"Altinum"
il primo grande porto in Laguna, storico municipium
romano sulla via Annia.
Storicamente il grande interesse e prestigio di Altino,
nello specifico, e
Quarto d'Altino
in generale , sta tutto nella sua storia. Tutto nasce
dalla città romana Altino, considerata per certi aspetti
la "madre" di Venezia,
(Foto:reperto
archeologico)
porto d'approdo dei romani che nel II secolo a.C. con
le navi provenienti dall'Adriatico vi facevano scalo
per poi, a piedi o a cavallo attraverso la ritta strada
Claudia Augusta, iniziata da Druso e finita da suo figlio
Claudio, imperatore, li conduceva fino ad Ausburg in
regioni germaniche. La strada che conta 1950 anni, è
ora punto d'orgoglio degli Altinati anche per essere
stata il mezzo che ha avvicinato regioni danubiane e
la Germania. Di Altino che senza dubbio non era una
città piccola, tutto ciò che rimane è collocato nel
museo Archeologico Nazionale contornato anche da
importanti scavi. I numerosi reperti mostrano la storia
altinate-romana, sopratutto le grandi necropoli con
testimonianze epirgrafiche e artistiche. Molte le statue,
i busti, i monumenti funerari, i corredi tombali delle
necropoli, i bellissimi vetri policromi, i mosaici.
La prospettiva è di creare
nelle zone di scavo di Altino un parco archeologico.
Quanto prima, il museo dovrebbe passare nei due vicini
e ampi fabbricati detti "casoni" il cui restauro è in
via di ultimazione.
Per visite al museo tel.0422-829008.
Altino divenne sede vescovile con l'avvento del Cristianesimo.
Il primo vescovo fu S.Eliodoro nativo di Altino. La
tradizionale sagra di 3-4 giorni si tiene in luglio.
Fu anche Municipium, ma con l'invasione di Attila prima
(nel 352) e dei Longobardi poi (nel 568), il declino
fu rapido. Il glorioso nome scomparve e non fu riesumato
nè dalla Serenissima, ne dal napoleonico Regno d'Italia,
nè da quello Lombardoveneto.
(foto:La
Conca di Portegrandi)Il fiume
Sile
e in parte la Laguna di Venezia, sono il contorno naturale
di questo bellissimo angolo del Veneto che il geografo
greco Strabone, l'intellettuale Plinio il Vecchio, gli
scrittori Lucio Iunio Moderato Columella, Marco Valerio
Marziale, ne attestarono l'esistenza anteriore alla
penetrazione romana e ne esaltarono la dolcezza del
clima e bellezza dell'ambiente tra acque e terra. Un
viaggio in motonave sul Sile ci porta a scoprire come
da un fiume si può entrare in laguna veneziana per mezzo
d'un capolavoro di ingegneria idraulica che la Serenissima
costruì nella seconda metà del 1600 a
Portegrandi.
Per evitare inondazioni a Venezia, l'ingegno della Repubblica
veneta praticò il
Taglio del Sile, deviandolo
nell'alveo della Piave Vecchia verso Jesolo. Per il
dislivello delle acque venne costruita la Conca, detta
"vaso", vale a dire un sistema che per riempimento d'acqua
accoglie i vari natanti turistici e non.

Raggiunto
il livello d'acqua, si aprono le porte
(Portegrandi)
e questi accedono in laguna per raggiungere in uno scenario
unico tra barene
(Foto:La barena)e
velme ricche di canneti, fiori spontanei, uccelli d'ogni
specie, Mazzorbo, Burano, Torcello, Murano, Venezia.
Quarto d'Altino
è il capoluogo comunale e prende questo
nome per indicare il quarto di miglio
che lo separava e separa tutt'ora da
Altino. Sono 28 Kmq di superficie
comunale comprendente le frazioni
Portegrandi
e Altino e le località Trepalade, Crete,
San Michele Vecchio, Le Tresse.
Per secoli il paese si chiamò San Michele
del Quarto, nome da attribuirsi al vecchio
borgo che fu il primo nucleo abitato
staccato da Altino.
Solo nel 1946 il capoluogo prese nome Quarto d'Altino
richiamandosi alle nobili origini.

Il paese in questi ultimi anni,
(vedi
foto "Il tribunale")forse perchè agevolato da
uscita autostradale, stazione ferroviaria, vicinanza
a Mestre (14 Km), ha avuto uno sviluppo edilizio e demografico
che sostanzialmente ha trasformato il capoluogo dandogli
un volto moderno (villette a volontà, palazzi, organismi
commerciali di rilievo, zona industriale), tale da considerarlo
punto di sbocco dell'argomentato passante Mira-Quarto
e della futura metropolitana regionale. Tra le bellezze
naturali del luogo è molto interessante la visita all'
oasi
di Trepalade dove un ambiente ancora vergine
con alcune vasche d'acqua formatesi dal vicino
Sile,
piene di colorate ninfee, vi accoglie tra una ricchezza
di piante,macchie verdi, associazioni vegetali diverse,
fiori, alberi antichi, boschetto ripariale con flora
e fauna autoctona. Nidificano nel

boschetto
e trovano rifugio uccelli rari come l'airone cenerino,
il martin pescatore, il pendolino, gallinelle d'acqua,
ecc.. L'oasi è dotata di percorso-natura con cartelli
didattici ed è spesso visitata da scolaresche che completano
la conoscenza del particolare ambiente nel vicino
Centro
Visite di Portegrandi. Originale a Quarto è
la torre campanaria della chiesa San Michele. Il disegno
cilindrico ricorda il campanile di Caorle e la torre
di Tessera. Dotata di camminamento interno a chiocciola,
fu costruita per volontà e manodopera degli abitanti
su progetto dell'architetto Angelo Scattolin. Spicca
il cromatismo delicato dei mattoni rossi e gli elementi
marmorei. Le formelle della
(Foto:La
chiesa e la torre campanaria) base riportano
incisi i nomi dei benefattori e dei volontari che portarono
a termine l'opera negli anni 1945-1956.
Articolo tratto dal
Gazzettino di Venezia
20-Agosto-2000