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17-agosto-2004

 

 

Sottopasso importante per Quarto

 

 

La chiusura

 del passaggio a livello di

Quarto d’Altino

 

A seguito del progetto S.F.M.R. (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale) siglato già nel 1999, il 15 Settembre p.v. sarà chiuso il passaggio a livello di Quarto (fine via stazione) per apertura del cantiere relativo alla costruzione del nuovo sottopasso ferroviario ciclopedonale.

 

A questo proposito la scorsa settimana il sindaco di Quarto ha incontrato alcune persone residenti in via stazione confermando tale notizia; è confermato pertanto che il passaggio sarà interdetto a qualsiasi mezzo, compresi i pedoni.

 

Tale fantastica situazione si protrarrà fino alla fine dei lavori, previsione 31 dicembre 2004 …..(fantascienza).

 

E’ fuori dubbio che il paese rimane tagliato a metà con grave disagio per i ragazzi che inizieranno la scuola, per chi deve prendere il treno, per chi deve semplicemente vivere a Quarto spostandosi da Est a Ovest del paese.

 

Visto che tale lavoro era in previsione da molto tempo, il disagio alla popolazione deve essere sicuramente contenuto nei minimi termini; quello che la gente si aspetta è che sia garantito almeno il passaggio ai pedoni e alle biciclette.

 

Il 23 agosto è previsto un incontro fra le autorità in “gioco” , siamo tutti convinti che sarà garantito questo passaggio “minimo” perché deve prevalere almeno il buonsenso.

 

Certamente il paese in questi ultimi anni sta vivendo delle situazioni molto particolari, la viabilità generale sta diventando un problema concreto frutto di scelte urbanistiche evidentemente poco lungimiranti.

Lo studio della viabilità è la componente principale di ogni nuova urbanizzazione: i danni cadono sempre inevitabilmente su chi viene “dopo”.

 

Proprio per evitare ulteriori danni sarebbe molto più utile per tutti discutere in maniera più ampia possibile le future soluzioni sulla viabilità del paese; alla luce di questo ennesimo “cantiere” sembra purtroppo che i progetti siano poco condivisi con la comunità.

 

 

Quarto d’altino 15 agosto 2004                                                              Gigi Varin 

(gigi.varin@libero.it

cinque

 

Brevi Notizie sul progetto S.F.M.R.

 

20-10-2002
VENETO - SFMR
Rete Ferroviaria Italiana affiderà ed eseguirà a propria cura, con fondi della Regione del Veneto per complessivi 11 mila 620 mila euro, importanti interventi quali un "terminal" per servizio metropolitano a Padova, nuove fermate sulla Padova - Mestre; un binario dedicato al servizio metropolitano a Treviso e nuove fermate sulla Mestre - Treviso.
E' prevista inoltre una risistemazione dei binari a Venezia Santa Lucia,
un terminale per servizio metropolitano a Quarto d'Altino e nuove fermate nella tratta Mestre Quarto. L'avvio dei lavori è previsto entro il 2003.
Per consentire tutto ciò Regione del Veneto e Rete Ferroviaria Italiana spa hanno sottoscritto una convenzione relativa alla realizzazione di interventi alle infrastrutture e agli impianti tecnologici di linee e stazioni interessate dalla prima fase funzionale del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (S.F.M.R.).
L'accordo, attuativo di quello generale sul SFMR del 1999, è stato firmato dall'assessore regionale alle politiche della mobilità dal direttore compartimentale Infrastruttura di Venezia

 

 

Sfmr su un binario morto fino al 2010»

La denuncia Cgil: cantieri in ritardo per la nuova metropolitana regionale

 

VENEZIA. L'indagine svolta dalla Cgil bussando alle porte di Fs, Rfi, Regione Veneto lascia spazio a scarse speranze. Il dossier raccolto da Piergiorgio Carrer, segretario Cgil veneta per il settore trasporti, illustra la distanza fra progetti e fatti. I cantieri del Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr), in particolare, appaiono in ritardo assai marcato rispetto alle previsioni. «Nemmeno la bacchetta magica di Berlusconi - commenta Carrer - consentirà di togliere Sfmr dal binario morto prima del 2010». Le stime ufficiali indicano invece il termine al 2006-2007.
Sfmr è un acronimo che contiene una potenziale rivoluzione nella mobilità del Veneto centrale. Di Sfmr il presidente della Giunta regionale, Giancarlo Galan, va infatti assai fiero, poiché configura un episodio pilota a livello nazionale. La prima fase funzionale tende a legare insieme Padova a Castelfranco (lotto A), Mestre a Castelfranco (lotto B), Treviso a Mestre e a Mira Buse (lotto C), Mestre a Quarto d'Altino (lotto D). Tale prima fase, che ha comportato uno stanziamento complessivo di 660 miliardi di vecchie lire, dovrebbe portare a servire 120mila viaggiatori al giorno, tramite 20 treni Taf. In termini di lavori, Sfmr significa l'eliminazione di 60 passaggi a livello, l'ammodernamento di 140 chilometri di linee, la ristrutturazione di 46 stazioni e fermate (di cui 10 nuove).
L'approvazione definitiva del progetto, largamente condiviso dagli enti locali e dalle popolazioni, da parte della Conferenza dei servizi porta la data del 30 gennaio 1999. A quattro anni di distanza sono aperti i cantieri sui lotti A (iniziati nel marzo 2001) e B (autunno 2001). Stando alla documentazione reperita dalla Cgil, però, tutti i singoli cantieri sono in gran ritardo rispetto alla tabella di marcia prestabilita. Nella lista del lotto A figura aperto appena il 40% dei cantieri complessivi e lo stato di avanzamento dei lavori non supera in nessun caso la soglia del 50% (commento: «impossibile mantenere la conclusione prevista per la primavera del 2004»). Anche più arretrato, logicamente, risulta il lotto B, dove appare attivo un terzo dei cantieri e lo stato di avanzamento medio è attorno al 10-15%. Quanto al lotto C, ossia i tratti da Mestre a Treviso e da Mestre a Mira Buse, posto che l'assegnazione dell'appalto è avvenuta un paio di settimane fa, i lavori dovrebbero partire nella primavera prossima. E' invece tuttora in fase di esecuzione il progetto relativo al ridisegno del nodo di Mestre - che contempla fra l'altro la realizzazione di 4 stazioni attorno all'area metropolitana - e all'asta destinata a proseguire in direzione Est fino a Quarto d'Altino. In questo caso, sempre secondo il dossier Cgil, non è immaginabile che i cantieri possano essere affidati prima del cadere del 2003 e che possano durare meno di tre anni. «Si tratta di previsioni ampiamente generose - puntualizza Carrer - Il rifacimento dei nodi di Mestre e di Padova, destinati a accrescere di un terzo la potenzialità di gestione del traffico dei nodi, portandoli a 400-500 treni al giorno, è infatti un intervento di grande complessità e che arriva purtroppo per ultimo. Sarà pressoché inutile disporre di linee ammodernate quando i treni non saranno in grado di entrare nelle stazioni di testa a Padova e a Mestre. E poi il modello Sfmr non dispiegherà i propri effetti, basati sulla circolazione circolare dei convogli sul triangolo Mestre-Padova-Castelfranco, fino a che le FS non avranno concluso il quadruplicamento dell'asse Mestre-Padova».    ecc. ecc.

La Nuova Venezia - 29/12/2002

 

 

Le “barriere” della stazione Ferroviaria di Quarto d’Altino

 

Tutti i “clienti” di Trenitalia (prima si chiamavano passeggeri delle Ferrovie dello Stato) che utilizzano il treno c/o stazione di Quarto d’Altino, hanno potuto vedere e soprattutto subire, per l’intero anno 2003, il disagio dovuto alla costruzione del nuovo sottopasso ferroviario.

E’ evidente che non si possono fare miracoli: mantenere in servizio la stazione e allo stesso tempo portare a termine un’opera così imponente non è certo cosa facile (tunnel lungo circa 15 metri, sezione 3x2,5 metri, profondità circa 4 metri dal piano binario).

Oggi, visto che sono terminati i lavori già da qualche mese, possiamo finalmente usufruire di un moderno, ma soprattutto sicuro, sottopasso ferroviario.

Non è proprio un capolavoro, qualche infiltrazione ancora c’è, ma fra poco, quando sarà diventato praticamente un colapasta (a forza di perforazioni trasudanti) sarà perfetto, e probabilmente le prime gelate invernali daranno il ritocco finale.

Gran parte dei  “clienti” si aspettava inoltre una tettoia a copertura del nuovo marciapiede e magari qualche panchina un po’ più moderna; grande delusione…… siamo a cielo aperto con due panchine del ‘900, ………però abbiamo l’ascensore, cosa indispensabile per chi non può fare le scale.

 

Peccato però che l’ascensore non c’è proprio, c’è solamente la “predisposizione” per l’ascensore.

Come è possibile che in una stazione ferroviaria, luogo pubblico per eccellenza, non si possa raggiungere il treno senza fare le scale?

Chi è diversamente abile, o una mamma con carrozzina o una  persona anziana in difficoltà come può usufruire di questo semplice servizio?

A cosa servono tutte le leggi relative all’abbattimento delle barriere?

 

Forse si sta aspettando la prima denuncia di qualcuno che scivola per le scale?

 

Se chiedete in stazione, i dipendenti “Trenitalia” vi diranno che c’è un passaggio a raso, a circa 100 metri dalla stazione(fine parcheggio, verso Mestre), molto sconnesso, al quale si accede solo se accompagnati dal personale ferroviario “ammesso” che sia disponibile.

In pratica il personale non è mai disponibile perché ridotto al minimo, pertanto i clienti che non possono usare le scale non possono salire sul treno.

 

TUTTO QUESTO NON E’ GIUSTO!!  …….. E’ UNA VERGOGNA !

 

Per chiedere un intervento rapido che risolva questo problema, già più volte denunciato, sarà inviata questa nota alle direzioni competenti di RFI e Trenitalia; inoltre sarà avvisata la stampa e il Comune di Quarto d’Altino.

 

Invece di effettuare una raccolta firme credo sia più efficace far sentire più voci possibili sull’argomento;

 

Siete pertanto tutti invitati a partecipare inviando delle e-mail o telefonando alle direzioni di RFI e Trenitalia  ( dircomu@rfi.it e direzione.veneto@trenitalia.it  ) e alla redazione del Gazzettino e della Nuova Venezia citando la seguente frase:

 

RITENIAMO SEMPLICEMENTE GIUSTO E DOVEROSO, come prescritto dalla legge, CHE VENGA RISOLTO IMMEDIATAMENTE IL PROBLEMA DELL’ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE c/o la stazione Ferroviaria di QUARTO d’ALTINO.

Ricordiamo inoltre che l’anno 2003 era “l’anno europeo dedicato alle iniziative per aiutare i cittadini disabili”.

Quarto d’altino 10 agosto 2004

                                                                                                                      Gigi Varin 

(gigi.varin@libero.it)

 

 

Per sottolineare con forza la differenza fra l’apparire e l’essere, ho riportato di seguito le note relative  alla Carta dei Servizi e alla Missione di RFI (scaricate direttamente dal sito www.rfi.it)

 

Questi due “documenti”, ricchi di termini ad effetto, sono ormai presenti in tante “pubblicità di impresa” ,  ma la realtà…….?

 

 

LA CARTA DEI SERVIZI

La Carta dei Servizi rappresenta per RFI un importante strumento nei rapporti con i suoi diversi interlocutori, tra cui in primo luogo i clienti, per misurare attraverso impegni precisi e puntuali la capacità di
corrispondere alle esigenze di un moderno ed efficiente sistema di trasporto ferroviario. I parametri oggettivi con i quali vengono misurate le performance previste dalla Carta dei Servizi ed il riscontro che le stesse hanno sulla percezione della qualità del servizio da parte dei clienti costituiscono uno stimolo per un sempre maggiore impegno nel rispondere al mercato ed agli stakeholders, aumentando il soddisfacimento delle aspettative del sistema di trasporto ferroviario.

Il ruolo di giudice sulla qualità dei servizi erogati è affidato non a chi produce il servizio ma a chi lo utilizza: nella presente edizione della Carta dei Servizi vengono inseriti tra gli indicatori di qualità le percentuali di clienti soddisfatti ottenute dall’indagine di “customer satisfaction” per la rilevazione della qualità percepita.

È una sfida che RFI accetta volentieri perché è consapevole dell’importanza della valutazione di come la sua azione venga percepita dalla clientela. La misurazione, attraverso criteri obiettivi e coerenti nel tempo, consente di valutare le azioni intraprese per migliorare i precedenti risultati e pone tutta la struttura di RFI, ai vari livelli, davanti alla verifica dei propri sforzi, con ciò prefigurando ulteriori traguardi per il cammino della Società.


Mauro Moretti
Amministratore Delegato di RFI

 

MISSIONE DI RFI


La missione di RFI è in primo luogo di assolvere il suo ruolo di Gestore dell'infrastruttura secondo quanto attribuitogli dall'Atto di Concessione ed in base al Contratto di Programma che regola i rapporti con lo Stato.
La rete ferroviaria consiste in 16.200 km di linee, due terzi dei quali elettrificati, 6.300 km a doppio binario per un totale di 22.000 km di sviluppo complessivo; 2.700 stazioni per il servizio passeggeri e 479 impianti per il servizio merci, oltre a 1.380 km di gallerie, 530 km tra ponti e viadotti, 8.500 km di elettrodotti, 375 centrali e sottostazioni elettriche, 5 officine nazionali.

RFI riveste il ruolo di Gestore dell'infrastruttura e ne svolge le funzioni conseguenti in riferimento alle Direttive europee:

  • garantisce il coordinamento e la sicurezza della circolazione ferroviaria sull'intera rete
  • sviluppa la tecnologia dei sistemi e dei materiali
  • assicura la piena utilizzabilità ed il costante mantenimento in efficienza delle linee e delle infrastrutture ferroviarie
  • destina gli investimenti al potenziamento, all'ammodernamento tecnologico e allo sviluppo delle linee e degli impianti ferroviari
  • presidia il comparto navigazione
  • provvede alla sorveglianza sanitaria dei dipendenti, degli ambienti di lavoro, dei servizi offerti e dei luoghi aperti alla clientela
  • coordina le attività di ricerca dell'Istituto sperimentale sui materiali, sui prodotti e sull'ambiente
  • promuove l'integrazione dell'infrastruttura ferroviaria e la cooperazione con i diversi gestori delle infrastrutture ferroviarie, con particolare riguardo ai Paesi dell'Unione Europea

 

Le “barriere” della stazione Ferroviaria di Quarto d’Altino

            segue…

 

 

dal momento che le proteste sono sicuramente utili allo “scambio” delle idee e alla miglior comprensione delle cose, dalle proteste quindi dovrebbero poi conseguire delle soluzioni….……

allego pertanto una possibile soluzione “veloce ed economica” per agevolare molti  “clienti” che usano quotidianamente il treno presso la stazione di Quarto d’Altino.

 

 

Ovviamente la sicurezza deve essere sempre garantita nelle varie possibilità di attraversamento delle linee ferroviarie, specialmente in prossimità di una stazione; ma se i programmi futuri di Trenitalia prevedono la completa automazione della stazione di Quarto, e cioè la totale assenza di personale, come potrà essere garantito, per esempio, il funzionamento dei “futuri” ascensori?

Se una persona rimanesse bloccata all’interno (cosa molto probabile) quale procedura si attiverebbe ?

Se poi dovessero funzionare come la biglietteria automatica?

potrebbe essere veramente una avventura giornaliera.

 

Qualunque sia la soluzione futura credo che un passaggio a raso, a disposizione di chi non può usare le scale, opportunamente “regolato” con il passaggio dei treni, sia indispensabile e alla fine forse più sicuro di qualsiasi altra soluzione.

 

Quarto d’altino 16 agosto 2004

                                                                                                                      Gigi Varin 

gigi.varin@libero.it


 

 

 
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