Caro Gianni...
Caro Gianni,
la necessaria premessa
a questa mia risposta al tuo intervento sull’area Zanchettin continua
ad essere contenuta all’interno di questo sito, nel pezzo PAESE VIVIBILE , e soprattutto nei file PDF allegati in cui
si esprimeva il Bianchinipensiero prima del 2001.
Entrando nel merito
della questione, la prima cosa che noto è che il tuo intervento
sembra una risposta ad un mio attacco personale verso di te ;
se è vero che come Assessore ai Lavori Pubblici sei uno fra i
principali interessati, è anche vero che la mia critica andava
verso tutti coloro che hanno votato in modo scellerato a favore
del P.I.R.U., che è e rimane UNA PRECISA SCELTA POLITICA di questa
amministrazione . Non trovo quindi che Donadelli,Vidotto,Mazzon
o meglio ancora il Sindaco siano meno responsabili di te su questa
questione e ci tengo a ribadirlo !!!
La seconda cosa (triste!)
è che nuovamente, con desolante piglio mazzoniano, la premessa
da cui parti è che i tuoi interlocutori ignorino “il corretto
svolgimento dei fatti”, che lo facciano “più o meno volutamente”
da veri malfidenti e che siano addirittura stupidi visto che pensi
sia “ardua impresa” convincermi che sto sbagliando. Ti assicuro
che non è così; né per me, né per i cittadini di Quarto d’Altino
che invece hanno capito benissimo come ha operato questa giunta
e chi ha favorito con le sue scelte. Non sono io che mi considero
“massacrato” ; è questo paese ad esserlo effettivamente, e per
giungere a questa conclusione basta fare una passeggiata in centro
alla sei di pomeriggio o andare in biblioteca, o tentare di raggiungere
a piedi la stazione dei treni (in questo caso il massacro potrebbe
diventare anche fisico!). Le giunte dal 1993 in poi avevano portato
a compimento il processo di desertificazione sociale, e solo cominciato
con la devastazione del territorio; voi siete stati i realizzatori
di questa seconda fase (peraltro con la stessa regia!!!).
Terza
cosa: sulla “veneta imprenditorialità” mi sembra addirittura divertente
vedere la differenza fra cosa ho scritto e cosa tu mi accusi di
aver scritto:
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IL
“PASSAGGIO INIZIALE” INCRIMINATO
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LA
TRADUZIONE DI BIANCHINI
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(Nell’area) “…sono attive due piccole attività produttive. Le due ditte
citate , di proprietà rispettivamente di Ruger Ruggero e
di Guarato Marina, operanti nel settore dell’abbigliamento
e sopravvissute alla crisi che ha investito il settore grazie
alla creatività, agli investimenti destinati all’adeguamento
strutturale delle aziende e alla qualità dei loro prodotti
semisartoriali, occupano attualmente circa una trentina
di dipendenti…”
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“…Mi riferisco
al passaggio
iniziale in cui si beatifica l’operato degli imprenditori Rugger e
Guarato, fulgido esempio di veneta imprenditorialità, distintisi
particolarmente per le condizioni di lavoro esistenti all’interno
delle loro aziende. Che sia merito della svolta filogovernativa
di Rifondazione ? ”
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Lascio
a chi legge il giudizio sulla corrispondenza fra il concetto da
me espresso e il “riassunto” di Bianchini. Sulla svolta di Rifondazione
possiamo discutere in altra sede Gianni, ma qui mi sembra proprio
non c’entri per nulla.
Ma veniamo al cuore
del problema: le vicende legate all’area Zanchettin.
1) E’
vero che nel 1990, con la giunta Borga, venne cambiata la destinazione d’uso all’area trasformandola
in D.1.1. , con le caratteristiche che tu hai illustrato (piano
terra con artigianato di servizi, piano prima attività commerciali,
direzionali e residenza, al piano secondo esclusivamente residenza).
La proprietà affitta a Rugger e Guarato non precedentemente al
1990 ma nel 1992, già con la nuova destinazione d’uso D.1.1.,
con un contratto di locazione valido (cosa che dovrebbe dissolvere
il tuo dubbio sull’ARTIGIANATO DI SERVIZI , NON PRODUTTIVO; l’attività
svolta infatti è di TRASFORMAZIONE e quindi perfettamente compatibile).
Per inciso la ditta Rugger e Guarato mette lo stabile a norma
a sue spese rifacendo l’impianto elettrico, il riscaldamento,
gli spogliatoi e la mensa.
2)
Nel 1997 la proprietà per suoi problemi
costituisce una nuova società, e viene stipulato un nuovo
contratto di locazione con la formula 6+6 anni. La ditta Rugger
e Guarato affronta altre spese per ammodernare gli impianti in
vrtù della promessa di restare in affitto per altri 12 anni.
3)
Nel 2002 la proprietà manda una disdetta affinché si interrompa
il contratto alla fine del 2003,al fine di
ristrutturare il capannone. MA SE LA DESTINAZIONE D’USO
RIMANESSE LA D1.1. DEL 1990, IL PROPRIETARIO SAREBBE OBBLIGATO
A MANTENERE L’ARTIGIANATO DI SERVIZI A PIANO TERRA, E DI FATTO
A MANTENERE LE ATTIVITA’ CHE GIA’ OPERAVANO.
4)
Nel 2003 la proprietà propone all’amministrazione comunale
di attuare il famigerato P.I.R.U. (Piano di riqualificazione urbanistica).
E qui entra in gioco la scellerata scelta politica che da più
parti è stata contestata. Sembra che ,ogni volta che a Quarto
d’Altino il “potente” di turno chiede, l’Amministrazione sia obbligata
a concedere, e debba arrendersi alla distruzione del territorio in cambio di una elemosina
che non basterà a pagare i danni futuri. NON E’ COSI’; ALLA BASE
C’E’ UNA PRECISA SCELTA POLITICA, nell’ambito della quale DOVREBBE
ESSERE EVIDENTE L’INTERESSE PUBBLICO che bilancia l’ingente interesse
del privato ad edificare condomini. In questo caso l’amministrazione
comunale ha , in quattro e quattr’otto trasformato l’area da D.1.1.
in B4.12, COMPLETAMENTE RESIDENZIALE, senza nessun tipo di riguardo
per l’interesse pubblico , che consisterebbe nella ragguardevole
cifra di 168.000 €, (circa la metà di 300.000 €, il costo del
SOLO progetto preliminare per la sistemazione dei marciapiedi
della nuova scuola elementare e della Piazza Donatori, tanto per
farsi un idea!!!) , e lavandosi completamente e colpevolmente
le mani delle 35 persone che le due attività occupavano nell’area.
E dico
colpevolmente, perché il consigliere Antonio Bozzetti, che fa
parte di quella che tu chiami “la minoranza senza scrupoli”, aveva
richiesto che il P.I.R.U. venisse concesso solo DOPO la completa
dismissione di qualsiasi attività lavorativa cercando quantomeno
di tutelare le lavoratrici e i lavoratori, di cui tu affermi di
tutelare gli interessi. La tanto semplice, quanto sensata richiesta
di Antonio Bozzetti appare sia sul verbale della riunione della
Commissione competente
sia sul verbale della
seduta del Consiglio Comunale del 6/2/2004 (vedi
stralcio). Tu che ti ergi a paladino degli sfruttati non
te ne sei accorto? Si, certo. Ma secondo te “…con
le norme attuali i condomini possono sorgere già domani mattina…”.
Vero. Peccato che poi ,nelle premesse del verbale
di deliberazione del Consiglio Comunale, si scopra che “…Nelle
intenzioni della ditta proprietaria vi è invece la volontà di
promuovere il recupero dell’area secondo criteri che, parallelamente
alla riqualificazione urbanistica ed edilizia, ne garantiscano
anche una valorizzazione economica certa e di immediata concretizzazione…”. E quali sarebbero questi criteri? Presto detto (sempre dalle premesse del verbale di deliberazione del Consiglio Comunale):
“…Tali
criteri si basano sostanzialmente sulla possibilità di realizzare
un insediamento esclusivamente
residenziale , più indicato per la zona di intervento e più appetibile
per il mercato locale, ELIMINANDO QUINDI L’OBBLIGO DI REALIZZAZIONE
DELLE SUPERFICI COMMERCIALI E DIREZIONALI PREVISTE DAL VIGENTE
P.R.G. (N.d.r.:obbligo dovuto alla destinazione D.1.1.
stabilita nel 1990) CHE , PER L’ANDAMENTO
GENERALE DEL MERCATO LOCALE MA SOPRATTUTTO PER L’UBICAZIONE PARTICOLARMENTE
SFAVOREVOLE, PRESENTANO POSSIBILITA’ DI COMMERCIALIZZAZIONE PRESSOCHE’
NULLE”. Ferma restando la liceità della richiesta del privato,
ancora una volta, è la motivazione che sta alla base della scelta
politica effettuata ad essere totalmente priva di fondamento .
Infatti giustificare la concessione del P.I.R.U. con la motivazione che il costruttore può costruire
anche “domani mattina” come hai affermato tu, equivale a dire
una cosa astrattamente vera, ma impraticabile nella realtà perché non conveniente dal punto di vista economico
PER AMMISSIONE DELLA STESSA DITTA PROPRIETARIA DEL TERRENO.
Equivale
anche a credere, da parte tua, che i cittadini di Quarto d’Altino
possano bersi questa storia dell’orso. Spiacente, non è così.
5)
E’ vero che la decisione sul P.I.R.U. ha avuto il parere
favorevole della conferenza dei servizi. E’ anche vero che IN
NESSUNA PARTE DEL VERBALE DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI C’E’ TRACCIA
DELLA PRESENZA DELLE ATTIVITA’ LAVORATIVE NELL’AREA IN QUESTIONE.
Anzi, si definisce l’area come AREA EX MAGLIFICIO ZANCHETTIN,
quasi ad avvalorare l’idea di un area dimessa priva di “vita”,
guardandosi bene dal nominare le ditte Ruger e Guarato. Un capolavoro
di stile.
6) La
decisione del T.A.R. è una questione tecnica, ed è completamente
ininfluente rispetto al fatto centrale, che è l’assoluta mancanza
di riguardo per l’interesse di tutti i cittadini nelle scelte
politiche compiute dalla maggioranza che governa Quarto dal 2001.
Riguardo la tua insinuazione
sulla “rosea situazione” dovresti essere più preciso; evidentemente
sai cose che io non so. Io ho parlato con alcune lavoratrici;
nessuna di loro mi ha riferito di diritti violati. In loro ho
trovato la ferma volontà di difendere il proprio posto di lavoro,
oltre all’orgoglio per la capacità con cui partecipano alla realizzazione
del prodotto finale (lo hanno detto anche in Consiglio “Siamo
brave!!!”).
D’altronde a volerla
dire proprio tutta se fosse per i “rifondaroli” ,come tu ami chiamarci
con una puntina di disprezzo, l’articolo 18 sarebbe allargato
a tutti i lavoratori, e potrebbe esserci un livello di sindacalizzazione
un po’ più alto, così non dovresti scomodarti tu a proteggere
gli sfruttati.
Ti ringrazio per la
lezioncina di democrazia sullo svolgimento del consiglio comunale.
SONO CERTO che questa amministrazione COSÌ SENSIBILE si sarebbe
fatta carico dei problemi dei lavoratori ANCHE SENZA IL LORO INTERVENTO
CON I CARTELLI IN CONSIGLIO COMUNALE, senza l’impegno delle minoranze,
senza il coinvolgimento della cittadinanza.
D’altronde mi ricordo
di un volantino del 1/10/1993, firmato da te e dall’attuale sindaco
in cui parlavate di “SETTEMBRE
NERO PER LA DEMOCRAZIA”, per una serie di motivi; il 1°
motivo era: “La maggioranza non ha voluto dare la parola ai lavoratori
dell’ICM perché illustrassero le ragioni della loro lotta in difesa
del posto di lavoro”.
Eh si !! E’ proprio
vero: è fin troppo facile fare demagogia su queste cose. E non
parliamo poi su chi “…retribuito
con paghe da fame permette a qualcun altro di girare in Mercedes
e di fare la bella vita..”.. Pensa che io guadagno 900
euro al mese e vedo i consiglieri comunali e gli assessori girare
a bordo di fiammanti fuoristrada!!!
Marco
Simionato
jsimiona@tin.it