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17 -maggio -2006

 

Andrea Tomat

COMUNICATO STAMPA

Il Comitato Salute e Ambiente di Quarto d’Altino e l’Associazione Ecovolontari di Marcon (VE) facenti parte dei Comitato Riuniti Rifiuti Zero di Treviso e Venezia intendono rispondere al Presidente di Unindustria Treviso, Andrea Tomat, che in occasione dell’assemblea degli industriali, tenutasi a Montebelluna venerdì 5 maggio 2006, ha rivolto un attacco ai vari comitati che, a suo dire, bloccherebbero ogni opera tenendo in scacco politica nazionale e locale, invitando quest’ultima a fare scelte coraggiose.

Vogliamo innanzitutto ricordare al signor Tomat che dal 2 giugno 1946 non siamo più sudditi e che nel frattempo è stata introdotta la Costituzione la quale tutela, fra i vari diritti, anche quello alla salute. Ricordiamo inoltre al signor Tomat che la nostra non è una società invasa dai rifiuti perché questi cadono dall’alto per volontà divina ma in qualità di artefici di questo incremento si possono considerare corresponsabili di questa “sproporzionata” quantità di rifiuti. Infatti proprio gli industriali confezionano le loro merci con imballi spesso difficilmente riutilizzabili e riciclabili e pertanto costruire un inceneritore non significa certo risolvere il problema.

Noi pensiamo che la politica abbia il compito di adottare criteri di prudenza quando in gioco c’è la salute di milioni di cittadini e quando le alternative esistono e sono praticabili attraverso il contributo di tutte le parti (politica, cittadini e imprese).

Infatti i nostri industriali, sposando logiche di puro profitto, hanno inseguito il minor costo del lavoro in paesi ove la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini passa in secondo piano dalla necessità di uscire dalla povertà. La richiesta di coraggio rivolta alla politica risulta quantomeno singolare quando a proporla sono degli industriali che soltanto oggi di fronte all’aggressività dei paesi emergenti pensano all’innovazione e alla creatività in completo ritardo rispetto al coraggio che avrebbero potuto dimostrare investendo in ricerca e innovazione nel periodo chiamato “Boom del Nord-Est”.

I Comitati Riuniti Rifiuti Zero di Treviso e Venezia, contrari alla costruzione degli inceneritori di Bonisiolo e Silea, chiedono alla politica nazionale, locale e agli industriali uno sviluppo attento alla salute dei cittadini e alla conservazione dell’ambiente patrimonio per le future generazioni.

La politica dovrà necessariamente passare attraverso le seguenti tappe che riteniamo indispensabili ovvero:

1.    Politica nazionale:

· l’eliminazione degli incentivi destinati alla costruzione degli inceneritori e alla produzione di energia con combustibile derivato dal rifiuto.

2.    Politica Regionale:

· raccolta differenziata porta a porta anche per il rifiuto industriale non pericoloso;

· un piano regionale che colmi l’assenza di regolamenti nella raccolta del rifiuto industriale non pericoloso prevedendo una standardizzazione della raccolta differenziata porta a porta che punti a livelli di efficienza sempre maggiori con il trascorrere degli anni (60 / 70 / 80%);

· istituire la raccolta porta a porta su scala regionale prevedendo i meccanismi sopraccitati al fine di evitare raccolte disomogenee nel territorio (RSU-INDUSTRIALE).

Alla Provincia di Treviso chiediamo di sollecitare con orgoglio le istituzioni Regionali affinché prendano esempio dai buoni risultati conseguiti in questi anni dal Consorzio Priula ma, allo stesso tempo, chiediamo che stimoli gli industriali affinché vengano adottati nei processi produttivi procedimenti tesi alla riduzione del consumo di energia e materia prima e l’utilizzo di imballi riutilizzabili e/o riciclabili al 100%.

Anche in questo settore abbiamo esempi di eccellenza come la STMicroelectronics la quale adotta linee di principio tese alla salvaguardia dell’Ambiente della Salute e della Sicurezza.

 
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