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L'ennesima
chicca parlamentare.
E' giunta
l'ora di finirla con l'autodenigrazione
dell'Italia e degli italiani,
"è necessario
stimolare nei giovani il sentimento
di orgoglio per il patrimonio
culturale e spirituale loro tramandato
dalle precedenti generazioni".
Come fare e' presto detto, e scritto
a quattro mani, dagli onorevoli
Maretta Scoca e Alfredo Biondi
nella proposta di legge 7171.
L'idea e' semplice e di facile
attuazione. Tutte
le mattine i bambini delle elementari
avranno la meravigliosa opportunita'
di ascoltare e cantare la composizione
denominata "inno di Mameli".
Come succede spesso sono i dettagli
che definiscono un'opera d'arte,
e i dettagli precisi e puntali
di questa breve proposta di legge,
compongono un vero capolavoro.
Il primo
articolo detta l'obbligo ai direttori
delle scuole elementari di "far
diffondere, con l'uso di apparati
fonici a circuito chiuso, all'interno
di ogni aula o dei luoghi equipollenti,
prima dell'inizio delle lezioni
quotidiane" l'inno di Mameli.
Preoccupandosi anche per quelle
strutture sprovviste di tali apparati
fonici dove
"l'esecuzione è eseguita a
voce dagli studenti".
Nel secondo articolo si danno
le disposizioni per i bimbi:
le esecuzioni devono avvenire
"stando in piedi, a capo scoperto
ed in posizione decorosa".
(Il capo scoperto e' un ricordo
del tempo dei pantaloni corti,
la posizione decorosa la possiamo
immaginare, ma vorremmo avere
maggiori chiarimenti in merito).
Per concludere, la prima lezione
dell'anno scolastico vede i
direttori scolastici che "provvedono
ad illustrare agli studenti il
significato simbolico dell'inno
di Mameli e del vessillo tricolore".
Per noi ormai e' tardi per tornare
alle elementari, ma siamo ancora
in tempo a godere dell'inno di
Mameli, che potremmo cantare in
bagno la mattina, durante le operazioni
di routine quotidiane, a testa
scoperta e in posizione decorosa:
Fratelli d'Italia .... I bimbi
d'Italia Si chiaman Balilla, ....
L'Italia chiamò.....
tratto
da www.aduc.it
17-Feb-2001
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