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31 -maggio -2006

 

 

Incidente in cantiere

Egr. Direttore de La Nuova Venezia

Quarto d’Altino, li 24 maggio 2006

Egregio direttore,

Le scrivo per raccontarle la grande soddisfazione che abbiamo avuto tutti noi altinati al sapere che l’operaio incorso in un grave incidente, la settimana scorsa a Portegrandi, non è morto.

Purtroppo, però, la notizia della sua presunta morte è avvenuta con modalità che non fanno certo onore al nostro paese.

Come lei ben sa, lunedì scorso si è tenuto un confronto tra candidati sindaci, qui a Quarto d’Altino.

Il sig. Marco Simionato, candidato sindaco per la lista di Rifondazione Comunista, ha avuto la bella idea di cercare di toccare la sensibilità sociale di noi cittadini, chiedendo ai presenti un minuto di raccoglimento in memoria dell’”operaio di Portegrandi, deceduto a seguito dell’incidente sul lavoro, della scorsa settimana”. Siamo stati anche noi inizialmente colpiti da questo atto, salvo poi verificare, sia pur con soddisfazione, che era assolutamente falso.

Sono ancora il rappresentante di Quarto d’Altino, ed è in difesa del mio paese e dei tanti cittadini che si sono sentiti presi in giro, che prendo la penna in mano per stigmatizzare pubblicamente questo gravissimo atto di incoscienza politica che vorremmo non fosse mai successo.

Sono a scusarmi in primis con l’operaio e la sua famiglia, che sono stati sfacciatamente strumentalizzati nell’ultimo atto di una battaglia politica condotta con cinque anni di ininterrotte bugie.

Ribadisco il nostro parere estremamente negativo su questa triste e meschina vicenda, inorridendo per il livello di manipolazione delle coscienze a cui Rifondazione Comunista tende, volto non tanto a cercare una impossibile vittoria, quanto a far perdere chi si è sempre battuto per una città a misura d’uomo, per l’attenzione alla persona e per la salvaguardia dell’ambiente, avendo sempre come obiettivo primario la verità e la ricerca della giustizia.

La campagna elettorale non aveva bisogno di questi inasprimenti e di queste bassezze, ma se così dev’essere, che siano chiare ed inequivocabili le responsabilità.

Cordiali saluti,

Loredano Marcassa

Sindaco di Quarto d’Altino

Egregio Direttore
Per evitare che per fini meramente elettorali si inneschi una inutile polemica maliziosa e fuorviante, ritengo doveroso intervenire nel merito di alcune affermazioni seguite all'incontro pubblico tra i cinque candidati a sindaco nel Comune di Quarto d'Altino, tenutasi lo scorso lunedì.

Nello spazio dedicato alla presentazione dei candidati, ho chiesto ai cittadini di dedicare un minuto di riflessione sull'inaccettabile situazione che costringe ancor oggi a rischiare la vita sul lavoro ed in particolare nei cantieri edili.
Non è una riflessione che cade dal cielo, nel territorio altinate le imprese lavorano giorno e notte e spesso compaiono e spariscono in giro di pochi mesi, lasciando ruderi incompleti all'incuria per anni; sono numerose le imprese di sub appalto e moti lavoratori sono migranti che, solo quando le cronache se ne occupano, si scoprono spesso vivere in capannoni e non avere nessuna forma di tutela.
Per denunciare questa situazione allarmante abbiamo citato un episodio avvenuto qualche giorno fa, ho ricordato il giovane operaio migrante caduto mentre lavorava sul cantiere a Portegrandi, giovane polacco di 22 anni che si è fratturato tutte le ossa, una "buona sorte" che non è toccata all'operaio di 40 anni morto cadendo dall'impalcatura in un cantiere a Campalto.

La mia richiesta rivolta ai cittadini presenti, aveva come scopo dare il segno tangibile dell'indignazione per una situazione che non può essere lasciata alla sola iniziativa sindacale, ne tanto meno agli inadeguati organismi preposti al controllo sugli appalti, sulla regolarità delle norme di sicurezza, sulle garanzie per i lavoratori.

E' sconcertante che si interpreti tale gesto con faziosità, quasi si volesse far passare la denuncia sui rischi sul lavoro come una strumentalizzazione del tutto infondata.
Si fa finta di non sapere che proprio nella giornata di ieri è avvenuto un altro gravissimo incidente e proprio dietro il Municipio di Quarto: un operaio serbo di 55 anni è caduto da sei metri d'altezza mentre lavorava, rompendosi tutte le ossa, finendo grave all'ospedale.

Forse qualcuno ritiene che di queste questioni non sia bene parlare: negli ultimi cinque anni d'amministrazione a Quarto si è pianificata la realizzazione di centinaia di migliaia di mc di nuove aree residenziali e le imprese fioriscono e fioriranno ovunque, si potrà discutere dei rischi per i lavoratori solo quando a Quarto d'Altino, invece che rimanere invalidi a vita , i lavoratori ci lasceranno la pelle?

Mi pare che di questo si dovrebbe parlare e non d'altro


p.s Questa mattina davanti al mostro di cemento dietro il municipio di Quarto d'Altino, CGIL CISL e UIL hanno organizzato un presidio in seguito all'incidente dell'altro ieri, (il secondo in pochi giorni sul territorio comunale) a testimoniare quanto fondata ed urgente sia la questione della sicurezza sul lavoro a Quarto d'Altino. Noi eravamo presenti per tutta la durata del picchetto a portare solidarietà ai lavoratori, ma del sindaco e degli amministratori nemmeno l'ombra. Dove sarà stato Marcassa?
A cercare la lettera al VIA che lunedì scorso ha proclamato essere stata scritta 4 mesi fa e della quale ho richiesto copia più di 30 giorni fa senza ottenere risposta?
Oppure ad una riunione della Commissione Edilizia del Comune di Marcon, di cui fa parte e che viene così duramente criticata nell'ultimo volantino capolavoro?
Oppure si sarà incontrato con "Al Capone", il pseudonimo usato dal privato vincitore all'asta dell'area Ex ENEL, un area destinata a servizi e trasformata dopo pochi mesi in residenziale ?
Oppure a parlare di campagna elettorale col vicesindaco leghista Mazzon ?
Chi farebbe più bella figura a starsene zitto?

Cordiali saluti
Marco Simionato
Candidato a sindaco di
UNIONE ALTINATE
Più sviluppo sociale Basta cemento

 

 
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