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SE IL BIBLIOTECARIO TI AGGREDISCE...
Mirko Visentin
SE IL BIBLIOTECARIO TI AGGREDISCE...
IN
SINTESI: Con questa lettera torno ad avanzare critiche e proposte
di soluzione per l'annosa questione della Biblioteca di Quarto
d'Altino, prendendo spunto dalla vergognosa aggressione che
ho recentemente subito da parte del nuovo assistente bibliotecario.
Sabato 3 gennaio mattina mi sono recato in biblioteca a Quarto,
non tanto perché ne avessi bisogno, quanto perché,
dopo aver fatto parte per un paio d'anni del Comitato di Gestione,
dopo averci lavorato per dieci mesi durante il Servizio Civile
e dopo aver pubblicato sulle pagine di Al Suq più di
un articolo sul suo malfunzionamento, in un certo senso ci
sono affezionato; sicché volentieri, ogni tanto, mi
prendo la briga di passare a vedere come vanno le cose in
quel di via Grigoletto e Pasqualato.
Come al solito, l'utenza era quasi nulla: sentivo appena
una voce venire dalla sala di lettura. L'ufficio della bibliotecaria
(appena varcata la soglia, sulla sinistra) era disabitato
ma aperto ed accessibile a chiunque. La postazione "prestiti",
nella stanza di fronte all'ingresso, incustodita.
Intenzionato come sempre a sbirciare un po' tra i libri,
senza una richiesta precisa, non sono andato alla ricerca
della bibliotecaria o del consulente bibliotecario recentemente
assunto dall'Amministrazione. E sicuro di sapere come funziona
una biblioteca pubblica di un paese di 7000 abitanti, dove
la consultazione deve essere rigorosamente libera, mi sono
fermato davanti all'armadio contenente la "Sezione Altino",
lì a due passi dall'ingresso principale.
Le ante scorrevoli a vetri erano chiuse, per evitare che
i libri prendano polvere. Ne ho scostata una senza dover nemmeno
girare la chiave nel blocchetto della serratura, e ho cominciato
a sfogliare qualche libro di questa Sezione ultimamente tanto
pubblicizzata dall'Amministrazione.
I soliti libri, consultati tante volte durante i noiosi (perché
deserti) pomeriggi di Servizio Civile, con l'aggiunta di un
paio di volumi fuori pubblicazione da decenni, reperiti in
qualche biblioteca più fornita della nostra, ed ora
a disposizione anche dei nostri utenti, fotocopiati e rilegati.
Ho trascorso così una decina di minuti, lottando rumorosamente
contro il naturale afflosciarsi dei libri sullo scaffale,
finché, quando ormai avevo richiuso l'anta dell'armadio
e stavo per passare ad altra sezione, sbuca da dietro l'angolo
il nuovo assistente bibliotecario. Cordialmente, lo saluto:
"Buongiorno!". E lui?
Lui mi aggredisce verbalmente: "Lei non può aprire
gli armadi! Deve chiedere a me se vuole qualcosa!", con
un tono di voce tutt'altro che cordiale. Io lì per
lì rimango stupito, però reagisco subito - cordialmente
- facendogli notare che non sono nuovo alla biblioteca: che
ci ho lavorato per mesi senza che mai nessuno mi abbia detto
di vietare agli utenti di aprire gli armadi senza il mio permesso;
inoltre, non c'è nessun cartello dia indicazioni in
proposito.
Poi mi rendo conto del modo in cui sono stato aggredito,
e con fare sempre pacato gli faccio notare che non è
questo il modo di rivolgersi agli utenti di una biblioteca.
Lui cerca di divincolarsi: "Ma qui ci sono documenti
importanti!". Documenti importanti? Questi quattro libri
affastellati alla meno peggio? Ha presente i libri (quelli
sì importanti) che si possono consultare a scaffale
in super-biblioteche come la Marciana o la Querini Stampalia
di Venezia? Gli faccio notare anche questo e lui, allontanandosi,
fa ripartire il disco da capo: "Lei deve chiedere a me
se cerca qualcosa!".
Io non ce la faccio più a mantenere il tono cordiale
e pacato di inizio discussione, e alzando la voce, lo rincorro
verbalmente ripetendogli che 1) non c'è nessun divieto
scritto e non c'è mai stato nemmeno nessun divieto
orale in proposito 2) se continuerà a rivolgersi agli
utenti con questo tono, possiamo scordarci qualsiasi sogno
di ampliamento del bacino di utenza.
Ora mi chiedo: se proprio hanno paura che qualcuno possa
rubare quei "documenti importanti", perché
li mettono in bella vista nel corridoio d'ingresso, lontani
dal responsabile di turno, davanti ad un ufficio spesso incustodito,
in un armadio aperto e con la chiave su?
La storia finisce qui. Ora inizia la predica. Carissimi amministratori,
la questione della biblioteca di Quarto sta a cuore a più
persone di quante possiate immaginare, e non bastano operazioni
di marketing fieristico per risolverla (vedi il fuoco di paglia
della Biblioteca in Piazza). Quello che serve è innanzitutto
personale competente e realmente predisposto al rapporto interpersonale;
poi, ovviamente, investimenti: tenendo conto però del
fatto che, quando si parla di libri - e non di faraoniche
opere semipubbliche -, i soldi necessari sono molti meno di
quanto non si creda.
E sempre a proposito di personale, con tutti i giovani diplomati
o laureati in materie umanistiche che vivono a Quarto o nelle
immediate vicinanze, perché è stato affidato
il compito di assistente bibliotecario ad una persona che
giovane non lo è più da un bel pezzo, e che
oltretutto sa dimostrarsi così poco flessibile nei
rapporti con gli utenti? Sarebbe possibile conoscere le credenziali
e - perché no - il compenso annuo di questa persona
per questo impiego? In fin dei conti sono soldi nostri...
Senza contare che ormai da anni siamo costretti ad accettare,
come fosse un assioma, una bibliotecaria che più volte
ha fatto opera di ostruzionismo nei confronti dei progetti
portati avanti dalle amministrazioni e dai Comitati di Gestione.
Siamo stanchi.
Infine, una nota sull'orario di apertura. Attualmente la
Biblioteca di Quarto è chiusa il lunedì, aperta
dal martedì al sabato tutte le mattine (9-12), aperta
nei pomeriggi di mercoledì, giovedì e venerdì
(dalle 15 alle 18). Un orario da ufficio, per di più
part-time (24 ore in tutto: pochine dato che ci lavorano due
persone...), che certo non rispecchia le necessità
dell'utente medio. Ditemi: a parte i pensionati e le casalinghe
(che comunque dispongono bene o male di tutta la giornata),
a chi altri può servire una biblioteca con questi orari?
Non agli studenti, che la mattina sono a lezione; né
a i lavoratori, che sono liberi solo la sera. Pazienza, dirà
qualcuno: andranno a Roncade o a Marcon. Io suggerisco Battaglia
Terme, paesotto di passaggio per i Colli Euganei, di appena
4200 anime, la cui biblioteca è aperta tutti i pomeriggi
dalle 15 alle 19; il martedì e il venerdì anche
dalle 20 alle 22.
Concludendo, arriverà sempre e comunque tardi il giorno
in cui un amministratore o un funzionario cercherà
una volta per tutte di imporsi su questa situazione vergognosa,
dando a Quarto d'Altino un servizio bibliotecario (e culturale
in genere) degno di competere con gli standard della società
civile.
Mirko Visentin - mirkovise@libero.it
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