Cari
Genitori di Quarto d’Altino
Cari
Genitori di Quarto d’Altino,
Vi
rubo solo qualche minuto perché ritengo importante metterVi
al corrente di un Qualcosa successo recentemente nell’ambito
dell’ Istituto Comprensivo “A.Roncalli” (che ‘comprende’ appunto
tutti i gradi di scuola presenti sul territorio del nostro
comune= gran parte dell’iter scolastico obbligatorio dei Vostri
pargoli…):
non Vi preoccupate, niente
di grave, in fondo.
Comincerei
col presentarVi un breve ragionamento introduttivo (assolutamente
corretto da un punto di vista logico-formale, mi dicono):
Tutti i rappresentanti
sono delegati ad esprimere la volontà di chi li ha eletti;
Pinco e Pallo
sono dei rappresentanti;
Pinco e Pallo
sono delegati ad esprimere la volontà di chi li ha eletti.
Apparentemente
non fa una piega, non Vi sembra?
Il
principio espresso dal primo enunciato costituisce uno dei principi base di un qualsiasi ‘sistema’ democratico che pretenda di considerarsi tale: implica il diritto-dovere
di votare i propri rappresentanti (che è una gran cosa, per
quanto spesso noi la si dia per scontata), cosìccome implica
il dovere, da parte di questi ultimi, di assumersi delle responsabilità per conto
di coloro che li
hanno eletti .
L’istituto
della rappresentanza ci permette di governare, secondo le
scelte espresse da una maggioranza, intere nazioni; non potremmo
mai farlo “tutti insieme appassionatamente” : a
prescindere da quanto possiamo arrivare a dissentire con le
scelte operate dai rappresentanti eletti, in realtà non ci
aspettiamo che richiedano la conferma di un Referendum Popolare
prima di prendere qualsiasi tipo di decisone.
Non
funziona così.
Non
secondo le leggi vigenti.
I
Decreti Delegati sono un insieme di norme legislative, emanate
durante gli anni Settanta, che – tra le altre cose – hanno
introdotto nella Scuola di ogni ordine e grado i cosiddetti
Organi Collegiali, con il fine primario di permettere a tutti attori componenti la realtà
educativo-formativa della scuola (studenti, docenti,genitori
e personale ausiliario) di partecipare alla ‘gestione’ della
scuola (siappure in termini molto diversi) contribuendo anche
a promuoverne il miglioramento e l’innovazione.
A questo punto, mi chiedo: se un certo numero di rappresentanti dei
genitori del plesso
“Vespucci” richiedono al Dirigente Scolastico un incontro
informativo relativamente ai cambiamenti
che l’incombente Riforma Moratti potrebbe introdurre
nella Scuola (vedi ‘tempo pieno’) – e durante un Consiglio
di Istituto anche i genitori rappresentanti di altri plessi
e altri gradi di scuola si dichiarano interessati alla ‘questione’
Riforma in generale – PERCHE’ chiedere UNA RACCOLTA
FIRME relativamente
all’opportunità di tale incontro?
Possibili risposte?
Si
vuole una certa sicurezza rispetto ad un’affluenza massiccia
in termini meramente numerici = non si considera che la sola
presenza dei rappresentanti dei genitori sarebbe assolutamente
sufficiente – e, quindi, non si riconosce ai rappresentanti
alcuna effettiva funzione
rappresentativa.
Si
ha paura delle possibili ‘implicazioni politiche’ = non si
è in grado di fornire un’informazione ragionevolmente oggettiva
– e si vuole evitare qualsiasi tipo di conflitto in termini
di confronto costruttivo di opinioni diverse.
Non
mi dilungo oltre.
‘Fate
Voi’.
Millini Daniela
(mamma
di R. e G. , 2^ media e 4^ elementare ; ex-rappresentante interclasse di
entrambi i figli dagli albori fino allo scorso anno, rappresentante
in Consiglio di Circolo e poi in Consiglio di Istituto.
Tanto
per cercare di spiegare perché questa cosa mi sembra abbastanza
‘oscena’.)
NB. Vorrei solo precisare-
a scanso di spiacevoli equivoci - che quanto espresso è frutto
di ‘considerazioni’ assolutamente personali della Sottoscritta e che la Stessa se ne assume piena responsabilità.
Ed è ben contenta di farlo.
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