La chiusura
del passaggio a livello di
Quarto d’Altino
A
seguito del progetto S.F.M.R. (Sistema Ferroviario Metropolitano
Regionale) siglato già nel 1999, il 15 Settembre p.v. sarà chiuso il passaggio a livello di
Quarto (fine via stazione) per apertura del cantiere
relativo alla costruzione del nuovo sottopasso ferroviario ciclopedonale.
A
questo proposito la scorsa settimana il sindaco di Quarto ha incontrato
alcune persone residenti in via stazione confermando tale notizia;
è confermato pertanto che il passaggio sarà interdetto a qualsiasi
mezzo, compresi i pedoni.
Tale
fantastica situazione si protrarrà fino alla fine dei lavori,
previsione 31 dicembre 2004 …..(fantascienza).
E’ fuori dubbio che il paese rimane tagliato a metà
con grave disagio per i ragazzi che inizieranno la scuola, per
chi deve prendere il treno, per chi deve semplicemente vivere
a Quarto spostandosi da Est a Ovest del paese.
Visto che tale lavoro era in previsione da molto tempo,
il disagio alla popolazione deve essere sicuramente contenuto
nei minimi termini; quello che la gente si aspetta è che sia garantito
almeno il passaggio ai pedoni e alle biciclette.
Il 23 agosto è previsto un incontro fra le autorità
in “gioco” , siamo tutti convinti che sarà garantito questo passaggio
“minimo” perché deve prevalere almeno il buonsenso.
Certamente
il paese in questi ultimi anni sta vivendo delle situazioni molto
particolari, la viabilità generale sta diventando un problema
concreto frutto di scelte urbanistiche evidentemente poco lungimiranti.
Lo
studio della viabilità è la componente principale di ogni nuova
urbanizzazione: i danni cadono sempre inevitabilmente su chi viene
“dopo”.
Proprio per evitare ulteriori danni sarebbe molto
più utile per tutti discutere in maniera più ampia possibile le
future soluzioni sulla viabilità del paese; alla luce di questo
ennesimo “cantiere” sembra purtroppo che i progetti siano poco
condivisi con la comunità.
Quarto
d’altino 15 agosto 2004 Gigi
Varin
(gigi.varin@libero.it
cinque
Brevi Notizie sul progetto S.F.M.R.
20-10-2002
VENETO - SFMR
Rete Ferroviaria Italiana affiderà ed eseguirà a propria cura,
con fondi della Regione del Veneto per complessivi 11 mila 620
mila euro, importanti interventi quali un "terminal"
per servizio metropolitano a Padova, nuove fermate sulla Padova
- Mestre; un binario dedicato al servizio metropolitano a Treviso
e nuove fermate sulla Mestre - Treviso.
E' prevista inoltre una risistemazione dei binari a Venezia Santa
Lucia, un terminale per servizio metropolitano a Quarto d'Altino e
nuove fermate nella tratta Mestre Quarto. L'avvio dei lavori è
previsto entro il 2003.
Per
consentire tutto ciò Regione del Veneto e Rete Ferroviaria Italiana
spa hanno sottoscritto una convenzione relativa alla realizzazione
di interventi alle infrastrutture e agli impianti tecnologici
di linee e stazioni interessate dalla prima fase funzionale del
Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (S.F.M.R.).
L'accordo, attuativo di quello generale sul SFMR del 1999, è stato
firmato dall'assessore regionale alle politiche della mobilità
dal direttore compartimentale Infrastruttura di Venezia
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Sfmr
su un binario morto fino al 2010»
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La denuncia Cgil: cantieri
in ritardo per la nuova metropolitana regionale
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VENEZIA.
L'indagine svolta dalla Cgil bussando alle porte di Fs, Rfi, Regione
Veneto lascia spazio a scarse speranze. Il dossier raccolto da
Piergiorgio Carrer, segretario Cgil veneta per il settore trasporti,
illustra la distanza fra progetti e fatti. I cantieri del Sistema
ferroviario metropolitano regionale (Sfmr), in particolare, appaiono
in ritardo assai marcato rispetto alle previsioni. «Nemmeno la
bacchetta magica di Berlusconi - commenta Carrer - consentirà
di togliere Sfmr dal binario morto prima del 2010». Le stime ufficiali
indicano invece il termine al 2006-2007.
Sfmr è un acronimo che contiene una potenziale rivoluzione nella
mobilità del Veneto centrale. Di Sfmr il presidente della Giunta
regionale, Giancarlo Galan, va infatti assai fiero, poiché configura
un episodio pilota a livello nazionale. La prima fase funzionale
tende a legare insieme Padova a Castelfranco (lotto A), Mestre
a Castelfranco (lotto B), Treviso a Mestre e a Mira Buse (lotto
C), Mestre a Quarto d'Altino
(lotto D). Tale prima fase, che ha comportato uno stanziamento
complessivo di 660 miliardi di vecchie lire, dovrebbe portare
a servire 120mila viaggiatori al giorno, tramite 20 treni Taf.
In termini di lavori, Sfmr significa l'eliminazione di 60 passaggi
a livello, l'ammodernamento di 140 chilometri di linee, la ristrutturazione
di 46 stazioni e fermate (di cui 10 nuove).
L'approvazione definitiva del progetto, largamente condiviso dagli
enti locali e dalle popolazioni, da parte della Conferenza dei
servizi porta la data del 30 gennaio 1999. A quattro anni di distanza
sono aperti i cantieri sui lotti A (iniziati nel marzo 2001) e
B (autunno 2001). Stando alla documentazione reperita dalla Cgil,
però, tutti i singoli cantieri sono in gran ritardo rispetto alla
tabella di marcia prestabilita. Nella lista del lotto A figura
aperto appena il 40% dei cantieri complessivi e lo stato di avanzamento
dei lavori non supera in nessun caso la soglia del 50% (commento:
«impossibile mantenere la conclusione prevista per la primavera
del 2004»). Anche più arretrato, logicamente, risulta il lotto
B, dove appare attivo un terzo dei cantieri e lo stato di avanzamento
medio è attorno al 10-15%. Quanto al lotto C, ossia i tratti da
Mestre a Treviso e da Mestre a Mira Buse, posto che l'assegnazione
dell'appalto è avvenuta un paio di settimane fa, i lavori dovrebbero
partire nella primavera prossima. E'
invece tuttora in fase di esecuzione il progetto relativo al ridisegno
del nodo di Mestre - che contempla fra l'altro la realizzazione
di 4 stazioni attorno all'area metropolitana - e all'asta destinata
a proseguire in direzione Est fino a Quarto d'Altino. In questo
caso, sempre secondo il dossier Cgil, non è immaginabile che i
cantieri possano essere affidati prima del cadere del 2003 e che
possano durare meno di tre anni. «Si tratta di previsioni ampiamente
generose - puntualizza Carrer - Il rifacimento dei nodi di Mestre
e di Padova, destinati a accrescere di un terzo la potenzialità
di gestione del traffico dei nodi, portandoli a 400-500 treni
al giorno, è infatti un intervento di grande complessità e che
arriva purtroppo per ultimo. Sarà pressoché inutile disporre di
linee ammodernate quando i treni non saranno in grado di entrare
nelle stazioni di testa a Padova e a Mestre. E poi il modello
Sfmr non dispiegherà i propri effetti, basati sulla circolazione
circolare dei convogli sul triangolo Mestre-Padova-Castelfranco,
fino a che le FS non avranno concluso il quadruplicamento dell'asse
Mestre-Padova». ecc.
ecc.
La Nuova Venezia - 29/12/2002
Le “barriere” della stazione
Ferroviaria di Quarto d’Altino
Tutti
i “clienti”
di Trenitalia (prima si chiamavano passeggeri
delle Ferrovie dello Stato) che utilizzano il treno c/o stazione
di Quarto d’Altino, hanno potuto vedere e soprattutto subire, per l’intero anno 2003, il disagio dovuto alla costruzione del
nuovo sottopasso ferroviario.
E’
evidente che non si possono fare miracoli: mantenere in servizio
la stazione e allo stesso tempo portare a termine un’opera così imponente non è certo cosa facile
(tunnel lungo circa 15 metri, sezione 3x2,5 metri, profondità
circa 4 metri dal piano binario).
Oggi,
visto che sono terminati i lavori già
da qualche mese, possiamo finalmente usufruire di un moderno,
ma soprattutto sicuro, sottopasso ferroviario.
Non
è proprio un capolavoro, qualche infiltrazione ancora c’è, ma
fra poco, quando sarà diventato praticamente
un colapasta (a forza di perforazioni trasudanti) sarà perfetto,
e probabilmente le prime gelate invernali daranno il ritocco finale.
Gran
parte dei “clienti” si aspettava inoltre una tettoia a copertura
del nuovo marciapiede e magari qualche panchina un po’ più moderna;
grande delusione…… siamo a cielo aperto con due panchine del
‘900, ………però abbiamo l’ascensore, cosa indispensabile per chi
non può fare le scale.
Peccato
però che l’ascensore non c’è proprio, c’è solamente la “predisposizione” per l’ascensore.
Come è
possibile che in una stazione ferroviaria, luogo pubblico per
eccellenza, non si possa raggiungere
il treno senza fare le scale?
Chi è diversamente abile, o una mamma
con carrozzina o una persona
anziana in difficoltà come può usufruire di questo semplice servizio?
A cosa servono tutte le
leggi relative all’abbattimento delle
barriere?
Forse si sta aspettando
la prima denuncia di qualcuno che scivola per le scale?
Se
chiedete in stazione, i dipendenti “Trenitalia”
vi diranno che c’è un passaggio a raso, a circa 100 metri dalla
stazione(fine parcheggio, verso Mestre), molto sconnesso, al quale
si accede solo se accompagnati dal personale
ferroviario “ammesso” che sia disponibile.
In
pratica il personale non
è mai disponibile perché ridotto al minimo, pertanto
i clienti che non possono usare le scale non possono salire sul
treno.
TUTTO QUESTO NON E’ GIUSTO!!
…….. E’ UNA VERGOGNA !
Per
chiedere un intervento rapido che risolva
questo problema, già più volte denunciato, sarà inviata questa
nota alle direzioni competenti di RFI e Trenitalia;
inoltre sarà avvisata la stampa e il Comune di Quarto d’Altino.
Invece
di effettuare una raccolta firme credo sia più efficace far sentire
più voci possibili sull’argomento;
Siete
pertanto tutti invitati a partecipare inviando delle e-mail o
telefonando alle direzioni di RFI e Trenitalia
( dircomu@rfi.it e direzione.veneto@trenitalia.it ) e alla redazione del Gazzettino e della Nuova
Venezia citando la seguente frase:
RITENIAMO SEMPLICEMENTE
GIUSTO E DOVEROSO, come prescritto dalla legge, CHE VENGA
RISOLTO IMMEDIATAMENTE IL PROBLEMA DELL’ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE
ARCHITETTONICHE c/o la stazione Ferroviaria di QUARTO d’ALTINO.
Ricordiamo
inoltre che l’anno 2003 era “l’anno europeo dedicato alle iniziative
per aiutare i cittadini disabili”.
Quarto
d’altino 10 agosto 2004
Gigi Varin
(gigi.varin@libero.it)
Per sottolineare
con forza la differenza fra l’apparire e l’essere, ho riportato
di seguito le note relative alla
Carta dei Servizi e alla Missione di RFI (scaricate direttamente dal sito
www.rfi.it)
Questi due “documenti”, ricchi di termini
ad effetto, sono ormai presenti in tante “pubblicità di
impresa” , ma la
realtà…….?
La Carta dei Servizi
rappresenta per RFI un importante strumento nei rapporti con i
suoi diversi interlocutori, tra cui in primo luogo i clienti,
per misurare attraverso impegni precisi e puntuali la capacità
di
corrispondere alle esigenze di un moderno ed efficiente sistema
di trasporto ferroviario. I parametri oggettivi con i quali vengono
misurate le performance previste dalla Carta dei Servizi ed il
riscontro che le stesse hanno sulla percezione della qualità del
servizio da parte dei clienti costituiscono uno stimolo per un
sempre maggiore impegno nel rispondere al mercato ed agli stakeholders,
aumentando il soddisfacimento delle aspettative del sistema di
trasporto ferroviario.
Il ruolo di giudice sulla qualità dei servizi erogati è affidato
non a chi produce il servizio ma a chi lo utilizza: nella presente
edizione della Carta dei Servizi vengono inseriti tra gli indicatori
di qualità le percentuali di clienti soddisfatti ottenute dall’indagine
di “customer satisfaction”
per la rilevazione della qualità percepita.
È una sfida che RFI accetta volentieri perché è consapevole dell’importanza
della valutazione di come la sua azione venga percepita dalla
clientela. La misurazione, attraverso criteri obiettivi e coerenti
nel tempo, consente di valutare le azioni intraprese per migliorare
i precedenti risultati e pone tutta la struttura di RFI, ai vari
livelli, davanti alla verifica dei propri sforzi, con ciò prefigurando
ulteriori traguardi per il cammino della
Società.
Mauro Moretti
Amministratore Delegato di RFI
La missione di RFI è in primo luogo di assolvere il suo
ruolo di Gestore dell'infrastruttura secondo quanto attribuitogli
dall'Atto di Concessione ed in base al Contratto di Programma
che regola i rapporti con lo Stato.
La rete ferroviaria consiste in 16.200 km di linee, due terzi dei
quali elettrificati, 6.300 km a doppio binario per un totale di
22.000 km di sviluppo complessivo; 2.700 stazioni per il servizio
passeggeri e 479 impianti per il servizio merci, oltre a 1.380
km di gallerie, 530 km tra ponti e viadotti, 8.500 km di
elettrodotti, 375 centrali e sottostazioni elettriche,
5 officine nazionali.
RFI riveste il ruolo di Gestore dell'infrastruttura e ne svolge
le funzioni conseguenti in riferimento
alle Direttive europee:
- garantisce il coordinamento
e la sicurezza della circolazione ferroviaria sull'intera rete
- sviluppa la tecnologia
dei sistemi e dei materiali
- assicura la piena utilizzabilità
ed il costante mantenimento in efficienza delle linee e delle
infrastrutture ferroviarie
- destina gli investimenti
al potenziamento, all'ammodernamento tecnologico e allo sviluppo
delle linee e degli impianti ferroviari
- presidia il comparto
navigazione
- provvede alla sorveglianza
sanitaria dei dipendenti, degli ambienti di lavoro, dei servizi
offerti e dei luoghi aperti alla clientela
- coordina le attività
di ricerca dell'Istituto sperimentale sui materiali, sui prodotti
e sull'ambiente
- promuove l'integrazione
dell'infrastruttura ferroviaria e la cooperazione con i diversi
gestori delle infrastrutture ferroviarie, con particolare riguardo
ai Paesi dell'Unione Europea
Le “barriere”
della stazione Ferroviaria di Quarto d’Altino
segue…
dal momento
che le proteste sono sicuramente utili allo “scambio” delle idee
e alla miglior comprensione delle cose, dalle proteste quindi
dovrebbero poi conseguire delle soluzioni….……
allego pertanto una possibile soluzione “veloce ed economica”
per agevolare molti “clienti”
che usano quotidianamente il treno presso la stazione di Quarto
d’Altino.
Ovviamente
la sicurezza deve essere sempre garantita nelle varie possibilità
di attraversamento delle linee ferroviarie, specialmente in
prossimità di una stazione; ma se i programmi futuri di Trenitalia
prevedono la completa automazione della stazione di Quarto, e
cioè la totale assenza di personale, come potrà essere garantito,
per esempio, il funzionamento dei “futuri”
ascensori?
Se
una persona rimanesse bloccata all’interno (cosa molto probabile)
quale procedura si attiverebbe ?
Se poi
dovessero funzionare come la biglietteria automatica?
…potrebbe essere veramente una avventura
giornaliera.
Qualunque
sia la soluzione futura credo che un passaggio a raso, a disposizione
di chi non può usare le scale, opportunamente
“regolato” con il passaggio dei treni, sia indispensabile
e alla fine forse più sicuro di qualsiasi
altra soluzione.
Quarto
d’altino 16 agosto 2004
Gigi Varin
gigi.varin@libero.it