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Il Salice

 

Biblioteche: chi legge?
a cura del mensile di Musestre "Il Salice"

 

 

Biblioteca comunale di Quarto d'Altino.

Gli strumenti ci sono. Mancano spazio, personale e un'utenza attiva.
Con un patrimonio di oltre novemila volumi, tra i quali ampio spazio ha il settore della narrativa, particolarmente aperto alle novità, la biblioteca comunale di Quarto d'Altino in via Fratelli Grigoletto e Pasqualato nr.9 ha utenti la cui zona di provenienza va oltre i confini comunali.
Dei 548 iscritti del 2000, quasi il 3% viene da fuori provincia, senza considerare il 5% rappresentato dai musestrini.
Si tratta di lettori appassionati o di studenti delle superiori che vogliono approfondire argomenti di studio, spesso di pensionati che si fermano a leggere i periodici tre i quotidiani disponibili giornalmente.
Talvolta sono universitari che restano a studiare, sebbene lo spazio fisico a disposizione non sia granché ampio. Di questo e dell'inadeguatezza del personale parla la bibliotecaria Gabriella Gasparinetti, che, oltre al diritto dell'utente di essere professionalmente seguito nelle ricerche, sottolinea l'importanza vitale per una biblioteca di una risposta mai mancata.
"Il nostro problema" dice "è legato all'impiego degli obiettori, anche per un fatto di discontinuità. Il momento in cui si è stabilito un buon rapporto tra l'operatore e la struttura, o tra l'operatore e lo stesso utente, è anche il tempo del cambio, è terminato il periodo del servizio". Potrebbe effettivamente essere legato a questo il rilevante calo di utenza verificatosi negli ultimi cinque anni, perché gli strumenti, invece, ci sono: dal collegamento con la banca dati di tutte le biblioteche della provincia di Venezia fino al prestito interbibliotecario. E non manca neppure l'utente potenziale, colui che conosce la biblioteca e muove passi per iniziare il dialogo: sovente la sceglie come destinataria di richieste d'informazioni, riguardanti soprattutto il territorio. La fascia che risulta sempre meno coinvolta è quella degli alunni elementari e medi. "Anche la scuola ha difficoltà nel portare avanti un discorso di educazione alla lettura..." ritiene Gabriella Gasparinetti, "gli insegnanti sono presi da programmi sempre più intensi, pressanti". "I nostri utenti, comunque, sono generalmente poco partecipi..." afferma ancora, dopo aver definito ideale una biblioteca piena di utenti attivi che, non solo utilizzino struttura e strumenti, anche facciano proposte, dando a loro volta risposta nel caso queste trovino concretezza.
T.P.

 

Sondaggio: Le famiglie e la lettura.


Un sondaggio tra oltre 700 alunni delle scuole roncadesi.
Per i libri non più di 100.000 lire all'anno Nessun libro di lettura nel 20% delle case. Su cento bambini, undici né frequentano una biblioteca né hanno un'enciclopedia unita a qualche libro.
Ma la lettura è sempre un piacere. Lo dicono oltre 700 bambini, rispondendo al questionario che l'assessorato alla cultura ha fatto recapitare a tutte le scuole, al fine di sondare il territorio in merito al rapporto che bambini e famiglie hanno con la lettura, con i libri e le biblioteche.
Tra gli studenti che hanno risposto alla sezione economica dei quesiti, più del 50% afferma che l'uso dei testi bibliotecari da parte dell'intera famiglia genera un risparmio non superiore a 100.000 lire l'anno. Mentre il 38% arriva a mezzo milione, per il 7,2% il risparmio è compreso tra le 500.000 lire e il milione, che viene superato nel 3% dei casi.
Solo una famiglia su cento dichiara, invece, di spendere una tale cifra per l'acquisto dei libri non scolastici e, mentre l'importo annuo medio è di circa 250.000 lire, il 66% dei bilanci familiari non destina ai libri più di 100.000 lire ogni anno.
Le librerie domestiche, comunque, sembrano essere variamente fornite. Dotate per il 29% di cd-rom, affiancati oltre settanta volte su cento dalle enciclopedie tradizionali -presenti nel 56% delle abitazioni-, nel 30% dei casi contengono manuali di hobbistica. Mentre il 68% degli interpellati vi include i testi scolastici, il 20% non ha libri di lettura, i quali figurano in compagnia di enciclopedie, manuali, testi scolastici e cd-rom solo nell'11% delle case.
Del resto, sono in molti a frequentare una biblioteca esterna. Quella della scuola: l'80% degli interpellati, la comunale: il 54% , mentre una piccola percentuale si divide tra qualche comune limitrofo ed il capoluogo. In un mese, il 45% vi si reca più di una volta, il 21% una soltanto. Se il 16% lo fa meno di sei volte in un anno, il 18% non è solito andarci. Il 68%, di quanti quasi mai vanno in biblioteca, non ha una libreria con almeno qualche libro di lettura ed una enciclopedia.
In totale, l'11% degli alunni roncadesi né va in biblioteca né ha, a casa, un minimo di testi. E, tra i non utenti, accanto ad un 21% che legge solo se imposto dai genitori, ce n'è un 46% che ritiene la lettura un piacere. Percentuale che si eleva al 59% se si considera la totalità degli interpellati. In biblioteca, se non da soli (28%) o con gli amici (24%), ci si va con gli insegnanti (47,6%) e/o con qualcuno della famiglia (43%). Lo scopo principale è il prestito di libri da leggere a casa (88%), di rado accostato alla ricerca per interesse personale (15%). L'approfondimento di argomenti trattati a scuola, invece, riguarda il 14% di questi utenti.
Per il 53% dei genitori che frequentano l'istituzione la spinta viene dalle esigenze dei figli, mentre il 23% utilizza i servizi bibliotecari anche -e, qualche volta, soltanto- per motivi personali. Non mettono piede in biblioteca la mamma ed il papà di trentasei bambini su cento. Il primato è della scuola di Musestre: riguarda il 52% dei casi. Seguono media (45%) ed elementare (33%) di Roncade, poi quella di Biancade, con il 30%, e San Cipriano con il 22%.
T.P.