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Egr. Direttore de La
Nuova Venezia
Quarto dAltino, li
24 maggio 2006
Egregio direttore,
Le scrivo per raccontarle
la grande soddisfazione che abbiamo avuto tutti noi altinati
al sapere che loperaio incorso in un grave incidente,
la settimana scorsa a Portegrandi, non è morto.
Purtroppo, però,
la notizia della sua presunta morte è avvenuta con
modalità che non fanno certo onore al nostro paese.
Come lei ben sa, lunedì
scorso si è tenuto un confronto tra candidati sindaci,
qui a Quarto dAltino.
Il sig. Marco Simionato,
candidato sindaco per la lista di Rifondazione Comunista,
ha avuto la bella idea di cercare di toccare la sensibilità
sociale di noi cittadini, chiedendo ai presenti un minuto
di raccoglimento in memoria delloperaio di Portegrandi,
deceduto a seguito dellincidente sul lavoro, della scorsa
settimana. Siamo stati anche noi inizialmente colpiti
da questo atto, salvo poi verificare, sia pur con soddisfazione,
che era assolutamente falso.
Sono ancora il rappresentante
di Quarto dAltino, ed è in difesa del mio paese
e dei tanti cittadini che si sono sentiti presi in giro, che
prendo la penna in mano per stigmatizzare pubblicamente questo
gravissimo atto di incoscienza politica che vorremmo non fosse
mai successo.
Sono a scusarmi in primis
con loperaio e la sua famiglia, che sono stati sfacciatamente
strumentalizzati nellultimo atto di una battaglia politica
condotta con cinque anni di ininterrotte bugie.
Ribadisco il nostro parere
estremamente negativo su questa triste e meschina vicenda,
inorridendo per il livello di manipolazione delle coscienze
a cui Rifondazione Comunista tende, volto non tanto a cercare
una impossibile vittoria, quanto a far perdere chi si è
sempre battuto per una città a misura duomo,
per lattenzione alla persona e per la salvaguardia dellambiente,
avendo sempre come obiettivo primario la verità e la
ricerca della giustizia.
La campagna elettorale
non aveva bisogno di questi inasprimenti e di queste bassezze,
ma se così devessere, che siano chiare ed inequivocabili
le responsabilità.
Cordiali saluti,
Loredano Marcassa
Sindaco di Quarto dAltino
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Egregio
Direttore
Per evitare che per fini meramente elettorali si inneschi
una inutile polemica maliziosa e fuorviante, ritengo doveroso
intervenire nel merito di alcune affermazioni seguite all'incontro
pubblico tra i cinque candidati a sindaco nel Comune di Quarto
d'Altino, tenutasi lo scorso lunedì.
Nello spazio dedicato alla presentazione
dei candidati, ho chiesto ai cittadini di dedicare un minuto
di riflessione sull'inaccettabile situazione che costringe
ancor oggi a rischiare la vita sul lavoro ed in particolare
nei cantieri edili.
Non è una riflessione che cade dal cielo, nel territorio
altinate le imprese lavorano giorno e notte e spesso compaiono
e spariscono in giro di pochi mesi, lasciando ruderi incompleti
all'incuria per anni; sono numerose le imprese di sub appalto
e moti lavoratori sono migranti che, solo quando le cronache
se ne occupano, si scoprono spesso vivere in capannoni e non
avere nessuna forma di tutela.
Per denunciare questa situazione allarmante abbiamo citato
un episodio avvenuto qualche giorno fa, ho ricordato il giovane
operaio migrante caduto mentre lavorava sul cantiere a Portegrandi,
giovane polacco di 22 anni che si è fratturato tutte
le ossa, una "buona sorte" che non è toccata
all'operaio di 40 anni morto cadendo dall'impalcatura in un
cantiere a Campalto.
La mia richiesta rivolta ai cittadini presenti, aveva come
scopo dare il segno tangibile dell'indignazione per una situazione
che non può essere lasciata alla sola iniziativa sindacale,
ne tanto meno agli inadeguati organismi preposti al controllo
sugli appalti, sulla regolarità delle norme di sicurezza,
sulle garanzie per i lavoratori.
E' sconcertante che si interpreti tale
gesto con faziosità, quasi si volesse far passare la
denuncia sui rischi sul lavoro come una strumentalizzazione
del tutto infondata.
Si fa finta di non sapere che proprio nella giornata di ieri
è avvenuto un altro gravissimo incidente e proprio
dietro il Municipio di Quarto: un operaio serbo di 55 anni
è caduto da sei metri d'altezza mentre lavorava, rompendosi
tutte le ossa, finendo grave all'ospedale.
Forse qualcuno ritiene che di queste
questioni non sia bene parlare: negli ultimi cinque anni d'amministrazione
a Quarto si è pianificata la realizzazione di centinaia
di migliaia di mc di nuove aree residenziali e le imprese
fioriscono e fioriranno ovunque, si potrà discutere
dei rischi per i lavoratori solo quando a Quarto d'Altino,
invece che rimanere invalidi a vita , i lavoratori ci lasceranno
la pelle?
Mi pare che di questo si dovrebbe parlare
e non d'altro
p.s Questa mattina davanti al mostro di cemento dietro il
municipio di Quarto d'Altino, CGIL CISL e UIL hanno organizzato
un presidio in seguito all'incidente dell'altro ieri, (il
secondo in pochi giorni sul territorio comunale) a testimoniare
quanto fondata ed urgente sia la questione della sicurezza
sul lavoro a Quarto d'Altino. Noi eravamo presenti per tutta
la durata del picchetto a portare solidarietà ai lavoratori,
ma del sindaco e degli amministratori nemmeno l'ombra. Dove
sarà stato Marcassa?
A cercare la lettera al VIA che lunedì scorso ha proclamato
essere stata scritta 4 mesi fa e della quale ho richiesto
copia più di 30 giorni fa senza ottenere risposta?
Oppure ad una riunione della Commissione Edilizia del Comune
di Marcon, di cui fa parte e che viene così duramente
criticata nell'ultimo volantino capolavoro?
Oppure si sarà incontrato con "Al Capone",
il pseudonimo usato dal privato vincitore all'asta dell'area
Ex ENEL, un area destinata a servizi e trasformata dopo pochi
mesi in residenziale ?
Oppure a parlare di campagna elettorale col vicesindaco leghista
Mazzon ?
Chi farebbe più bella figura a starsene zitto?
Cordiali saluti
Marco Simionato
Candidato a sindaco di
UNIONE ALTINATE
Più sviluppo sociale Basta cemento
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