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22 - aprile -2009

Marco Simionato

Emendamento al bilancio
comunale

UN INTUIZIONE GENIALE

Ritengo utile pubblicare la risposta alla mia interrogazione sulla chiusura del campo polivalente di Via Aldo Moro, perché ritengo l'intera vicenda molto rappresentativa di come vengono gestite le cose in questo Comune.
La premessa necessaria è che il campo è stato riaperto il 31 marzo. E'stato fatto davvero un bel lavoretto, come dimostrano le foto: dopo due mezze giornate di lavoro, la rete di recinzione e la rete parapalloni sono perfettamente aderenti e sono sparite le due smembrature della rete dietro la porta. Peccato che per arrivare a questo grande risultato LA STRUTTURA SIA RIMASTA COMPLETAMENTE CHIUSA E ABBANDONATA A SE' STESSA PER 7 MESI E MEZZO. Perché e chi ha deciso la chiusura? Su questo punto esistevano già tre versioni diverse:
1) La prima risale al 14 agosto; la decisione di chiudere l'ha presa l'Assessore ai lavori pubblici per manutenzione della rete dietro le porte.
2) La seconda risale all'incirca al 20 agosto dopo che su Viviquarto era stato pubblicato questo intervento (http://www.viviquarto.it/chiuso_per_ferie.php ); la decisione di chiudere l'ha presa il responsabile del settore infrastruttura ed urbanistica per lavori di manutenzione del campo polivalente (intero e non più solo delle reti dietro la porta.
3) La terza era stata sbandierata su "La Nuova Venezia" del 20/8/2008: la chiusura SI È RESA NECESSARIA per tornare ad aggiustare le reti, dal momento che vandali le hanno rovinate.
La risposta all'interrogazione, fornisce una quarta versione; "…la decisione di procedere alla chiusura del campo polivalente …è stata assunta da questa Amministrazione in seguito alla constatazione che il danneggiamento della rete, di recente realizzazione, era stato causato da un utilizzo improprio del bene da parte di alcuni fruitori…". E' evidente che la tesi dell'atto vandalico, deve essere apparsa insostenibile anche all'amministrazione comunale vista l'esiguità dei danni. E poi non è bello dire che ci siano i vandali nel nostro bel paesino, neanche quando servono per coprire qualche pecca dei politici; magari un discorso ne tira un altro e va a finire che si dice che a Quarto d'Altino non esiste un luogo di aggregazione per i giovani e che serpeggia un certo disagio. Giammai. Meglio un più sobrio (ed anche più veritiero; perché non dirlo subito?) "utilizzo improprio" della struttura. Che è concetto ben diverso dall'atto vandalico, che presuppone una precisa volontà di danneggiare, fine a se stessa.; l'utilizzo improprio potrebbe andare dall'esultanza emulatrice di un qualche calciatore di serie A, dopo una girata al volo piazzata sul sette, aggrappandosi alla rete per salutare un pubblico immaginario, fino allo scavalco della rete per dimostrare chissà cosa . Ed è pacifico che questo possa essere successo; il campo è frequentato al 90% da adolescenti e sfido chiunque ad affermare di aver trascorso la propria adolescenza senza aver mai fatto stupidaggini come queste. Mi sembra più grave che non si sia pensato PRIMA di prevenire eventi come questo !!!
Infatti scopriamo dalla risposta all'interrogazione che non è "l'utilizzo improprio" ad aver causato la chiusura della struttura per 7 MESI E MEZZO, bensì l'intuizione geniale dell'amministrazione comunale di "…non procedere con una mera riparazione, ma di attivare una politica in grado di evitare che utilizzi impropri possano nuovamente danneggiare la struttura pubblica in oggetto…". Mica bruscolini; a Quarto si pensa in grande. Non si fanno mere riparazioni per restituire in due giorni una struttura all'utilizzo pubblico; eh no cari miei, qua si attivano politiche rivoluzionarie di gestione. La politica attivata consiste nell' "…affidare la gestione del campo polivalente ad una associazione sportiva, la quale potrà, controllando l'utilizzo del bene, responsabilizzare i fruitori…". Bisogna convenire che un idea così radicale non possa essere realizzata in quattro e quattr'otto; necessita di tempi tecnici. Infatti, si dice, "…Il campo polivalente verrà riaperto entro i tempi necessari per l'esecuzione dell'intervento e per la realizzazione della convenzione per la gestione del bene..". I tempi tecnici sono 7 MESI E MEZZO, 225 giorni, di cui due impiegati per l' "intervento", ed il resto, evidentemente, per la realizzazione della convenzione . Credo che neanche l'affidamento in gestione della Basilica di San Marco richiederebbe 7 MESI E MEZZO per la stesura di una convenzione. E quale sarebbe la natura dell'intervento ed il costo? Nessuna traccia della risposta alla domanda 7 formulata nella mia interrogazione :
7. nel caso in cui la risposta al punto 4 sia che la struttura verrà riaperta, quale sia la reale e precisa natura dell'intervento da effettuare, quale il costo stimato, ed in quale data verrà effettuato l'intervento;

Ma a voler proprio essere pignoli anche la risposta alla domanda 5 non è proprio tranquillizzante:
5. se la struttura verrà realmente riaperta o se seguirà le sorti del palazzetto dello sport che verrà, di fatto, abbattuto come ha definitivamente deciso la sua maggioranza nell'ambito del consiglio comunale del 29/12/2008;

La risposta infatti e che la struttura verrà riaperta ma non si dice che la struttura non verrà abbattuta !!! Fatalità però il campo si trova all'interno di quell'area di intervento (http://www.viviquarto.it/foto2.jpg) in cui sorgeranno fra le 38 e le 50 unità abitative al posto del Palazzetto dello Sport e dell'area verde adiacente. Il campo polivalente sparirà? Meglio non rispondere, non dare certezze. L'unica certezza è che nel 2005 sono stati fatti i lavori di trasformazione da campo di calcio in pista polivalente per complessivi € 25.000 e nel 2008 sono stati affidati ed eseguiti i lavori di sistemazione della rete perimetrale per € 14.560. Totale: € 39.560,00.

Figuriamoci poi se si risponde alla domanda 9:
Inoltre, premesso che:
la pagina dedicata alle opere pubbliche nel sito web del Comune di Quarto d'Altino (http://www.comune.quartodaltino.ve.it/servizi/menu/dinamica.aspx?ID=246 , ultimo accesso effettuato il 24/1/2009 alle ore 1.52) presenta esattamente la stessa situazione riportata nel periodico (recapitato a suo tempo a tutti i cittadini) QUI EDIZIONI - QUARTO D'ALTINO del febbraio 2006, pag 10 (vedi Allegato 3). Pertanto la pagina web non viene aggiornata dalla bellezza di tre anni, confermando la sensazione di vergognosa ed assoluta mancanza di informazione e trasparenza verso la cittadinanza sull'operato della sua amministrazione in materia di opere pubbliche e manutenzioni, suscitata dalla vicenda della chiusura del campo polivalente.
Ciò premesso le chiedo:
9. se la sua maggioranza intenda aggiornare la pagina web rendendo disponibile alla cittadinanza tutte le informazioni sullo stato di avanzamento e realizzazione delle opere pubbliche previste nei piani triennali, sul loro reale costo, sugli affidatari delle opere e degli studi di fattibilità di quelle opere che, negli anni, sono state prima inserite e poi tolte dai piani triennali, come ad esempio la cittadella dello sport o l'auditorium.

Meglio sorvolare su questi piccoli particolari, e poi cos'è questa mania della trasparenza, di voler sapere le cose? Così si mette in pericolo la democrazia, si sobillano gli animi, si instilla il dubbio. E allora qual è la soluzione ? Si lascia passare un mesetto dall'interrogazione, perché altrimenti se si aggiorna il sito web il giorno dopo è come ammettere di essere in fallo e non sta bene. Dopo un mesetto, a fine marzo circa, facendo finta di niente, si inserisce nella pagina web dedicata alle opere pubbliche il piano triennale delle opere pubbliche 2009-2010- 2011; tanto i cittadini non sono così puntigliosi ed esigenti da obiettare che il piano triennale si redige annualmente e che mancano il piano triennale 2006-2007-2008 e 2008-2009-2010 (http://www.comune.quartodaltino.ve.it/servizi/menu/dinamica.aspx?ID=246).
E, per l'ennesima fatalità, proprio nel piano triennale 2006-2007-2008 sono state inserite la costruzione auditorium scuola elementare (stima dei costi € 500.000,00, a carico , secondo il programma, nell'esercizio 2007), che compariva anche nel piano triennale del 2005, e soprattutto la realizzazione della cittadella dello sport - I° lotto (stima dei costi € 1.000.000,00, a carico, secondo il programma, nell'esercizio 2008). Queste due opere sono poi semplicemente sparite dai piani triennali degli anni successivi, come si può constatare anche dal sito del Comune.
L'art. 128, comma 6 del DLGS 163/2006 (http://www.venetoappalti.it/normativa/norme_statali/2006_codice.htm), prevede che:

6. L'inclusione di un lavoro nell'elenco annuale è subordinata, per i lavori di importo inferiore a 1.000.000 di euro, alla previa approvazione di uno studio di fattibilità e, per i lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 di euro, alla previa approvazione della progettazione preliminare, redatta ai sensi dell'articolo 93, salvo che per i lavori di manutenzione, per i quali è sufficiente l'indicazione degli interventi accompagnata dalla stima sommaria dei costi nonché per i lavori di cui all'articolo 153 per i quali è sufficiente lo studio di fattibilità.

Sono stati approvati lo studio di fattibilità per l'Auditorium e la progettazione preliminare per la Cittadella dello Sport? Chi ha eseguito questi lavori? Quanto sono costati alla collettività? Perché sono scomparsi dai piani triennali degli anni successivi? Il pretesto più probabile è l'irrigidimento dei parametri imposti dal patto di stabilità. Ma chi ha redatto il piano triennale nel 2006 proprio non immaginava questa tendenza dei parametri del patto di stabilità per gli anni successivi? Quali delle opere inserite nei piani triennali dal 2006 ad oggi sono state iniziate o realizzate e quali sono stati i costi effettivi e le fonti di finanziamento (questa parte della pagina web, ad oggi 17/4/2009, non è stata ancora aggiornata ed è esattamente la stessa del 2006)?
A tutte queste domande si è preferito non rispondere, chissà perché.

Da notare che durante l'ultimo consiglio comunale svoltosi il 19/3/2009 uno degli assessori che governa la cosa pubblica con cotale trasparenza, si è rivolto a me, udito anche dal pubblico presente, dandomi del pagliaccio. Fatalità è lo stesso assessore che in data 13,14 e 15 novembre 2008 ha partecipato a Roma ad un incontro-studio sulla fattibilità del progetto di sviluppo dell'area altinate, in rappresentanza del Comune di Quarto d'Altino chiedendo una nota spesa, comprensiva di volo aereo, andata e ritorno per Roma, noleggio autovettura e apparato GSM, spese autostradali, pernottamento in albergo, carburante, autostrada e garage San Marco, per un totale di euro 489,50.
Per quelli non ci sono voluti 7 mesi e mezzo; dopo un mesetto c'era già la determina.

Marco Simionato
Consigliere Comunale UNIONE ALTINATE - PIU' SVILUPPO SOCIALE, BASTA CEMENTO
jsimiona@tin.it

27 - gennaio -2009

Marco Simionato

Emendamento al bilancio
comunale

INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA N° 17

(Ai sensi dell'art. 22, comma 7 del Regolamento di Funzionamento del Consiglio Comunale)

"Ritengo opportuno che i lettori di Viviquarto vengano messi a conoscenza della seguente interrogazione con richiesta di risposta scritta che ho depositato il 24.1.2009 presso la segreteria del Comune.Ringrazio Franco per la pubblicazione e tutti i cittadin iche avranno la pazienza di leggerla".

Oggetto: CHIUSURA DEL CAMPO POLIVALENTE DI VIA ALDO MORO

Egr. Sig. Sindaco,
Premesso che:
il campo polivalente di Via Aldo Moro rappresenta l' unica struttura sportiva pubblica gratuita e fruibile senza richieste preventive a Quarto d'Altino. Sul periodico di cui lei è direttore editoriale, "Quarto Informa", nel numero di luglio 2008 a pagina 6, è apparso un articolo intitolato "Opere pubbliche concluse", nel quale si annunciava con tono trionfante la conclusione dei lavori di sistemazione della rete perimetrale del campo polivalente e la realizzazione di una rete parapalloni, per un costo di € 13.000,00.

Ma dai primi giorni di agosto, pochi giorni dopo aver recapitato il periodico contenente il succitato articolo nelle cassette della posta di tutti i cittadini altinati, il campo polivalente è stato chiuso e risulta chiuso a tutt'oggi, a distanza di cinque mesi. Tale chiusura appare, a prima vista, totalmente immotivata: la rete di recinzione non è divelta, né pericolante, la pavimentazione appare in buono stato e complessivamente non sembra esserci nessun potenziale pericolo per i cittadini che volessero usufruire della struttura.

L'unica anomalia riscontrabile è rappresentata dalla parte alta della recinzione dietro la porta dal lato adiacente al Palazzetto dello Sport (vedi Allegato 1 - Foto 1): qui la rete, in soli due punti, è piegata verso l'interno del campo.

Risulta difficile pensare che tale anomalia sia la causa che sta sottraendo dal pubblico utilizzo la struttura, da cinque mesi a questa parte, dopo che per la stessa struttura sono stati spesi € 13.000,00 della collettività.

Non sembrava pensarlo nemmeno l'assessore competente, che nell'intervista rilasciata a La Nuova Venezia del 20/8/2008 (vedi Allegato 1), liquidava l'intervento necessario come un lavoro che avrebbero fatto gli operai (si presume comunali) al loro ritorno dalle ferie (si presume quelle estive, dell'anno 2008), senza far cenno alcuno ad una complessità tale da richiedere l'intervento di una ditta esterna, e almeno cinque mesi di completa interdizione della struttura.

Ad ogni modo nell'attuale condizione, la struttura solo per la parte dietro alla porta adiacente al Palazzetto, e solo nel caso fortuito che il pallone si infili in una delle due aperture, si troverebbe nello stesso stato in cui era fino all' aprile del 2008, prima dell'installazione della rete parapalloni; fino a tale data il campo è stato utilizzato regolarmente senza mai essere interdetto. D'altro canto, se il problema fosse realmente quello del pericolo di una eventuale fuoriuscita dei palloni dalla struttura, non si capisce come mai lei non abbia emesso un ordinanza di interdizione dall'uso del campo parrocchiale, la cui recinzione piuttosto bassa, presenta aperture di qualche metro di larghezza e di almeno trenta centimetri di altezza nel lato che da su Via Stazione, ben più trafficata della zona in questione..

Se le motivazioni della chiusura della struttura appaiono inconsistenti ed i tempi di intervento assolutamente inaccettabili, ben più grave appare l'uso disinvolto della carta stampata per rilasciare dichiarazioni che si rivelano totalmente inesatte, e l'assoluta mancanza di informazione, comunicazione e trasparenza verso i cittadini.

Le dichiarazioni rilasciate a La Nuova Venezia dall'assessore competente, rilette a distanza di cinque mesi durante i quali la struttura è rimasta chiusa ed ancora nessun intervento di manutenzione ha avuto luogo, appaiono a dir poco vergognose: "In questi giorni gli operai sono in ferie; non appena torneranno completeranno il lavoro e la piastra polivalente potrà essere riaperta".

Non si sa se la considerazione per la quale "In meno di un mese il campo polivalente dovrebbe essere riaperto" , riportata fuori dalle virgolette, sia stata ispirata dallo stesso assessore o sia una delle libere interpretazioni con cui la nota giornalista delizia da un paio d'anni la cittadinanza altinate.

Quello che sappiamo, alla luce dei fatti, è che si è rivelata assolutamente mendace. Ancora peggiori, se possibile, i sistemi di comunicazione con la cittadinanza riguardo la chiusura della struttura; il 15 agosto (Allegato 2 - foto 2) chi ha pensato di portare il proprio figlio a tirare quattro calci al pallone ha trovato l'ingresso sbarrato, ed un avviso privo di firma scritto su un improvvisato foglio giallo, senza nessun timbro e nessuna intestazione. In tale maldestro avviso veniva indicata "la manutenzione delle reti dietro le porte" come l'intervento da svolgere, ed attribuita la paternità della decisione di chiusura all'assessore competente.

Dopo la pubblicazione della foto del pittoresco avviso su Viviquarto, è comparso un nuovo avviso, leggermente più rispettoso della forma e dei cittadini di questo paese (Allegato 2 - Foto 3). In tale nuovo avviso però "la manutenzione delle reti dietro le porte" si è trasformata in una cosa un po' più seria quale "lavori di manutenzione del campo polivalente", e la data di riapertura è slittata dal "ritorrno degli operai dalle ferie" alla classica "data da destinarsi", condita da un "Ci scusiamo per il disagio" di trenitalico stile.

La decisione da politica, dell'assessore, diventa tecnica, del responsabile del settore III° infrastrutture ed urbanistica. Il risultato è una confusione totale, e una sostanziale assenza di ogni tipo di informazione utile al cittadino per capire cosa sia realmente successo.

Tutto ciò premesso le chiedo:
1. se gli operai sono tornati dalle ferie;
2. chi abbia preso la decisione di chiudere la struttura e quali siano le reali motivazioni di tale decisione;
3. in base a quali elementi ed informazioni l'assessore competente abbia rilasciato a La Nuova Venezia le dichiarazioni contenute nell'articolo apparso il 20 agosto 2008;
4. quali fatti intervenuti dopo il 20 agosto 2008 abbiano ritardato l'intervento che doveva essere effettuato, a detta dell'assessore competente, dopo le ferie estive;
5. se la struttura verrà realmente riaperta o se seguirà le sorti del palazzetto dello sport che verrà, di fatto, abbattuto come ha definitivamente deciso la sua maggioranza nell'ambito del consiglio comunale del 29/12/2008;
6. nel caso in cui la risposta al punto 4 sia che la struttura verrà abbattuta, per quale motivo la cittadinanza non sia stata adeguatamente informata;
7. nel caso in cui la risposta al punto 4 sia che la struttura verrà riaperta, quale sia la reale e precisa natura dell'intervento da effettuare, quale il costo stimato, ed in quale data verrà effettuato l'intervento;
8. se sia stata fatta una stima di quale spreco rappresenti per la collettività la chiusura per cinque mesi di una struttura sulla quale non più tardi di aprile 2008 è stato effettuato un investimento di 13.000,00 €
Inoltre, premesso che:
la pagina dedicata alle opere pubbliche nel sito web del Comune di Quarto d'Altino (http://www.comune.quartodaltino.ve.it/servizi/menu/dinamica.aspx?ID=246 , ultimo accesso effettuato il 24/1/2009 alle ore 1.52) presenta esattamente la stessa situazione riportata nel periodico (recapitato a suo tempo a tutti i cittadini) QUI EDIZIONI - QUARTO D'ALTINO del febbraio 2006, pag 10 (vedi Allegato 3). Pertanto la pagina web non viene aggiornata dalla bellezza di tre anni, confermando la sensazione di vergognosa ed assoluta mancanza di informazione e trasparenza verso la cittadinanza sull'operato della sua amministrazione in materia di opere pubbliche e manutenzioni, suscitata dalla vicenda della chiusura del campo polivalente.
Ciò premesso le chiedo:

9. se la sua maggioranza intenda aggiornare la pagina web rendendo disponibile alla cittadinanza tutte le informazioni sullo stato di avanzamento e realizzazione delle opere pubbliche previste nei piani triennali, sul loro reale costo, sugli affidatari delle opere e degli studi di fattibilità di quelle opere che, negli anni, sono state prima inserite e poi tolte dai piani triennali, come ad esempio la cittadella dello sport o l'auditorium.

Distinti saluti.


Per il Gruppo Consiliare Unione Altinate - Più sviluppo sociale, basta cemento
Marco Simionato

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