COMUNICATO STAMPA DEL 10/9/2006
IL SINDACO VADA IMMEDIATAMENTE A TESTIMONIARE ALLE FORZE DELL'ORDINE,
IL VICESINDACO SI DIMETTA
Accogliamo con estremo stupore le gravi dichiarazioni
rilasciate alla Nuova Venezia del 9.9.2006 dal Sindaco di
Quarto d'Altino, Loredano Marcassa, in merito all'episodio ripreso
dalla Nuova Venezia in due articoli, uno del 9 luglio intitolato
QUARTO D'ALTINO "Una
turista inglese violentata per ore" e uno del 10luglio,
riferito allo stesso episodio, firmato dal giornalista Carlo Mion
intitolato "A
CACCIA DEI QUATTRO VIOLENTATORI - Si cerca una banda
dell'est europeo.Giàpartita la giovane inglese Stuprata".
Marcassa infatti nell'articolo riportato suLa Nuova del 9/9/2006a
pag 36 dichiara :"Tutto inventato,
la donna non è stata stuprata e le indagini da parte delle
forze dell'ordine sono ancora in corso, non si possono mettere
in giro simili notizie infondate per distorcere e strumentalizzare
politicamente un episodio MAI VERIFICATOSI."
.
Tale affermazione è di gravità inaudita
per almeno due motivi.
Primo. Il sindaco afferma che è stata aperta
un' indagine dalle forze dell'ordine e che tale indagine è
ancora in corso, smentendo brutalmente il vicesindaco Celestino
Mazzon, il quale in risposta ad una
nostra interrogazione sulla situazione di disagio dei cittadini
di Via A.Moro, si èriferito all'episodio definendolo
"una bufala estiva priva di fondamento"(Prot. N°12064del
19.8.2006). Noi non crediamo che un' indagine delle forze dell'ordine
si apra in base a bufale prive di fondamento, anche se speriamo
vivamente che l'indagine in corso pervenga a questa conclusione.
Il vicesindaco doveva rispondere che c'èun' indagine in
corso che accerteràl'andamento dei fatti e le eventuali
responsabilità e non che è "una bufala priva
di fondamento", dimostrando anche scarso rispetto per l'operato
delle forze dell'ordine di cui si proclama assoluto difensore.
Per la scarsa sensibilitàistituzionale dimostrata rispetto
al ruolo che ricopre, ed essendo stato smentito dallo stesso sindaco,
lo invitiamo caldamente a dare le dimissioni dalla carica di vicesindaco.
Secondo. Se le indagini da parte delle forze dell'ordine
sono ancora in corso come fa il sindaco a dire che "si
trattava di una lite fra fidanzati" si tratta
di "un episodio mai verificatosi"? Se il sindaco
èvenuto a conoscenza di particolari tali da affermare che
l'episodio non si è mai verificato doveva andare immediatamente
a darne testimonianza alle forze dell'ordine (ricordiamo che l'episodio
risale all'8luglio). Lo ha fatto? Se non l'ho ha fatto il suo
comportamento, oltre che inspiegabile, èassolutamente indegno
della carica istituzionale che ricopre. Se invece lo ha fatto
e l'indagine èancora aperta significa che ci sono altri
elementi oltre a quelli che conosce il sindaco (e che potrebbe
anche rendere noti all'intera cittadinanza)tali da far ritenere
la questione ancora irrisolta. In questo caso il sindaco non può
affermare che l'episodio non si è mai verificato. Da notare
che è Carlo Mion della Nuova Venezia nell'articolo del
10luglio a parlare, nel titolo, di "giovane inglese stuprata",
mentre il comunicato stampa delle donne di Unione Altinate sulla
vicenda (http://www.viviquarto.it/No_tranquille_%20a%20Quarto.pdf)parla
sempre al condizionale, usando espressioni quali "...laddove
fosse confermata la veridicità dell'agghiacciante notizia",
"...nel caso in cui la notizia si rivelasse fondata","...una
volta verificata l'attendibilità della notizia", premettendo
fra l'altro che "...la giunta non ha
nessuna responsabilità".
L'accusa di strumentalizzazioni dell'episodio èquindi
del tutto fuori luogo;per quanto riguarda l'accusa di "mettere
in giro notizie infondate" il sindaco se la deve
vedere con la Nuova Venezia e con Carlo Mion (perchéil
sindaco non li querela entrambi se ècosìsicuro dell'infondatezza
dei fatti?). Le donne di Unione Altinate hanno invece puntato
il dito contro l'abnorme e insensato sviluppo urbanistico di Quarto
d'Altino degli ultimi 20 anni, che ha creato solo degrado e marginalità
sociale ed arricchito pochi palazzinari locali;questa èda
sempre la nostra posizione, quella che ha trovato d'accordo 758altinati
alle ultime elezioni. E' una denuncia che rivendichiamo e rilanciamo
con forza a nome di tutto il gruppo di Unione Altinate supportata
da molti fatti concreti e allarmanti (dalle perquisizioni con
decine di alloggi scoperti in mano al business della prostituzione,
appartamenti spesso affittati da benemeriti cittadini di Quarto,
fino ad arrivare ai pestaggio della giovane lavoratrice migrante
"residente" in un capannone in zona industriale del
nostro paese). Sappiamo che in paese si mormora e i contenuti
sono i soliti:"era ubriaca", "aveva litigato con
il moroso", "non si fanno passeggiate alle 11di sera",
fino al tradizionale "beh, in fondo in fondo ci stava"
E' la triste constatazione del perdurare di un retroterra culturale
e della considerazione medievale del genere femminile, un gretto
maschilismo che puntualmente tenta di minimizzare o di censurare
una vicenda, sulla quale, lo ribadiamo, non
abbiamo mai attribuito nessuna responsabilità diretta all'attuale
Giunta di Quarto d'Altino, che questa bagarre sull'episodio
se l'è creata "in casa" in maniera grottesca.
Aspettiamo che la Magistratura faccia il suo
corso, augurandoci che di una bufala si sia davvero trattato,
ma nel frattempo denunciamo chiunque per ragioni del tutto insensate
tenti di occultare i fatti. Alla giornalista che ha firmato l'intervista
a Marcassa ricordiamo invece che Via Mattei a Quarto d'Altino
NONESISTEe che l'episodio, secondo il suo giornale e secondo il
suo collega Carlo Mion, è avvenuto in via A. Moro.
Per il Gruppo Consiliare Unione Altinate
- Più sviluppo sociale, basta cemento
Marco Simionato