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Amici
dei bambini
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Dalla Romania a Quarto per un Grest
Emilia (17 anni), Giuliana (19 anni), Anna Maria (20), Paola (17),
Cornel (17), Gabriele (18), Silvia (15): questi sono i nomi dei
ragazzi romeni che, accompagnati da Cristi, 30 anni, operatore Caritas,
e suor Emilia, hanno trascorso otto giorni a Quarto d'Altino, ospiti
di alcune famiglie, ma di fatto inseriti in tutto e per tutto nell'atmosfera
del Grest parrocchiale.
I
ragazzi, originari di Slobozia, sono vecchi amici dei giovani altinati
che si sono recati in Romania insieme a don Luca Biancafior due
volte negli anni scorsi. «Siamo molto felici di essere venuti
in Italia: è la prima volta per noi», hanno detto,
parlando a turno. «L'amicizia, che abbiamo stretto con i ragazzi
italiani, si è molto fortificata: è bello vedere tutte
queste persone che si danno da fare per farci sentire a nostro agio.
Ci siamo trovati bene con i ragazzi italiani: ci ha molto colpito
la loro ospitalità e la disponibilità nell'offrire
il loro tempo a noi, oltre che l'energia e la vivacità dei
bambini al Grest».
Nel corso della loro permanenza a Quarto d'Altino hanno potuto anche
fare alcune escursioni: «Abbiamo finalmente visto Venezia
dal vivo: è stata un'esperienza indimenticabile, un ricordo
da conservare dentro al cuore; per non parlare delle isole di Burano,
Murano, Torcello... Poi il 12 luglio ci siamo recati con i ragazzi
del Grest al parco acquatico di Valeggio sul Mincio: non avevamo
mai visto prima d'ora tanti bambini e ragazzi divertirsi insieme.
Siamo andati anche a Caorle a salutare il cappellano che è
venuto a trovarci in Romania e abbiamo rivisto molte persone che
avevamo conosciuto molti anni fa nel nostro paese», hanno
detto con entusiasmo, spiegandosi in italiano.
Ma i momenti più belli sono stati al Grest: «Domenica
10 luglio, durante la messa, abbiamo pregato e cantato in italiano
e in romeno: è stato davvero un momento magico, che testimonia
non solo il legame che c'è tra noi, ma anche l'unione e l'amicizia
tra due popoli diversi. Giovedì 14 alla festa conclusiva
del Grest abbiamo fatto balli e canti tradizionali romeni, coinvolgendo
i ragazzi italiani nelle nostre usanze».
Alla domanda se torneranno in Italia hanno risposto: «Prima
aspettiamo i nostri amici italiani in Romania: il viaggio è
lungo, purtroppo. Vogliamo ringraziare suor Emilia per la sua comprensione
e saggezza, don Luca per gli sforzi enormi che ha fatto per noi,
sia dal punto di vista organizzativo sia sul piano umano, le famiglie
che ci hanno ospitato e tutti gli animatori che ci hanno accolto
come fratelli: un'atmosfera calorosa che ci ha riempito di gioia».
Beatrice Giai Gischia
Tratto da Gente Veneta , no.29 del 2005
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