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12- aprile -2005

 

 

 

 

 

Caro Gianni...

Caro Gianni,

la necessaria premessa a questa mia risposta al tuo intervento sull’area Zanchettin continua ad essere contenuta all’interno di questo sito, nel pezzo PAESE VIVIBILE  , e soprattutto nei file PDF allegati in cui si esprimeva il Bianchinipensiero prima del 2001.

Entrando nel merito della questione, la prima cosa che noto è che il tuo intervento sembra una risposta ad un mio attacco personale verso di te ; se è vero che come Assessore ai Lavori Pubblici sei uno fra i principali interessati, è anche vero che la mia critica andava verso tutti coloro che hanno votato in modo scellerato a favore del P.I.R.U., che è e rimane UNA PRECISA SCELTA POLITICA di questa amministrazione . Non trovo quindi che Donadelli,Vidotto,Mazzon o meglio ancora il Sindaco siano meno responsabili di te su questa questione e ci tengo a ribadirlo !!!

La seconda cosa (triste!) è che nuovamente, con desolante piglio mazzoniano, la premessa da cui parti è che i tuoi interlocutori ignorino “il corretto svolgimento dei fatti”, che lo facciano “più o meno volutamente” da veri malfidenti e che siano addirittura stupidi visto che pensi sia “ardua impresa” convincermi che sto sbagliando. Ti assicuro che non è così; né per me, né per i cittadini di Quarto d’Altino che invece hanno capito benissimo come ha operato questa giunta e chi ha favorito con le sue scelte. Non sono io che mi considero “massacrato” ; è questo paese ad esserlo effettivamente, e per giungere a questa conclusione basta fare una passeggiata in centro alla sei di pomeriggio o andare in biblioteca, o tentare di raggiungere a piedi la stazione dei treni (in questo caso il massacro potrebbe diventare anche fisico!). Le giunte dal 1993 in poi avevano portato a compimento il processo di desertificazione sociale, e solo cominciato con la devastazione del territorio; voi siete stati i realizzatori di questa seconda fase (peraltro con la stessa regia!!!).

Terza cosa: sulla “veneta imprenditorialità” mi sembra addirittura divertente vedere la differenza fra cosa ho scritto e cosa tu mi accusi di aver scritto:

IL “PASSAGGIO INIZIALE” INCRIMINATO

LA TRADUZIONE DI BIANCHINI

(Nell’area) “…sono attive due piccole attività produttive. Le due ditte citate , di proprietà rispettivamente di Ruger Ruggero e di Guarato Marina, operanti nel settore dell’abbigliamento e sopravvissute alla crisi che ha investito il settore grazie alla creatività, agli investimenti destinati all’adeguamento strutturale delle aziende e alla qualità dei loro prodotti semisartoriali, occupano attualmente circa una trentina di dipendenti…”

“…Mi riferisco al passaggio iniziale in cui si beatifica l’operato degli imprenditori Rugger e Guarato, fulgido esempio di veneta imprenditorialità, distintisi particolarmente per le condizioni di lavoro esistenti all’interno delle loro aziende. Che sia merito della svolta filogovernativa di Rifondazione ? ”

Lascio a chi legge il giudizio sulla corrispondenza fra il concetto da me espresso e il “riassunto” di Bianchini. Sulla svolta di Rifondazione possiamo discutere in altra sede Gianni, ma qui mi sembra proprio non c’entri per nulla.

Ma veniamo al cuore del problema: le vicende legate all’area Zanchettin.

1)     E’ vero che nel 1990, con la giunta Borga, venne cambiata  la destinazione d’uso all’area trasformandola in D.1.1. , con le caratteristiche che tu hai illustrato (piano terra con artigianato di servizi, piano prima attività commerciali, direzionali e residenza, al piano secondo esclusivamente residenza). La proprietà affitta a Rugger e Guarato non precedentemente al 1990 ma nel 1992, già con la nuova destinazione d’uso D.1.1., con un contratto di locazione valido (cosa che dovrebbe dissolvere il tuo dubbio sull’ARTIGIANATO DI SERVIZI , NON PRODUTTIVO; l’attività svolta infatti è di TRASFORMAZIONE e quindi perfettamente compatibile). Per inciso la ditta Rugger e Guarato mette lo stabile a norma a sue spese rifacendo l’impianto elettrico, il riscaldamento, gli spogliatoi e la mensa.

2)      Nel 1997 la proprietà per suoi problemi costituisce una nuova società, e viene stipulato un nuovo contratto di locazione con la formula 6+6 anni. La ditta Rugger e Guarato affronta altre spese per ammodernare gli impianti in vrtù della promessa di  restare in affitto per altri 12 anni.

3)      Nel 2002 la proprietà manda una disdetta affinché si interrompa il contratto alla fine del 2003,al fine di  ristrutturare il capannone. MA SE LA DESTINAZIONE D’USO RIMANESSE LA D1.1. DEL 1990, IL PROPRIETARIO SAREBBE OBBLIGATO A MANTENERE L’ARTIGIANATO DI SERVIZI A PIANO TERRA, E DI FATTO A MANTENERE LE ATTIVITA’ CHE GIA’ OPERAVANO.

4)      Nel 2003 la proprietà propone all’amministrazione comunale di attuare il famigerato P.I.R.U. (Piano di riqualificazione urbanistica). E qui entra in gioco la scellerata scelta politica che da più parti è stata contestata. Sembra che ,ogni volta che a Quarto d’Altino il “potente” di turno chiede, l’Amministrazione sia obbligata a concedere, e debba  arrendersi alla distruzione del territorio in cambio di una elemosina che non basterà a pagare i danni futuri. NON E’ COSI’; ALLA BASE C’E’ UNA PRECISA SCELTA POLITICA, nell’ambito della quale DOVREBBE ESSERE EVIDENTE L’INTERESSE PUBBLICO che bilancia l’ingente interesse del privato ad edificare condomini. In questo caso l’amministrazione comunale ha , in quattro e quattr’otto trasformato l’area da D.1.1. in B4.12, COMPLETAMENTE RESIDENZIALE, senza nessun tipo di riguardo per l’interesse pubblico , che consisterebbe nella ragguardevole cifra di 168.000 €, (circa la metà di 300.000 €, il costo del SOLO progetto preliminare per la sistemazione dei marciapiedi della nuova scuola elementare e della Piazza Donatori, tanto per farsi un idea!!!) , e lavandosi completamente e colpevolmente le mani delle 35 persone che le due attività occupavano nell’area.

      E dico colpevolmente, perché il consigliere Antonio Bozzetti, che fa parte di quella che tu chiami “la minoranza senza scrupoli”, aveva richiesto che il P.I.R.U. venisse concesso solo DOPO la completa dismissione di qualsiasi attività lavorativa cercando quantomeno di tutelare le lavoratrici e i lavoratori, di cui tu affermi di tutelare gli interessi. La tanto semplice, quanto sensata richiesta di Antonio Bozzetti appare sia sul verbale della riunione della Commissione competente sia sul verbale della seduta del Consiglio Comunale del 6/2/2004 ( vedi stralcio). Tu che ti ergi a paladino degli sfruttati non te ne sei accorto? Si, certo. Ma secondo te “…con le norme attuali i condomini possono sorgere già domani mattina…”. Vero. Peccato che poi ,nelle premesse del verbale di deliberazione del Consiglio Comunale, si scopra che “…Nelle intenzioni della ditta proprietaria vi è invece la volontà di promuovere il recupero dell’area secondo criteri che, parallelamente alla riqualificazione urbanistica ed edilizia, ne garantiscano anche una valorizzazione economica certa e di immediata concretizzazione…”.  E quali sarebbero questi criteri? Presto detto (sempre dalle premesse del verbale di deliberazione del Consiglio Comunale): “…Tali criteri si basano sostanzialmente sulla possibilità di realizzare un insediamento esclusivamente residenziale , più indicato per la zona di intervento e più appetibile per il mercato locale, ELIMINANDO QUINDI L’OBBLIGO DI REALIZZAZIONE DELLE SUPERFICI COMMERCIALI E DIREZIONALI PREVISTE DAL VIGENTE P.R.G. (N.d.r.:obbligo dovuto alla destinazione D.1.1. stabilita nel 1990) CHE , PER L’ANDAMENTO GENERALE DEL MERCATO LOCALE MA SOPRATTUTTO PER L’UBICAZIONE PARTICOLARMENTE SFAVOREVOLE, PRESENTANO POSSIBILITA’ DI COMMERCIALIZZAZIONE PRESSOCHE’ NULLE. Ferma restando la liceità della richiesta del privato, ancora una volta, è la motivazione che sta alla base della scelta politica effettuata ad essere totalmente priva di fondamento . Infatti giustificare la concessione del P.I.R.U. con la motivazione che il costruttore può costruire anche “domani mattina” come hai affermato tu, equivale a dire una cosa astrattamente vera, ma impraticabile nella realtà perché  non conveniente dal punto di vista economico PER AMMISSIONE DELLA STESSA DITTA PROPRIETARIA DEL TERRENO.

      Equivale anche a credere, da parte tua, che i cittadini di Quarto d’Altino possano bersi questa storia dell’orso. Spiacente, non è così.

5)      E’ vero che la decisione sul P.I.R.U. ha avuto il parere favorevole della conferenza dei servizi. E’ anche vero che IN NESSUNA PARTE DEL VERBALE DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI C’E’ TRACCIA DELLA PRESENZA DELLE ATTIVITA’ LAVORATIVE NELL’AREA IN QUESTIONE. Anzi, si definisce l’area come AREA EX MAGLIFICIO ZANCHETTIN, quasi ad avvalorare l’idea di un area dimessa priva di “vita”, guardandosi bene dal nominare le ditte Ruger e Guarato. Un capolavoro di stile.

6)     La decisione del T.A.R. è una questione tecnica, ed è completamente ininfluente rispetto al fatto centrale, che è l’assoluta mancanza di riguardo per l’interesse di tutti i cittadini nelle scelte politiche compiute dalla maggioranza che governa Quarto dal 2001.

 

Riguardo la tua insinuazione sulla “rosea situazione” dovresti essere più preciso; evidentemente sai cose che io non so. Io ho parlato con alcune lavoratrici; nessuna di loro mi ha riferito di diritti violati. In loro ho trovato la ferma volontà di difendere il proprio posto di lavoro, oltre all’orgoglio per la capacità con cui partecipano alla realizzazione del prodotto finale (lo hanno detto anche in Consiglio “Siamo brave!!!”).

D’altronde a volerla dire proprio tutta se fosse per i “rifondaroli” ,come tu ami chiamarci con una puntina di disprezzo, l’articolo 18 sarebbe allargato a tutti i lavoratori, e potrebbe esserci un livello di sindacalizzazione un po’ più alto, così non dovresti scomodarti tu a proteggere gli sfruttati.

Ti ringrazio per la lezioncina di democrazia sullo svolgimento del consiglio comunale. SONO CERTO che questa amministrazione COSÌ SENSIBILE si sarebbe fatta carico dei problemi dei lavoratori ANCHE SENZA IL LORO INTERVENTO CON I CARTELLI IN CONSIGLIO COMUNALE, senza l’impegno delle minoranze, senza il coinvolgimento della cittadinanza.

D’altronde mi ricordo di un volantino del 1/10/1993, firmato da te e dall’attuale sindaco in cui parlavate di   SETTEMBRE NERO PER LA DEMOCRAZIA, per una serie di motivi; il 1° motivo era: “La maggioranza non ha voluto dare la parola ai lavoratori dell’ICM perché illustrassero le ragioni della loro lotta in difesa del posto di lavoro”.

Eh si !! E’ proprio vero: è fin troppo facile fare demagogia su queste cose. E non parliamo poi su chi “…retribuito con paghe da fame permette a qualcun altro di girare in Mercedes e di fare la bella vita..”.. Pensa che io guadagno 900 euro al mese e vedo i consiglieri comunali e gli assessori girare a bordo di fiammanti fuoristrada!!!

 

Marco Simionato

jsimiona@tin.it


 
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