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23 - novembre -2009

Dettagli sul diverbio

 

Non credo sia necessario un mio ulteriore intervento sulla questione del palazzetto;
oltre ad aver espresso la mia posizione in sede di consiglio comunale, trovo che i cittadini che sono intervenuti su questo sito e nel blog di Mirko Visentin siano stati esaustivi e precisi e concordo ampiamente con le loro valutazioni (esclusa l'ironia sulla statura fisica che non sono in grado di assecondare essendo io alto 1,70).
Mi preme invece chiarire i dettagli sul diverbio in cui sono stato coinvolto con un sostenitore della maggioranza (che per brevità chiamerò Mister X).
Alla fine del consiglio sono corso all'uscita della sala per salutare alcune persone che se ne stavano andando, lasciando la giacca, i miei documenti ed il PC portatile sul posto in cui ero seduto.
Terminati i saluti stavo tornando a riprendere le mie cose sul banco riservato ai consiglieri, quando ho incrociato Mister X che si avviava verso l'uscita.

Sottolineo di non aver assolutamente cercato questa situazione (ossia trovarmi faccia a faccia con Mister X) e che nel frangente in cui ci siamo incrociati non ho detto o fatto alcunché, nemmeno uno sguardo, nemmeno un sorriso che potesse essere frainteso come uno scherno per la figura barbina della sua parte politica.
Mister X invece, con fare sornione, nel momento in cui siamo stati fianco a fianco mi ha lanciato un offesa, sottovoce, ma con un tono abbastanza alto da farsi sentire dal sottoscritto.
Io, sbagliando, ho risposto a mia volta con un offesa e una spinta di lieve entità che ha fatto fare a Mister X un passo indietro rispetto alla posizione iniziale.
Al che Mister X ha risposto subito con il tono aggressivo di chi non aspettava altro riavvicinandosi al sottoscritto e urlando che lui non mi aveva messo le mani addosso (evidentemente per far capire alle persone che c'erano intorno che io gli avevo dato il motivo per mettermi le mani addosso).
Al che è seguita un ulteriore spintina da parte mia, della stessa entità della prima, questa volta però già difensiva, suggerita dal modo si fare minaccioso nei miei confronti da parte di Mister X..
Al che Mister X mi è saltato con le mani alla gola, e la cosa è finita li. Risultato:
Mister X ha fatto in tutto due passi indietro e io mi sono tenuto i segni sulla gola per un paio di giorni.
Il tutto si è svolto in 30 secondi circa. Dopodichè sono andato a raccogliere le mie cose e mi sono fermato a parlare 5 minuti con altre persone.

Rielaborando l'accaduto già a pochi minuti di distanza, mi è venuta la balzana idea che la mia, pur essendo stata una risposta ad una provocazione consapevole, fosse stata una risposta sbagliata e che fosse comunque giusto recuperare dei toni di confronto più civili con Mister X, visto che ci ritroveremo spesso (e probabilmente per sempre) su due fronti politicamente opposti.

Sulla base di questa riflessione, con l'assoluta convinzione che fosse condivisa dallo stesso Mister X, ho pensato che non mi costava un granchè fare quel primo passo che sarebbe spettato a Mister X e scusarmi con lui.

Così mi sono avvicinato tendendogli la mano; per tutta risposta Mister X , con tono acceso, mi ha risposto che lui non accetta scuse da nessuno (o che non chiede scusa a nessuno non ricordo bene, ma il concetto non cambia di una virgola) e che io e lui non abbiamo nulla da dirci.
In quel momento ho avuto l'illuminazione: ho pensato caspita, ha veramente ragione.
A gente del genere non ho proprio nulla da dire. E la conferma dell'esattezza di questa tesi è arrivata puntuale con l'intervento dell'Assessore Canonaco che considera il fatto che io sia andato a porgere per primo le mie scuse come una "prova" della mia responsabilità dell'accaduto.

Le mie "provocazioni", io le lancio dai banchi del consiglio comunale, argomentandole e basandole su dati oggettivi, sulla documentazione quando è possibile (quando mi viene fornita, o mi viene fornita per tempo), o sulle mie idee di sviluppo e corretta gestione del territorio.

Non ho bisogno di offendere e prendere per il collo chi ha un'idea diversa dalla mia.


Marco Simionato
Consigliere Comunale del gruppo
UNIONE ALTINATE - PIU' SVILUPPO SOCIALE, BASTA CEMENTO

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