Con
la delibera di questa sera che avvia nel concreto l'iter per l'approvazione
del cosiddetto P.I.R.U. dell'area dell'ex Consorzio agrario si
apre uno scenario destinato a mutare profondamente l'assetto del
nostro centro urbano.
Di questo siamo pienamente consapevoli ed
il fatto stesso che attorno a questo tema ci sia stato un confronto
interno ed esterno anche aspro che si protrae da più di un anno
dà la misura di quanto importante sia la decisione che assumiamo
in questa sede: il tempo della riflessione è però destinato
a terminare ed occorre passare alla fase attuativa pena il rischio
di disegnare l'ennesimo scenario destinato a rimanere nel libro
dei sogni.
Del dibattito abbiamo colto preoccupazioni ed indicazioni che
hanno portato ad operare alcune modifiche all'ipotesi iniziale
e che rendono la proposta di stasera certamente forte ed innovativa
ma anche equilibrata rispetto alle ipotesi del vigente PRGC,
capace di dare alcune risposte ai problemi del paese, architettonicamente
ed urbanisticamente pregevole, economicamente vantaggiosa per
l'amministrazione comunale, e in linea con decisioni già adottate
in passato per quanto riguarda il centro del capoluogo.
Sicuramente si può dissentire sulle scelte
compiute e quando il dissenso non è stato ideologicamente preconcetto
è stato utilissimo anche a noi nel correggere il tiro ma
ciò non significa che siano rinviabili scelte anche coraggiose
per recuperare un'area di profondo degrado proprio nella zona
di ingresso nord del paese ed attraverso questo recupero innescare
un nuovo modo di fruire una parte pregevole del nostro territorio(il
fiume) e ci auguriamo di fare da detonatore per l'avvio del
recupero anche delle zone limitrofe.
Questo fatto non si è verificato negli anni trascorsi nonostante
le previsioni del PRGC avessero anche attraverso varianti successive
cercato di introdurre elementi tali da poter favorire una ristrutturazione
ed un riordino dell'intera zona ciò a significare che erano necessarie
scelte tali da incentivare il privato ad attivarsi per concretizzarle.
Ci voleva dunque coraggio che è insieme
volontà e capacità di scegliere e governare le cose ma
onestamente chiederlo a chi non ce l'aveva neanche per aumentare
le tariffe dei rifiuti in modo da potere pagare le fatture di Amav era un po’ eccessivo.
ATTUALE
PRGC
Il vigente PRGC prevede nell'area dell'ex-
consorzio agrario che della superficie totale del comparto (6700
mq) il 51% sia da cedere a standard(3380 mq) mentre sul rimanente
49% (e cioè 3320 mq) si possa edificare una snp massima di 2160 mq. per un massimo di 9 unità abitative. L'altezza massima degli edifici è di p.t. + 2. La
destinazione dell'area è ad attività alberghiera o altra compatibile.
In sostanza la proprietà potrebbe fin d'ora realizzare una struttura
chiusa ad uso esclusivo a tre piani partendo dalla quota
campagna attuale e quindi infossata rispetto all'argine lasciando
alla pubblica amministrazione la possibilità di intervenire sulla
parte di competenza ceduta ovviamente a titolo oneroso.
Sulle altre aree sono previste due schede: una che
riguarda l'area proprietà Romano, De
Pazzi ecc. e che prevede abbattimenti e recuperi per un
totale di capacità edificatoria pari a complessive 8 unità abitative
l'altra che riguarda il municipio e che prevede solo il risanamento
e la ristrutturazione.
VARIANTI
INTRODOTTE
Sull'ultimo numero di una pubblicazione umoristica
di colore giallo distribuito
recentemente in paese appare un'affermazione riferita all'altezza
degli edifici del piano che approviamo stasera che è piuttosto
singolare e che perciò mi permetto di citare testualmente. "
I 16 metri e 25 cm. di altezza serviranno a portare a Quarto
d'Altino un palazzo che forse neanche a Mestre o Milano
vedremo mai!" Avremo modo più avanti di soffermarci
sullo strano modo di misurare le altezze degli edifici, ci
limitiamo a constatare che essa è
indice oltre che di scarsa propensione al viaggiare, comprensibile
in questi tempi di acuta crisi internazionale, anche di scarso
spirito di osservazione. Sarebbe quanto mai opportuno per
l'anonimo estensore dell'articolo non dico un viaggio in treno
fino a Mestre ma quantomeno un giro in bici in via Pascoli
o se osasse recarsi fino a Musestre osservare da di là
del Sile la prospettiva che offrono i condomini di via Tagliamento
per rendersi conto che in realtà edifici con altezza pari a quella
che approviamo stasera (e che non sono 16,25 m) qualcuno in giro
per il mondo ne ha già costruiti.
Fuor di ogni celia vorremmo ricondurre
su un piano un tantino più oggettivo la furibonda polemica scatenatasi
in questi mesi sui contenuti del PIRU con particolare riferimento
all'area dell'ex consorzio. E allora parliamo di numeri.
Sull'area è prevista la costruzione di un edificio secondo i dettami
concordati in sede di accordo procedimentale con la delibera di
consiglio N°3 del 24/1/2002. Si tratta di
un edificio di 4300 mq. di snp di cui 1000 a destinazione commerciale
il rimanente residenziale per un totale di
63 appartamenti (il 50 % del residenziale sarà riservata ad appartamenti di superficie inferiore ai 60mq). L'altezza
sarà di tre piani (terra + 2) per un massimo di 10 m. misurati
dalla quota 0 fissata alla quota di incrocio delle livellette
massime della via S.Michele e della via S.Pio X°.
Con questi pochi elementi si può già affermare che rispetto
alle previsioni di piano l'intervento mantiene inalterati i rapporti
di cubatura previsti. Se infatti nell'attuale scheda di piano si
potevano edificare 2160 mq di snp su
3320 mq. di superficie edificabile con l'attuale variante
concediamo l'edificazione di 4300 mq. su 6700 mq. il rapporto
fra edificato e superficie edificabile è immutato. Anche volendo
considerare l'incidenza dell'interrato (3800 mq per 1,5 m di altezza
dall'attuale piano campagna e cioè volendo aggiungere 5.700 mc
ai 12.900 del fuori terra per
un totale di 18.600 mc avremmo un rapporto di 3 mc/mq che è assolutamente
compatibile con qualsiasi insediamento di questo tipo e con le
scelte compiute col piano di recupero dell'ex-scuola dove il rapporto
è di 3,6). Lo stesso dicasi per le altezze dove i famosi 16,25
(ottenuti misurando l'edificio dal calpestio dell'interrato
al culmine della copertura) sono basati su un sistema assai curioso
di misurare le altezze degli edifici che comunque se adottato
in linea generale porterebbe gli edifici che si realizzeranno
nell'ex scuola ad oltre 17 m. di altezza. Il
confermare, anche attraverso
opportune modifiche alle proposte progettuali, i 10 m misurati
all'intradosso dell'ultimo piano abitabile o agibile (metodo che
da questa sera verrà esteso a tutti gli edifici simili del territorio
comunale spazzando via una norma introdotta ex -novo nel 98 producendo
le storture che tutti conosciamo in materia di sfruttamento commerciale
del mansardato) è una norma di grande equilibrio se rapportata
al piano di recupero della scuola dove l'altezza è di 13 metri
all'intradosso dell'ultimo piano abitabile e sottolineo abitabile.
L'aver voluto introdurre una limitazione al 50%
della superficie per quanto riguarda i mini appartamenti e cioè
1434 mq. su 3285 riservati
a appartamenti con superficie inferiore a 60 mq è, anche questo,
normativamente una novità nel panorama urbanistico di Quarto e va nella direzione di limitare il proliferare questo tipo insediamenti
in quanto ostacolante la formazione di nuove famiglie o insediamenti
stabili. E' un'altra norma,
che mi risulta mai adottata in precedenza, che coglie un
certo tipo di preoccupazioni ( a mio avviso eccessive) ma che
comunque abbiamo voluto tenere ben presenti. La qualità della
progettazione unita alla prescrizione sulle modalità esecutive
sono un ulteriore qualificante elemento di equilibrio destinato
a rendere pregevole l'insediamento che verrà realizzato Da questi
pochi elementi si capisce che la campagna di disinformazione pervicacemente
sostenuta da più parti con singolari convergenze politiche da
destra a sinistra non ha come obiettivo la soluzione dei problemi
ma solo la polemica sterile e fine a se stessa per ottenere un
minimo di visibilità politica altrimenti difficilmente raggiungibile.
Un altro grosso elemento di novità è l'aver individuato
unità minime di intervento coincidenti con le varie proprietà
cosa che dovrebbe permettere l'avvio anche del recupero degli
altri settori e l'aver scelto di incrementare
in maniera notevole ( da 8 a 53) le unità abitative in modo tale
da incentivarne l'avvio. Tempi e modi previsti nelle varie
fasi attuative e la previsione della potestà sostitutiva dell'ente
locale danno ulteriori garanzie sulla possibilità effettiva di
realizzare l'intervento.
PIAZZA
Punto qualificante dell'operazione è
la realizzazione di una nuova piazza direttamente aggettante sul
fiume che con la chiusura di via S.Pio X° creerà uno spazio oggi
mancante che qualificherà l'ingresso nord del paese e sarà il
punto di partenza per percorsi pedonali e ciclabili lungo il Sile. E' la premessa di futuri lavori di sistemazione dell'ansa
e di percorsi che da una parte e dall'altra permettano di creare
un rapporto con il fiume attualmente mancante.
Pensiamo solo agli sviluppi che si potranno avere in questo
senso con l'acquisizione e l'abbattimento del torrino dell'acquedotto
o con una sistemazione dell'area del campo sportivo comunale.
In questo senso sono incomprensibile fuorvianti le contestazioni
mosse sul punto: è chiaro che se questa è una scelta politica
ad essa avremmo comunque adeguato le norme di questo piano e quindi
non avrebbe cambiato nulla prevedere 4 piani dall'attuale quota
campagna o tre piani dalla quota 0/argine e se si riferisce a
presunti regali di cubatura
credo che comunque anche se li avessimo previsti non avrebbero
minimamente squilibrato il rapporto edificatorio come ho cercato
di dimostrare poc'anzi: li avremmo previsti senza alcun problema.
La quota 0/argine è una formula come un'altra
per poter dire che crediamo nella scelta di realizzare lì ed in
quei termini una nuova piazza pubblica. E' ovvio che su
questo interrato si pagheranno gli oneri previsti per legge e
quanto ai milioni di Euro (e sarebbe interessante sapere quanti…)
che secondo il foglio umoristico giallo verrebbero risparmiati dalla ditta credo
che qualcuno farebbe bene a ripassare la misura di conversione
Euro/Lire che è ricordo
pari a 1936,27. L'estensione della piazza che ripeto sarà privata
d'uso pubblico, recependo anche qui un'indicazione dell'opposizione,
sarà di mq. 1881 pari al 55% della superficie che dovrebbe comunque cedere al comune
sulla base della scheda citata in premessa. Ad essa vanno aggiunti
gli spazi per i parcheggi, viabilità e portici che diverranno
di proprietà o di uso pubblici che sono pari ad altri 919
mq. portando il totale che rimarrà di uso pubblico a 2800 mq.
su 3380 complessivi da scheda e cioè
pari all'82% di quanto comunque avrebbe dovuto diventare
di uso pubblico con il PRGC vigente.
In pratica noi cediamo capacità edificatoria su circa 600 mq.
e questo credo debba essere tenuto ben presente anche ai fini
della valutazione dell'accordo economico di cui parlerò oltre.
Infine la piazza, aspetto non meno importante, sarà realizzata
sulla base delle indicazioni fornite dalla amministrazione comunale
garantendo così la qualità dell'esecuzione.
PARCHEGGI
Da più parti si è rilevato che un simile
insediamento creerà inevitabili problemi sia in termini di viabilità
che di parcheggi. Leggo in
un'altra pubblicazione apparsa qualche tempo fa "di fatto
la concessione ridurrà il verde, i parcheggi ecc." Mentre
sulla questione il già citato foglio umoristico giallo afferma
"l'intervento servirà a distruggere il verde a fianco dell'ex-consorzio
agrario" Onestamente non abbiamo cognizione né di verde né
di parcheggi pubblicamente fruibili presenti attualmente nell'area
ma comunque abbiamo colto questa preoccupazione modificando il
piano così come era stato originariamente presentato ed in questa
stesura definitiva sono stati previsti 110 posti macchina scoperti.,
attualmente in buona parte mancanti e che
dovrebbero risolvere gli annosi problemi della carenza di parcheggi
nel centro. Se ad essi vanno aggiunti gli 86 posti macchina privati
dell'interrato dell'ex consorzio e quelli che verranno realizzati
nelle altre UMI e che non sono stati ancora quantificati si può
rilevare che tutta la superficie disponibile sia esterna che interna
è stata usata al fine di dare una risposta al problema in maniera
che noi ci auguriamo positiva
RISTRUTTURAZIONE
DEL MUNICIPIO
L'iniziativa del
PIRU è stata assunta congiuntamente fra Planet e Amministrazione
pubblica poiché uno degli obiettivi che ci siamo posti (a dispetto
di chi ci accusa di non avere idee e proposte) è quello di dare
una sistemazione decorosa e funzionale alla sede municipale. In
questo ambito la soluzione proposta che prevede l'abbattimento
di alcuni fabbricati e la realizzazione di una nuova parte collegata
con una passerella al vecchio edificio permette di dare una risposta
definitiva ai problemi di accesso ed uso degli uffici riconfermando
in via definitiva la collocazione municipale nella sede attuale e completando l'opera con la pedonalizzazione
dell'area antistante. Un collegamento porticato permetterà
di sfruttare una serie di percorsi coperti che la collegheranno
alla nuova piazza sul Sile ed ai parcheggi
PARTE
ECONOMICA
Un aspetto rilevante è sicuramente rappresentato dalla
contropartita economica che l'operazione prevede. L'accordo è
frutto di una trattativa fra le parti che ha tenuto conto dell'incremento edificatorio concesso. Ad
esso va aggiunto il vantaggio che deriverà all'amministrazione
dall'acquisizione di opere di urbanizzazione il cui valore pari
a 704.000 euro va ben oltre quello dell'importo degli oneri di
urbanizzazione previsti. I fondi saranno utilizzati nella
ristrutturazione dell'edificio comunale e permetteranno di ridurre
notevolmente la necessità di ricorrere ad altre forme di finanziamento.
Per quanto riguarda Planet si
tratta di 413.000 euro.
Per le altre UMI complessivamente di 329.000 euro.
CONCLUSIONI
Il confronto si sposta ora ad un livello
diverso: quello della conferenza di servizi in cui tutti gli enti
interessati esprimeranno il loro parere. Ci auguriamo un percorso
rapido, nei tempi previsti dalla legge in modo da poter avviare
quanto prima questa opera e poterci quindi dedicare agli altri
problemi che l'assetto urbanistico del comune ci pone. Penso in primo luogo alla variante al piano per la
cui redazione è stato incaricato lo studio Proteco di S.Donà di
Piave. Questo per tranquillizzare che ci accusa di voler continuare
con la politica delle variantine che non è mai stata una nostra
scelta politica ma , purtroppo anche in questo settore, la risposta
a problemi lasciati inspiegabilmente irrisolti. Così per quella
cosiddetta del 3% come per le altre varianti regolamentari o volte
a dare soluzione a casi
singoli. Ribadisco
che siamo aperti al dialogo ed alle osservazioni. Lo abbiamo dimostrato
in questa occasione presentando il piano a metà giugno ed attendendo
proposte che non sono mai giunte, organizzando un dibattito pubblico,
confrontandoci in commissione, sentendo i cittadini . Lo faremo in futuro e penso nell'immediato
all'altra grande questione aperta e cioè alla variante che interessa
le Aziende agricole riunite per la cui soluzione cercheremo di
tenere presenti preoccupazioni e suggerimenti di quanti cittadini
o consiglieri vorranno collaborare e che potrebbero portare anche
in quel caso, come in questo, a modifiche rispetto a quanto previsto
nell'accordo preliminare con la proprietà approvato a suo tempo
dal consiglio. Certamente se la logica che
prevarrà sarà quella della denigrazione o delle falsità e penso
in particolar modo alla penosa vicenda sollevata da un quotidiano
locale, imbeccato da fonti solitamente male informate, su irregolarità
amministrative nel rilascio di concessioni edilizie e
rispetto alla quale stiamo procedendo in maniera tale da
tutelare l'onorabilità nostra e dei nostri tecnici, se questa
sarà la logica gli spazi di dialogo non esisteranno ne oggi né
mai. Mi permetto infine di ringraziare il nostro personale,
in particolar modo il capo settore urbanistica arch. Barbieri
ed il segretario comunale per il lavoro svolto in questa occasione
affrontando una procedura nuova con la professionalità e l'impegno
che li contraddistingue.