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12-marzo-2004

 

 

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RELAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE

PER L’ESERCIZIO FINANZIARIO 2004

Anche quest’anno giungiamo dopo il 31/12/2003 ( termine previsto dal Testo Unico degli Enti locali ) all’approvazione del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2004 e per il pluriennale 2004/2006.

L’elaborazione della proposta di bilancio è stata ancora una volta condizionata dall’iter parlamentare di approvazione della Legge finanziaria, che anche quest’anno ha comportato conseguenze molto pesanti per le autonomie locali e per i servizi che le stesse devono rendere alla popolazione, essendo le istituzioni più vicine ai cittadini.

L’iter di approvazione della legge finanziaria è stato molto sofferto, ha condotto all’elaborazione finale di tre maxi-emendamenti per riuscire ad arrivare al varo dell’importante strumento finanziario ed ha creato fortissima tensione tra il governo centrale e le autonomie locali.

Si è persino arrivati, e ne condividiamo pienamente le motivazioni, all’autosospensione dell’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, forma di protesta che non aveva precedenti e che ha accomunato i rappresentanti di tutti gli schieramenti politici, segno, se ce ne fosse stato bisogno, di come siano colpite gravemente il ruolo e l’autonomia degli enti locali dai provvedimenti del governo che si stanno susseguendo in questi anni in materia di finanza locale.

Sospensione degli aumenti delle addizionali all’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Si sospende anche per il 2004 l’efficacia delle delibere che stabiliscono aliquote in aumento per l’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche.

In piena violazione del dettato costituzionale che assicura ai Comuni autonomia finanziaria di entrata e di spesa, questa resta ancora bloccata, rimandando alla ormai fantomatica Alta Commissione di studio la definizione dei nodi relativi al federalismo fiscale di cui si riempie tanto la bocca questo governo, salvo poi smentirsi puntualmente nei fatti e nei provvedimenti adottati.

Patto di stabilità interno per gli Enti territoriali.

Nonostante le difficoltà incontrate, siamo riusciti a rispettare anche per l’anno 2003 i vincoli relativi al patto di stabilità sanciti dall’art.29 della L.289/2002: tutto ciò con un costante lavoro di monitoraggio dell’andamento sia delle voci di entrata che di spesa, al fine del raggiungimento dell’obiettivo.

Siamo riusciti, quindi, ad evitare, e non era del tutto scontato, le pesantissime sanzioni, nel caso di mancato rispetto delle norme del patto di stabilità, che potevano portare alla completa paralisi dell’attività del Comune, con le conseguenze che tutti ben possiamo immaginare.

Esse consistevano nel:

- blocco totale delle assunzioni di personale a qualsiasi titolo e divieto di utilizzo di eventuali deroghe,

- divieto di ricorrere all’indebitamento per mutui,

- riduzione del 10% delle spese per acquisto di beni e servizi.

Queste sanzioni vengono riproposte anche per l’anno 2004 e, pertanto, anche per quest’ anno ricomincia quello che è ormai diventato un incubo senza fine: costante controllo del bilancio e blocco della spesa per non sforare i limiti imposti.

Le regole del patto di stabilità prevedono che per il 2004 sia raggiunto sia in termini di competenza che di cassa un risultato utile in tema di disavanzo finanziario complessivo pari al saldo programmatico 2003 incrementato dell’1,7%

Tagli ai trasferimenti erariali.

Si nega anche per quest’anno la dinamicizzazione delle aliquote di compartecipazione dell’Irpef, fortemente rivendicata dai governi locali e negata dal governo centrale.

Sono stati molto pesanti poi, soprattutto e purtroppo per il nostro Comune, i tagli ai trasferimenti erariali.

- I tagli sono stati pari al 3% rispetto al 2001, con l’aggiunta dei tagli ad ulteriori fondi, come ad esempio i trasferimenti agli enti sottodotati e il riassorbimento nel bilancio dello Stato delle economie verificatesi nel fondo sviluppo investimenti per i mutui contratti dagli Enti Locali.

Per la nostra realtà tutto ciò equivale a circa, e l’arrotondamento è solo per difetto, 100.000,00 euro in meno ( duecento milioni delle vecchie lire ) rispetto all’anno 2003.

Il fondo nazionale per le politiche sociali è stato ridotto di 26 milioni di euro ( 1.716.555.931 nel 2003, 1.690.333.000 nel 2004 ) e sono stati ridotti anche gli stanziamenti che di norma le regioni giravano ai comuni per combattere l’emarginazione, la povertà e il disagio dei più deboli. Ma si deve considerare anche gli effetti dell’inflazione.

Vengono sicuramente diminuite le risorse a disposizione delle comunità locali e con questo si corre il serio rischio di arrivare alla diminuzione o addirittura al blocco dei servizi da rendere alla popolazione.

Rinnovi contrattuali.

L’onere per la corresponsione dei miglioramenti economici al personale degli Enti Locali, in seguito alla stipula definitiva del contratto collettivo nazionale di lavoro, è previsto a completo carico delle Amministrazioni di competenza nell’ambito delle disponibilità dei rispettivi bilanci.

L’unica graziosa concessione è l’esclusione di tali maggiori oneri dal meccanismo di calcolo ai fini del rispetto del patto di stabilità.

Verrebbe da dire che, oltre al danno, si voleva aggiungere anche la beffa.

Assunzioni di personale.

Viene confermata anche quest’anno un’altra clamorosa invasione di campo: quella relativa al blocco delle assunzioni.

A fronte dei sempre maggiori compiti attribuiti ai Comuni, si è costretti ad assistere ancora a scelte sbagliate e del tutto penalizzanti per le realtà locali.

Per gli enti che hanno rispettato il patto di stabilità, per 6 mesi, viene applicato il blocco generalizzato delle assunzioni, ad esclusione delle mobilità, della copertura dei posti non fungibili di organico nonché delle quote riservate alle categorie di cui alla L.68/99 ( quote invalidi ). Decorso questo periodo, si potrà procedere ad assunzioni nei limiti del 50% delle cessazioni dal servizio verificatesi nell’anno 2003.

Gli enti, invece, che non hanno rispettato il patto di stabilità, non potranno procedere ad alcun tipo di assunzione.

Per meglio far comprendere quali e quanto gravi siano le conseguenze derivanti dalle disposizioni contenute nelle recenti finanziarie per le autonomie locali, è giusto segnalare alcuni significativi dati sull’andamento delle entrate e delle spese degli enti locali rilevabili dalla stima del fabbisogno di cassa al 30 settembre del 2003 presentato al parlamento dal ministero dell’economia.

I flussi di cassa dei comuni e province evidenziano:

· una riduzione dei trasferimenti del settore statale,

· un modesto incremento del gettito delle imposte locali e

· un contenimento dei pagamenti correnti per beni e servizi.

Risultati che dimostrano l’estrema rigidità al limite dell’ingovernabilità in cui si trova la finanza locale.

Proviamo a calare quanto appena detto nella nostra realtà.

Il grado di rigidità strutturale del nostro bilancio di previsione 2004 è pari al 49.73% :

à 1.379.105,00 euro per spese di personale,

à 480.000,00 euro per spese di ammortamento mutui,

a fronte di 3.753.699,00 di entrate correnti.

Conoscere il grado di rigidità del bilancio permette di individuare quale sia il margine di operatività a disposizione per assumere nuove scelte di gestione o intraprendere ulteriori iniziative economico-finanziarie. Ora con una percentuale al limite come quella appena dichiarata, vuol dire che metà delle risorse del bilancio sono destinate al pagamento delle spese del personale nonché al pagamento delle rate di ammortamento dei mutui contratti fino ad oggi. Con l’altra metà che rimane disponibile, si deve provvedere alle manutenzioni degli immobili, del verde pubblico, al sostenimento delle spese socio-assistenziali, alle spese per l’istruzione e cultura, alle spese per manifestazioni, alle spese per assicurazioni , insomma a tutto ciò che connota l’attività amministrativa di un Ente locale erogatore di servizi.

Come vedete il margine di manovra non è assolutamente ampio e diverrà più stretto man mano che si procederà all’assunzione di ulteriori mutui, quali quello per il magazzino comunale e l’ampliamento della scuola materna che sono finalmente in dirittura d’arrivo.

Risulta, perciò, necessario trovare altre forme di indebitamento al fine di non gravare ulteriormente sul bilancio corrente.

Veniamo, ora, all’esame della proposta di bilancio per l’anno 2004.

Il bilancio è, per sua natura, un documento ( e di conseguenza descrive numericamente una serie di attività ) che scaturisce anche dalla capacità di organizzazione e di gestione dei vari assessorati e dei servizi di riferimento.

In questo senso, crediamo di aver fatto uno sforzo notevole e di aver elaborato una proposta che consente il mantenimento dei servizi resi all’utenza, con anche dei miglioramenti e delle implementazioni degli stessi.

Sul versante delle entrate, non abbiamo attivato alcuna nuova leva tributaria e tariffaria: abbiamo proceduto ad una attenta verifica dei vari stanziamenti e del loro trend storico, consapevoli che era l’unica strada da intraprendere al fine di non pesare ulteriormente sui bilanci già impoveriti dall’inflazione e dalla politica economica di questi ultimi anni..

Abbiamo anche, purtroppo, preso atto della netta riduzione dei trasferimenti erariali.

E’ stato previsto il trasferimento comunitario per il progetto approvato dalla Regione Veneto sulla Via Annia.

E’ stato anche previsto il canone per la concessione del servizio di illuminazione votiva, pari a circa 4.000,00 euro, novità assoluta in considerazione del fatto che la concessione in essere fino all’anno scorso è stata rinnovata per anni senza oneri a carico del concessionario.

L’importo delle entrate per alienazioni è abbastanza elevato e le voci che lo vanno a costituire sono principalmente le seguenti: trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà nelle zone PIP e PEEP, cessione di parte degli alloggi comunali trasferiti dallo Stato; cessione del terreno industriale acquisito al patrimonio comunale a seguito dell’applicazione della L.R.61/85 in materia di abusi; cessione d n.1 lotto edificabile in attuazione del programma di riqualificazione degli alloggi in viale Toscanini.

Sul versante della spesa, è stato effettuato un lavoro specifico, posto in essere dai Responsabili di Servizio e dai loro collaboratori, teso alla programmazione ed alla razionalizzazione delle spese, che vengono tenute continuamente sotto controllo.

Sono state previste implementazioni al sistema informatico comunale, attraverso la creazione di un sito web dinamico che, con gli opportuni aggiustamenti, dia la possibilità ai cittadini di dialogare on-line con la Pubblica Amministrazione, ottenendo ad esempio anche delle autocertificazioni tratte direttamente dalle banche dati comunali nonché il calcolo dell’ICI.

Abbiamo confermato gli interventi in materia socio-assistenziali, a favore delle fasce deboli della popolazione, per l’istruzione pubblica, per varie manifestazioni culturali, per il tempo libero e a favore di associazioni e gruppi che operano sia nel campo culturale che sociale.

Sono previste le manifestazioni che ormai annualmente caratterizzano l’attività in questo campo, confermando anche alcune iniziative tra cui la Biblioteca in piazza, che sta raccogliendo sempre più consensi.

Per quanto riguarda il personale, ci limitiamo a procedere alle sostituzioni del personale che a vario titolo è cessato: per l’urbanista, trattandosi di posto unico in organico, saranno a breve avviate le procedure concorsuali; per il messo comunale è stato attivato l’istituto della mobilità intercompartimentale.

Circa le assunzioni a tempo determinato, resta ferma la previsione dell’unità per la polizia municipale, grazie anche al fatto che siamo riusciti ad ottenere ancora una volta il finanziamento regionale per il servizio associato di polizia municipale, servizio che prosegue con ottimi risultati e con soddisfazione quindi di tutti.

Ricordo che è stato finalmente stipulato, in via definitiva, il contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti degli enti locali e quindi si aprirà a breve una nuova stagione di contrattazione a livello decentrato: sarà un’occasione per riorganizzare le risorse umane, motivandole opportunamente, al fine di aumentare la produttività dei dipendenti. Assolutamente prioritario, e molto è già stato fatto in questo senso, è improntare una seria attività di valutazione, che preveda una gestione per obiettivi, con programmazione del lavoro e conseguente verifica a consuntivo dei risultati.

Al fine di meglio supportare la struttura amministrativa, si sta ricorrendo molto, ultimamente, anche alle liste di mobilità del Centro per l’impiego per l’utilizzo di lavoratori presenti nelle liste di mobilità in lavori socialmente utili, anche a costo zero per il Comune, in quanto abbiamo richiesto delle prestazioni lavorative a 20 ore settimanali. Per la Biblioteca abbiamo previsto la proroga dell’utilizzo del lavoratore socialmente utile con orario pieno e quindi con integrazione da parte del Comune, in quanto vogliamo mantenere e per quanto possibile migliorare i servizi resi all’utenza.

Ma diamo qualche illustrazione numerica ( vedi allegati grafici ).

Per il resto diranno molto più esaurientemente i miei colleghi di giunta.

Concludendo, mi sembra di poter affermare che è stato fatto il possibile per continuare a garantire servizi ai cittadini, con le risorse a disposizione che non sono tante, puntando comunque sempre e di più al miglioramento ed all’estensione degli stessi per garantire una migliore qualità della vita.

Vorrei, infine, sottolineare come credo sia veramente giunto il momento di porre la parola fine a delle scelte legislative che non fanno altro che mortificare il ruolo e la funzione dei comuni italiani, limitandone fortemente l’autonomia.

A questo proposito, come Amministrazione, abbiamo mandato anche una lettera al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia, a diversi parlamentari per protestare vivamente per i vincoli dettati dal patto di stabilità.

A questa lettera non abbiamo ricevuto alcuna risposta da parte dei suoi eccellenti destinatari.

Tuttavia, ribadiamo come sia fortemente necessaria una inversione di tendenza, che, nell’attuale quadro di congiuntura economica certo non favorevole, veda tutte le Istituzioni, sia a livello nazionale che locale, ugualmente impegnate, nel rispetto dei propri ruoli e delle proprie competenze, al raggiungimento di un obiettivo comune che è quello del miglioramento dei servizi e della qualità della vita dei cittadini e della tutela delle fasce più deboli, quali ad esempio gli anziani .

Questo non si ottiene però imponendo le scelte dall’alto, forti solo dei propri numeri e del potere che ne deriva ma sedendosi tutti insieme ad un tavolo, attraverso lo strumento del confronto e non dello scontro, attraverso la condivisione delle scelte, degli obiettivi e degli strumenti per raggiungerli.


Assessore al Bilancio Franca Canonaco

 
     
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