Argomento in discussione:
accoglimento della
petizione firmata da 791 cittadini di Quarto che chiedono la revoca parziale
della delibera che ha inserito il palazzetto e le aree adiacenti nell’elenco
dei beni pubblici alienabili.
In parole molto semplici i 791 cittadini di
Quarto chiedono che il palazzetto e le aree adiacenti rimangano nel patrimonio
pubblico del paese e non siano assolutamente vendute.
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in questi giorni sono stati pubblicati diversi
articoli giornalistici sull’evento, chi era presente al consiglio comunale
potrà dare un giudizio sulla qualità della cronaca, chi invece non ha potuto
partecipare dovrà “fidarsi” di quanto è
stato scritto.
Per questo motivo
è molto importante che anche il comitato promotore della
raccolta firme faccia la propria sintesi.
luogo: centro servizi adattato per il
consiglio comunale aperto;
presenza: la partecipazione dei cittadini è
stata molto alta, la sala del centro servizi era piena zeppa, probabilmente c’erano più di 200
persone;
Il dibattito è
iniziato con la presentazione delle motivazioni che hanno dato il via alla raccolta firme; le motivazioni sono sostanzialmente due
e cioè:
il palazzetto e le aree adiacenti sono parte
integrante di una lottizzazione fatta negli anni 80 dove era stata individuata
un’area da destinare a parco giochi e attrezzature per lo sport. Tali strutture
sono ampiamente utilizzate e sono perfettamente funzionanti, è impensabile e
scandaloso che siano state inserite nel piano delle alienazioni perché
considerate non strumentali. Negli ultimi 5 anni sono
stati spesi 180 mila euro (soldi pubblici) per la manutenzione di queste
attrezzature; per quanto è stato speso possono benissimo soddisfare le esigenze
sportive del paese.
La seconda
motivazione è semplicemente basata sul buonsenso perché la vendita di tale
area, per costruire altri 50 alloggi, non rappresenta
nessun vantaggio per la comunità, i soldi recuperati dalla possibile cessione
non basterebbero neanche per comprare il terreno necessario alla “nuova sede
sportiva”, quello che manca è un auditorium o edificio simile, adatto allo
svolgimento di manifestazioni pubbliche e sedi “definitive” per le associazioni
(non i balletti dei piani di recupero con modifiche continue degli accordi con
chi vuole solo speculare a danno della comunità). La maggioranza vuole dislocare
fantomatiche nuove strutture sportive lungo la viabilità esterna del paese (viabilità ancora tutta da completare) non sarebbe un
vantaggio logistico per nessuno.
NON ABBIAMO CERTAMENTE BISOGNO DI ALTRE 50 CASE DOVE A POCA DISTANZA E’
GIA’ APPROVATO UN PIANO DI RECUPERO CON 250 – 300 ALLOGGI PIU’ ALBERGO PIU’ ATTIVITA’ COMMERCIALI E DIREZIONALI.
La motivazione
con cui il sindaco e la sua maggioranza ha sostenuto
tale scelta, cioè di lasciare inserito nell’elenco dei beni alienabili il
palazzetto e le aree suddette, è solo una e cioè:
vogliamo lasciare ai prossimi amministratori la possibilità di costruire la cittadella dello sport
vendendo il palazzetto. Noi non lo venderemo, però non vogliamo togliere ai
posteri la possibilità di farlo.
Risulta evidente a tutti che tale motivazione
non è assolutamente sostenibile e risulta completamente priva di buonsenso. E’
chiaro che le vere motivazioni sono ben diverse, forse da ricercare nella
campagna elettorale precedente.
Per sostenere
tale motivazione, in premessa di voto, la maggioranza ha dato lettura di una
mozione di fiducia già scritta in precedenza, forse mesi prima, certamente più
adatta ad una campagna elettorale futura. In pratica
non sono state ascoltate le proteste e le proposte dei cittadini presenti.
La lettura del
proclama elettorale è stata fatta dal capogruppo Mareso.
Vista la decisa
posizione del consigliere Simionato, e di tutti i
rappresentanti della minoranza presenti in forza, qualcuno della maggioranza ha
ritenuto di convocare d’urgenza (prima della votazione) almeno uno dei
consiglieri assenti della maggioranza, probabilmente indisposto; questo è
puntualmente arrivato in consiglio 10 minuti prima
della votazione.
Questo membro
della maggioranza non ha salutato nessuno, non ha partecipato a nessuna
discussione, non ha pronunciato alcuna sillaba. Ha semplicemente alzato la mano
nel momento richiesto. Tale membro risponde al nome della signora Canonaco.
Le minoranze hanno espresso giustificato sdegno per il comportamento
generale della maggioranza, in particolare per i seguenti motivi:
ritardo assoluto da parte del sindaco della
convocazione del consiglio comunale aperto, previsto da regolamento entro
trenta giorni dalla presentazione della petizione, nonché continue
dichiarazioni e interpretazioni contrastanti atte a creare solo confusione
sull’argomento;
per la lettura della mozione pre confezionata da parte del consigliere Mareso; mozione che era completamente fuori argomento e
irrispettosa verso tutti i cittadini e consiglieri presenti;
per la lettera inviata dal sindaco ai
firmatari della petizione ritenuta inutile e dispendiosa di denaro pubblico
(tale operazione è costata come minimo 500 € che si potevano certamente
risparmiare), è importante evidenziare che tale lettera è stata spedita ai
firmatari 3 giorni prima del consiglio comunale aperto del 9 novembre;
per la inaccettabile presa di posizione
della maggioranza sulla alienazione del palazzetto immotivata e priva di
effettiva necessità pubblica.
la votazione di rito si è conclusa con il
seguente risultato:
hanno votato
contro la richiesta dei 791 cittadini firmatari la petizione le seguenti 8
persone:
Marcassa, Vidotto, Buso, Donadelli, Bianchini, Canonaco, Nacca, Mareso.
Hanno votato a favore della richiesta dei 791
cittadini firmatari la petizione le seguenti 7
persone:
Simionato, Mazzon,
Moro, Bozzetti, Squarcina, Baldoni, Trevisan
astenuti: Grosso
assenti : Calzavara
quindi la maggioranza ha spuntato questo
primo incontro con un risultato molto “sofferto”: un solo voto di scarto grazie
alla signora Canonaco intervenuta all’ultimo minuto.
Rimane ancora da
evidenziare un fatto molto importante e deludente; durante il dibattito
pubblico ci sono stati dei “disturbatori” che tentavano in tutti i modi di far
degenerare la discussione. Non erano molti, forse due o tre, il più piccolo alla fine del dibattito
ha persino alzato
le mani verso un consigliere di minoranza. Certo i “disturbatori” ci sono
sempre in situazioni particolari, peccato però scoprire che questi disturbatori
non erano dei giovani magari un po’ irruenti e scalmanati….presi dalla
confusione ormonale…. No.. no…. In realtà erano quasi dei pensionati, sì proprio dei
pensionati!
Qualcuno ha detto
che erano stati visti anche durante le recenti primarie, ma non così
scalmanati…… non in mezzo ai cittadini……erano molto più calmi….. e tranquillamente seduti a scrivere su dei registri.
Non abbiamo parole
per commentare un simile “basso” comportamento!!
Concludiamo questa cronaca ringraziando di cuore
l’impegno profuso dal consigliere Simionato per il
prezioso aiuto dato ai cittadini in fase di “conoscenza obiettiva dei fatti e
delle delibere, al fine di avviare la petizione;
ringraziamo di cuore tutti i consiglieri delle
minoranze che hanno dimostrato serietà e condivisione della preoccupazione
avanzata dai cittadini per la paura di perdere una parte importante di
patrimonio pubblico;
ringraziamo tutti i cittadini che hanno condiviso
la petizione e tutti i cittadini presenti al consiglio comunale aperto. In
particolare abbiamo notato la presenza di molti giovani; non accadeva da anni!!
grazie per essere venuti,la vostra presenza
è importantissima e ci incoraggia moltissimo.
Il nostro impegno
non è cambiato, anzi ora è ancora più forte.
Le motivazioni
per portare avanti la richiesta della petizione sono ora più solide perché abbiamo capito la debolezza della maggioranza e la totale mancanza
di condivisione con i cittadini nelle scelte importanti per il territorio.
Presto avvieremo
una nuova iniziativa alla quale potranno partecipare
tutti quei cittadini che non hanno avuto il tempo di firmare la precedente
petizione ma che tanto avrebbero voluto farlo (e sono tanti).
Noi siamo
convinti che la puntuale conoscenza delle scelte politiche di chi amministra e
la partecipazione reale alla vita del paese siano fondamentali per la
costruzione di una società consapevole.
E’ giusto che chi
amministra faccia delle scelte, ma se non sono ampiamente condivise
significa che gli interessi in gioco non sono certo a favore della comunità.
Quanto “programmato”
fino ad ora per il paese di Quarto sta’ generando
troppi disagi, sono tanti cittadini a dirlo, occorre prendere atto di questo e
porre rimedio al più presto.
Il comitato
promotore della petizione a salvaguardia del
palazzetto e delle aeree adiacenti non si fermerà finchè
non avrà raggiunto l’obiettivo.
Gli spazi vitali
del paese vanno difesi con tutte le forze; le operazioni speculative
distruggono il territorio in modo irreversibile, e modificano l’equilibrio
sociale trasformando un paese vivibile in un agglomerato urbano senza anima e
futuro.
A presto.
I 5 cittadini “primi” firmatari
Fabiana Bergamin - Vasco Tesolin
- Doriano Scala - Gianni Foffano
- Luigino
Varin