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21 - giugno -2008

“Un, due, tre Quartlife”:

genitori e figli lavorano insieme per imparare a crescere insieme

La prima fase del Progetto “Un,due tre Quartlife” si è conclusa domenica mattina presso il Centro Servizi con una rappresentazione teatrale assolutamente esilarante che ha visto esibirsi e divertirsi insieme ragazzi e genitori - oltre a parenti, amici, conoscenti…il Sindaco…qualche insegnante...

Le due piéce presentate sono il risultato del lavoro svolto dai ragazzi (dai 13 ai 17 anni) nel corso degli incontri pomeridiani con il dr. Sales e i suoi collaboratori del Centro Paradoxa, ma anche, significativamente, sono il prodotto autonomo dell’ulteriore impegno e tempo - al di fuori degli incontri programmati - che molti ragazzi hanno deciso di dedicare per completare la stesura delle sceneggiature, per creare le scenografie, e per provare, provare, provare….

Encomiabile, nella fase finale, la collaborazione positiva dei genitori che si sono prodigati nell’aiutare i propri figli per scenografie, costumi e quant’altro – oltre ad accettare di partecipare come attori, nei ruoli stabiliti dai ragazzi.

Pur risultando molto divertenti sul palcoscenico, i testi prodotti dai ragazzi descrivono in realtà con notevole sensibilità e accuratezza alcune costanti del rapporto genitori- figli, proponendo inoltre delle possibili alternative ad un certo modo di relazionarsi reciprocamente che per quanto molto diffuso e comune rischia spesso di creare delle fratture insanabili tra adulti e ragazzi. Sul palcoscenico, per desiderio dei ragazzi, genitori e figli si sono scambiati i ruoli, ‘recitando’ l’uno la parte dell’altro ed essendo quindi costretti a mettersi nei panni dell’altro in modo attivo e non solo teorico.

Il Progetto “Un, due, tre Quartlife” è partito sperimentalmente quest’anno, sulla base dei bisogni espressi direttamente all’Ente Locale da un gruppo di genitori che percepivano con una certa intensità il disagio dei propri figli – e il proprio.

La disponibilità dell’ Ente Locale ha permesso non solo di dare inizio ad un percorso che già quest’ anno ha coinvolto una trentina di ragazzi dai 13 ai 17 anni (con una serie di incontri pomeridiani dedicati a loro) e un certo numero di genitori (incontri serali) ma anche di prevedere un’ulteriore sviluppo, biennale, maggiormente articolato; infatti, dal prossimo anno, il progetto entrerà nella scuola secondaria di I grado, coinvolgendo ragazzi, genitori e docenti - e cercando quindi di attivare un’azione di collaborazione sinergica e armonica tra tutti gli attori del processo educativo e formativo.

Ok, questa è la parte, diciamo ufficiale.

Aggiungerei qualcosa, in bene e in male: qualche dettaglio, secondo me importante.

Gli incontri con i genitori sono stati veramente un luogo e un tempo’particolare’, e da un certo momento in poi, atteso e cercato da molti,nonostante la stanchezza e gli impegni e… dove incontrarci e conoscerci meglio. Abbiamo imparato da Andrea a capire e chiarire alcune cose che magari intuivamo solo piuttosto confusamente (altrimenti, cosa ci stava a fare, Andrea…?!?)e, soprattutto, abbiamo imparato a non avere paura a parlare tra di noi, a raccontare noi e i nostri figli con maggior sincerità e maggior disponibilità ad ascoltare anche gli altri e i loro figli. Almeno, questo è quanto ho rilevato io- e, credo, parecchi altri genitori.

Se educare è ‘tirare fuori’, beh, Andrea non è male, come educatore.

E non si smette mai di aver bisogno di qualcuno che ‘tiri fuori’ da te qualcosa, anche quando sei ‘grande’…

Per quanto riguarda i ragazzi...In realtà i ‘progetti’ nati dai loro incontri erano due: c’era anche una ‘festa’, che doveva svolgersi la sera prima della rappresentazione teatrale, e che in realtà è saltata perché l’organizzazione si è rivelata, in questo caso, un tantino carente. O forse, semplicemente, l’obiettivo era poco realistico – sovra-dimensionato? ‘Poco funzionale? Non lo so. Quello che so è che il ‘fallimento’ ha creato degli attriti, dei contrasti tra i ragazzi – delle reazioni non del tutto positive (‘scazzamenti’?), ovviamente. Mi sembra, tuttavia, che a molti anche questo sia servito: ci hanno riflettuto, hanno capito che cosa poteva essere ‘andato male’, come si sarebbe potuto o si potrà fare meglio (particolarmente propositivi i ‘piccoli’, in questo senso) - anche se inizialmente - e comprensibilmente…- la ‘colpa’ è stata attribuita in toto alle persone che si erano assunte delle responsabilità e poi non erano state in grado di.

Lo facciamo anche noi adulti – perché non dovrebbero farlo loro?

What else? Una bella esperienza. Davvero.

Grazie a Sales e alla sua ‘banda’.

Daniela Millini

Ulteriori informazioni e dettagli e commenti su:

http://www.centroparadoxa.org

http://unduetrequartlife.blogspot.com/

17 - gennaio -2008

"Non è che state cercando quello che il Progetto Arcobaleno - Premio Altino ha già sperimentato dal 1986 al 2003 nel comune di Quarto d'Altino?
Un progetto educativo-formativo rivolto ai ragazzi, alla scuola e alle famiglie."
Un cordiale saluto

Leonardo Trevisan

BTW…Parlando di Persone.

BTW…Parlando di Persone.

Mi intrometto solo un attimo nella querelle 'edilizio-eco-civica' tra Simionato e Presotto, per parlarvi di un'iniziativa che riguarda genitori e figli pre-adolescenti /adolescenti.

Faccio parte di un gruppo di genitori con figli adolescenti che questa estate si sono incontrati un paio di volte per cercare di capire se fosse in qualche modo possibile aiutare i nostri figli a stare insieme e a crescere - a Quarto d'Altino, ma non solo - senza per forza ritrovarsi a creare piccole 'gang' in opposizione l'una con l'altra, o 'sballare' con alcol o 'erba' o altro.
Parlandone insieme ci siamo resi conto che, in generale, molti di noi erano sul disperato andante e non sapevano cosa fare, cosa dire - come ascoltare e come farci ascoltare - dopo aver più o meno realizzato che i nostri figli non era più facilmente 'gestibili' con le modalità che avevamo utilizzato apparentemente con una certa efficacia fino ad un paio di anni prima.
Purtroppo (in genere…Mai direi mai, per carità…) i figli 'perfetti' non esistono.
E i genitori 'perfetti', ancora meno, visto che in questo campo nessuno (ma proprio nessuno) nasce 'imparato'.

Abbiamo deciso di chiedere un aiuto esterno - identificato successivamente nella figura del dr..Andrea Sales, che svolge da anni un lavoro simile (formazione genitori/insegnanti/educatori, sostegno/aiuto agli adolescenti, volontariato per risolvere disagio di vario genere) in altri comuni e altre province.
L'Amministrazione comunale si è dimostrata subito interessata all'iniziativa e ha deciso di finanziare un progetto che, giustamente, non prevede solo un intervento estemporaneo per un gruppo di genitori/adolescenti specifici ma, invece, una serie di interventi pluriennali che coinvolgeranno adolescenti dagli undici ai diciotto anni, in sinergia con la scuola.
Il progetto prevede una serie di incontri per i genitori, una serie di incontri per i ragazzi - e una plenaria 'tutti insieme appassionatamente...

L'iniziativa è stata pubblicizzata con locandine e volantini - distribuiti anche nelle scuole - e, per quanto possibile, si è anche fatto ricorso al tam tam del passa parola.

Nonostante ciò, sembrerebbe che la 'questione' riguardi al massimo una cinquantina di genitori su una popolazione di oltre 7000 abitanti.
Mi sembra abbastanza incredibile.

Lo so che la sera siamo tutti stanchi (distrutti ?) perché lavoriamo tutti - tanto - e lo facciamo anche per i nostri figli, per dare loro tutto ciò di cui hanno bisogno (o ciò che noi non abbiamo avuto…?). Lo so.
Purtroppo, ho l'impressione che non basti.
'Dare delle cose', non basta.
E nel 'dare qualcos'altro', ciò che per Loro è importante - sembrerebbe proprio che non siamo bravissimi, per quanto cerchiamo di impegnarci al massimo.
E lo facciamo, ne sono certa.
Come madre, e anche come insegnante, so che ci sono genitori che si dannano per essere 'buoni genitori: attingono dalla loro esperienza, leggono, frequentano corsi a destra a sinistra…Parlano, ascoltano, riflettono, si confrontano: con i figli, con altri genitori, con gli insegnanti dei loro figli...
Ma Non è mai abbastanza. Non si smette mai di imparare.
Ogni figlio è diverso, ogni studente è un mondo a sé.
Si sbaglia continuamente. Alla grande.
Non si riesce a fare o dire la cosa giusta sempre, per quanto ci si impegni.
Ma, forse, già rendersene conto è un buon punto di partenza.
O no…?

Daniela Millini

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