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COMUNICATO
STAMPA
Il Comitato Salute
e Ambiente di Quarto d’Altino e l’Associazione Ecovolontari di Marcon
(VE) facenti parte dei Comitato Riuniti Rifiuti Zero di Treviso e Venezia intendono rispondere
al Presidente di Unindustria Treviso, Andrea Tomat, che in occasione
dell’assemblea degli industriali, tenutasi a Montebelluna venerdì
5 maggio 2006, ha rivolto un attacco ai vari comitati che, a suo
dire, bloccherebbero ogni opera tenendo in scacco politica nazionale
e locale, invitando quest’ultima a fare scelte coraggiose.
Vogliamo innanzitutto ricordare al signor
Tomat che dal 2 giugno 1946 non siamo più sudditi e che nel
frattempo è stata introdotta la Costituzione la quale tutela, fra
i vari diritti, anche quello alla salute. Ricordiamo inoltre al
signor Tomat che la nostra non è una società invasa dai rifiuti
perché questi cadono dall’alto per volontà divina ma in qualità
di artefici di questo incremento si possono considerare corresponsabili
di questa “sproporzionata” quantità di rifiuti. Infatti proprio
gli industriali confezionano le loro merci con imballi spesso difficilmente
riutilizzabili e riciclabili e pertanto costruire un inceneritore
non significa certo risolvere il problema.
Noi pensiamo che la politica abbia il compito
di adottare criteri di prudenza quando in gioco c’è la salute di
milioni di cittadini e quando le alternative esistono e sono praticabili
attraverso il contributo di tutte le parti (politica, cittadini
e imprese).
Infatti i nostri industriali, sposando
logiche di puro profitto, hanno inseguito il minor costo del lavoro
in paesi ove la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini
passa in secondo piano dalla necessità di uscire dalla povertà.
La richiesta di coraggio rivolta alla politica risulta quantomeno
singolare quando a proporla sono degli industriali che soltanto
oggi di fronte all’aggressività dei paesi emergenti pensano all’innovazione
e alla creatività in completo ritardo rispetto al coraggio che avrebbero
potuto dimostrare investendo in ricerca e innovazione nel periodo
chiamato “Boom del Nord-Est”.
I Comitati Riuniti Rifiuti Zero di Treviso
e Venezia, contrari alla costruzione degli inceneritori di Bonisiolo
e Silea, chiedono alla politica nazionale, locale e agli industriali
uno sviluppo attento alla salute dei cittadini e alla conservazione
dell’ambiente patrimonio per le future generazioni.
La politica dovrà necessariamente passare
attraverso le seguenti tappe che riteniamo indispensabili ovvero:
1. Politica nazionale:
· l’eliminazione
degli incentivi destinati alla costruzione degli inceneritori e
alla produzione di energia con combustibile derivato dal rifiuto.
2. Politica Regionale:
· raccolta differenziata
porta a porta anche per il rifiuto industriale non pericoloso;
· un piano regionale
che colmi l’assenza di regolamenti nella raccolta del rifiuto industriale
non pericoloso prevedendo una standardizzazione della raccolta differenziata
porta a porta che punti a livelli di efficienza sempre maggiori
con il trascorrere degli anni (60 / 70 / 80%);
· istituire la raccolta
porta a porta su scala regionale prevedendo i meccanismi sopraccitati
al fine di evitare raccolte disomogenee nel territorio (RSU-INDUSTRIALE).
Alla Provincia
di Treviso chiediamo di sollecitare con orgoglio le istituzioni
Regionali affinché prendano esempio dai buoni risultati conseguiti
in questi anni dal Consorzio Priula ma, allo stesso tempo, chiediamo
che stimoli gli industriali affinché vengano adottati nei processi
produttivi procedimenti tesi alla riduzione del consumo di energia
e materia prima e l’utilizzo di imballi riutilizzabili e/o riciclabili
al 100%.
Anche in questo
settore abbiamo esempi di eccellenza come la STMicroelectronics
la quale adotta linee di principio tese alla salvaguardia dell’Ambiente
della Salute e della Sicurezza.
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