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Emendamento
al bilancio
comunale
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NO, LA CRISI NON E' PER TUTTI
La risposta naturalmente
è NO
La risposta naturalmente è NO, la crisi non è per
tutti. Non certo per gli amministratori comunali di Quarto d'Altino,
che nel consiglio comunale del 29/12/2008 hanno respinto l'emendamento
per una decurtazione di € 45.000,00 del capitolo relativo all'indennità
del sindaco degli assessori e dei consiglieri a favore delle scuole
dei tre gradi presenti sul territorio. E nemmeno per chi si "comprerà"
l'area dove attualmente sorge il palazzetto dello sport, il campo
polivalente e una parte dell'unico parco di Quarto d'Altino per
farne dalle 38 alle 50 unità abitative (decisione confermata
ed ampliata sempre nel corso del consiglio comunale del 29/12/2008).
Ma andiamo con ordine. L'emendamento al bilancio. Mi piacerebbe
poter spiegare ai cittadini perché l'emendamento non è
passato; ma io, con tutta la buona volontà, non l'ho capito.
Questa è
la replica della maggioranza, che spiega (o meglio, tenta di
spiegare) perché la maggioranza stessa ha votato contro l'emendamento.
Lasciando da parte il solito piagnisteo sui poveri amministratori
che sottraggono il loro tempo alla famiglia per fare gli amministratori,
rimettendoci anche economicamente, al quale io ho risposto che nessuno,
me compreso, è stato costretto con la forza a candidarsi
e chi lo ha fatto ha compiuto una libera scelta, ben sapendo a cosa
andava incontro, mi vorrei soffermare in particolare su due passaggi.
Primo passaggio:
"La seconda valutazione che faccio è che ritengo
che se a livello di Consiglieri comunali possiamo comunque rinunciare
a questo, ritengo fondamentalmente proprio ingiusto che sottraiamo
questi che sono emolumenti a chi di fatto rischia del suo e qua
sfido chiunque a tirare fuori quante richieste di rimborso spese
gli amministratori hanno fatto per il passato, qualcuno lo avrà
fatto ma credo che possiamo contare i casi sul palmo di una mano
nei 5 o 6 anni che stiamo governando. Credo che sia fortemente ingiusto
sottrarre questi emolumenti".
Bene; sfida raccolta. Determinazione n° 290 del 20/12/2008:
in data 13,14 e 15 novembre 2008 si è tenuto a Roma un incontro-studio
sulla fattibilità del progetto di sviluppo dell'area altinate,
nell'ambito del quale uno dei nostri assessori (uno di quelli che
essendo lavoratore autonomo prende lo stipendio "pieno"
da assessore, circa 1000 euro al mese) è intervenuto in rappresentanza
del Comune di Quarto d'Altino. Nota spesa, comprensiva di volo aereo,
andata e ritorno per Roma, noleggio autovettura e apparato GSM,
spese autostradali, pernottamento in albergo, carburante, autostrada
e garage San Marco, per un totale di euro 489,50. Tutto perfettamente
legale e regolare; ma magari fossero tutte così le sfide
della vita !!! Secondo passaggio:
Non so se questo sia il segnale politico da dare alla popolazione
(n.d.r.: il "segnale" sarebbe la riduzione degli emolumenti)
, o quanto meno indirizzato in questi termini perché credo
anche che se l'amministratore si sente fortemente motivato a fare
quello che fa perché ci crede, perché l'ha fatto per
scelta, e ovviamente lo fa mettendo del proprio tempo, rinunciando
ad un tempo familiare, rinunciando ad un tempo lavoro, credo comunque
che questo sia un tempo che vada comunque retribuito e su questo
credo che tutta la maggioranza sia d'accordo. Credo che questo sia
il motivo fondamentale e non è la prima volta che l'ho detto
perché su questi banchi, proprio rispondendo al Consigliere
Simionato, l'ho detto ancora e lo ripeto, credo che il tempo che
gli amministratori passano all'interno di questa Amministrazione
sia un tempo che non è pagato, non è pagato in nessuna
maniera e su questo metterei la mano sul fuoco, facendo giustizia
a chi sta dando, ha chi ha dato e non è più sui banchi
di questa maggioranza, perché credo anche che l'abbia fatto
comunque onestamente e fino in fondo, e credo anche che sia un
obbligo e un dovere morale proprio per fare in modo anche che venga
garantita l'onestà e venga tutelata la tentazione che qualcuno
potrebbe avere sedendo fra questi banchi di esercitare il proprio
potere per cercare retribuzioni in altre parti".
Questo significa che se il furore creativo dei ministri Tremonti
e Brunetta, sotto lo stimolo della crisi, arrivasse a proporre,
ad esempio, il dimezzamento delle indennità di carica nei
comuni sotto i diecimila abitanti, non sarebbe più "tutelata
la tentazione che qualcuno potrebbe avere di esercitare il proprio
potere per cercare retribuzioni in altre parti" !!! Da notare
infine che l'emendamento da me proposto ha raccolto un unico voto
favorevole in tutto il consiglio comunale; il mio.
Il furore creativo di Tremonti e Brunetta, in questo caso combinato
con il furore "recuperativo" della nostra Giunta comunale
ha a che fare anche con la definitiva demolizione del palazzetto
dello sport. Infatti il decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008,
convertito con legge n. 133 del 6 agosto 2008, all'articolo 58 "Ricognizione
e valorizzazione del patrimonio immobiliare di regioni, comuni e
altri enti locali", prevede:
al comma 1 che "per procedere al riordino, gestione e
valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Province,
Comuni e altri Enti locali, ciascun ente con delibera dell'organo
di Governo individua, redigendo apposito elenco, sulla base
e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi
e uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di
competenza, non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni
istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione.
Viene così redatto il piano delle alienazioni e valorizzazioni
immobiliari allegato al bilancio di previsione"
al comma 2 che "l'inserimento degli immobili nel piano
ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile
e ne dispone espressamente la destinazione urbanistica; la deliberazione
del consiglio comunale di approvazione del piano delle alienazioni
e valorizzazioni costituisce variante allo strumento urbanistico
generale. Tale variante, in quanto relativa a singoli immobili,
non necessita di verifiche di conformità agli eventuali atti
di pianificazione sovraordinata di competenza delle Province e delle
Regioni
".
Geniale. E pratica anche: una delibera che costituisce variante
al piano regolatore e che salta a piè pari qualche verifica
di conformità da parte della Provincia e della Regione, visto
che riguarda singoli immobili. UNO DI QUESTI SINGOLI IMMOBILI
È IL NOSTRO PALAZZETTO DELLO SPORT.
In realtà questa decisione è stata abilmente preparata,
con il consueto stile, quatto quatto. Infatti con la deliberazione
di Consiglio Comunale n° 69 del 24/11/2003 (CHE NATURALMENTE
NON TROVERETE CERCANDO NEL SITO WEB DEL COMUNE), il Consiglio Comunale
(Giunta Marcassa 1, con voto favorevole, fra gli altri, del allora
vicesindaco Celstino Mazzon, che sicuramente prima aveva acquisito
il consenso dei cittadini e magari sentito le loro proposte) ha
adottato una variante al Piano Regolatore già approvata dalla
Giunta Regionale con Deliberazione n° 2653 del 7/8/2006, che
fra le altre cose prevedeva "
la trasformazione come
C4.24, FINALIZZATA ALL'UTILIZZO RESIDENZIALE, di un'area centrale
di proprietà comunale attualmente occupata dal Palazzetto
dello Sport
". Ma c'era una "piccola" differenza;
l'area interessata all'intervento era quella in figura
1, che comprendeva il palazzetto e l'area attualmente adibita
a parcheggio per chi usufruisce della struttura. Dopo la delibera
approvata il 29/12/2008 (voto contrario di tutta la minoranza compreso
l'attuale consigliere indipendente Celestino Mazzon , in nome della
coerenza), l'area di intervento, comprende il PALAZZETTO DELLO SPORT,
IL PARCHEGGIO, il CAMPO POLIVALENTE e TUTTA L'AREA VERDE ADIACENTE
AL PALAZZETTO, FINO AL SENTIERO CHE UNISCE VIA MATTEOTTI A VIA ALDO
MORO come da figura 2. Rimarranno
il campo e l'area verde? Domanda da 100.000 euro. Anzi qualcosina
in più. Infatti negli esercizi 2002 e 2003 sono stati spesi
45.500,00 € per rinnovare la pavimentazione del palazzetto,
mentre nel 2005-2006 il rifacimento della copertura del palazzetto
è costato altri 61.700,00 €. Contando i 25.000,00 €
spesi per la prima trasformazione della pista da pattinaggio in
campo polivalente, ed i 13.000,00 € spesi per il completamento
della recinzione con la rete parapalloni del campo stesso, siamo
a 145.200,00 € spesi negli ultimi sei anni e che andranno,
probabilmente tutti, in fumo per lasciare spazio a nuova abitazioni,
di cui tutti i cittadini a Quarto d'Altino sentono un gran bisogno.
Questa operazione è stata definita in consiglio comunale
"un opportunità da cogliere"; non si è capito
bene per chi. Per la cittadinanza no di certo; tenendo conto che,
secondo la "Relazione previsionale e programmatica 2009-2011"
collegata al bilancio, la popolazione massima insediabile secondo
lo strumento urbanistico vigente sarà di 12.045 abitanti
entro il 2012, una vera opportunità sarebbe quella di avere
due strutture come il palazzetto non di averne comunque una (come
nel 1984, quando la popolazione era meno della metà !!!)
, perdipiù collocata all'uscita del passante (comodo no?).
La storiella dello "scambio" poi (abbattere per fare qualcosa
di più bello e più nuovo) è piuttosto vecchia
e smentita amaramente dalla realtà; gli abitanti di Quarto
d'Altino l'hanno sentita più volte. E' stata inventata addirittura
dai predecessori di Marcassa; abbattere la scuola elementare davanti
alla chiesa doveva essere un vero affare per la comunità,
secondo qualcuno. La cittadinanza ci ha guadagnato un cantiere mostruoso
aperto per dieci anni in pieno centro (che si trasformerà
a maggio in un nuovo blocco di cemento) ed una scuola "nuova"
decrepita, che sembra costruita duecento anni fa. Il "mostro
di cemento" sul Sile invece doveva servire per avere un nuovo
Municipio; il mostro è in piedi da due anni e del nuovo municipio
nemmeno l'ombra. Senza contare che l'ampliamento del municipio se
lo stanno pagando i cittadini per circa il 50%, visto che all'uopo
è stato acceso un mutuo da 1.000.000 di euro.
Ma quante unità abitative sorgeranno al posto del palazzetto?
Secondo un volantino della Giunta Marcassa 1, che risale al 2003,
dovrebbero sorgere fra le 38 e le 50 unità abitative. NATURALMENTE,
a detta dell'amministrazione comunale, questa operazione serve per
fare un palazzetto più bello e più grande e l'attuale
palazzetto non verrà abbattuto prima della costruzione di
quello nuovo. Ma come può essere finanziata una nuova struttura
come il palazzetto da sole 50 unità abitative? Operazioni
di dimensioni simili (come ad esempio, il mostro di cemento) hanno
fruttato al comune nemmeno la metà della cifra verosimilmente
necessaria ad erigere un nuovo palazzetto (senza contare che PRIMA
è nato il mostro di cemento e poi , vedremo quando, ci sarà
il nuovo municipio).
Se nel leggere tutto questo provate fastidio potete sempre comprare
"La Nuova Venezia"; il giorno dopo il consiglio comunale
nel quale sono stati detti e approvati questi spropositi il paginone
dedicato a Quarto riportava la grande notizia dell'apertura del
nuovo sottopasso, con foto in primo piano dell'Assessore ai Lavori
Pubblici.
E' comunque evidente che la stragrande maggioranza dei cittadini
sono d'accordo con l'operato della Giunta Marcassa e che le mie
sono considerazioni del tutto minoritarie; come si spiegherebbe
altrimenti il totale disinteresse della cittadinanza su queste questioni?
Come si spiegherebbero tre persone, nel momento di maggiore affluenza,
che assistono a consigli comunali come questo? Come si spiega l'accettazione
passiva della perdita dell'unica struttura sportiva raggiungibile
da un bambino arrivando dal centro senza attraversare neanche una
strada?
Vada avanti così Sindaco, i cittadini
sono tutti con lei, e l'opera è quasi completa ; mancano
da lottizzare il campo parrocchiale, lo stadio comunale e il parco
adiacente al (ex) palazzetto. Nei due anni e mezzo che mancano alla
fine del suo mandato ce la può fare.
Marco Simionato
consigliere comunale UNIONE ALTINATE - PIU' SVILUPPO SOCIALE, BASTA
CEMENTO
(jsimiona@tin.it)
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