gli utenti? Sarebbe possibile conoscere le credenziali e - perché no - il compenso annuo di questa persona per questo impiego? In fin dei conti sono soldi nostri...

Senza contare che ormai da anni siamo costretti ad accettare, come fosse un assioma, una bibliotecaria che più volte ha fatto opera di ostruzionismo nei confronti dei progetti portati avanti dalle amministrazioni e dai Comitati di Gestione. Siamo stanchi.

Infine, una nota sull'orario di apertura. Attualmente la Biblioteca di Quarto è chiusa il lunedì, aperta dal martedì al sabato tutte le mattine (9-12), aperta nei pomeriggi di mercoledì, giovedì e venerdì (dalle 15 alle 18). Un orario da ufficio, per di più part-time (24 ore in tutto: pochine dato che ci lavorano due persone...), che certo non rispecchia le necessità dell'utente medio. Ditemi: a parte i pensionati e le casalinghe (che comunque dispongono bene o male di tutta la giornata), a chi altri può servire una biblioteca con questi orari? Non agli studenti, che la mattina sono a lezione; né a i lavoratori, che sono liberi solo la sera. Pazienza, dirà qualcuno: andranno a Roncade o a Marcon. Io suggerisco Battaglia Terme, paesotto di passaggio per i Colli Euganei, di appena 4200 anime, la cui biblioteca è aperta tutti i pomeriggi dalle 15 alle 19; il martedì e il venerdì anche dalle 20 alle 22.

Concludendo, arriverà sempre e comunque tardi il giorno in cui un amministratore o un funzionario cercherà una volta per tutte di imporsi su questa situazione vergognosa, dando a Quarto d'Altino un servizio bibliotecario (e culturale in genere) degno di competere con gli standard della società civile.


Mirko Visentin - mirkovise@libero.it

 
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