Ritengo utile pubblicare la
risposta alla mia interrogazione sulla chiusura del campo polivalente
di Via Aldo Moro, perché ritengo l'intera vicenda molto rappresentativa
di come vengono gestite le cose in questo Comune.
La premessa necessaria è che il campo è stato riaperto
il 31 marzo. E'stato fatto davvero un bel lavoretto, come dimostrano
le
foto: dopo due mezze giornate di lavoro, la rete di recinzione
e la rete parapalloni sono perfettamente aderenti e sono sparite
le due smembrature della rete dietro la porta. Peccato che per arrivare
a questo grande risultato LA STRUTTURA SIA RIMASTA COMPLETAMENTE
CHIUSA E ABBANDONATA A SE' STESSA PER 7 MESI E MEZZO. Perché
e chi ha deciso la chiusura? Su questo punto esistevano già
tre versioni diverse:
1) La prima risale al 14 agosto; la decisione di chiudere l'ha presa
l'Assessore ai lavori pubblici per manutenzione della rete dietro
le porte.
2) La seconda risale all'incirca al 20 agosto dopo che su Viviquarto
era stato pubblicato questo intervento (http://www.viviquarto.it/chiuso_per_ferie.php
); la decisione di chiudere l'ha presa il responsabile del settore
infrastruttura ed urbanistica per lavori di manutenzione del campo
polivalente (intero e non più solo delle reti dietro la porta.
3) La terza era stata sbandierata su "La Nuova Venezia"
del 20/8/2008: la chiusura SI È RESA NECESSARIA per tornare
ad aggiustare le reti, dal momento che vandali le hanno rovinate.
La risposta all'interrogazione, fornisce una quarta versione; " la
decisione di procedere alla chiusura del campo polivalente è
stata assunta da questa Amministrazione in seguito alla constatazione
che il danneggiamento della rete, di recente realizzazione, era
stato causato da un utilizzo improprio del bene da parte di alcuni
fruitori ". E' evidente che la tesi dell'atto vandalico,
deve essere apparsa insostenibile anche all'amministrazione comunale
vista l'esiguità dei danni. E poi non è bello dire
che ci siano i vandali nel nostro bel paesino, neanche quando servono
per coprire qualche pecca dei politici; magari un discorso ne tira
un altro e va a finire che si dice che a Quarto d'Altino non esiste
un luogo di aggregazione per i giovani e che serpeggia un certo
disagio. Giammai. Meglio un più sobrio (ed anche più
veritiero; perché non dirlo subito?) "utilizzo improprio"
della struttura. Che è concetto ben diverso dall'atto vandalico,
che presuppone una precisa volontà di danneggiare, fine a
se stessa.; l'utilizzo improprio potrebbe andare dall'esultanza
emulatrice di un qualche calciatore di serie A, dopo una girata
al volo piazzata sul sette, aggrappandosi alla rete per salutare
un pubblico immaginario, fino allo scavalco della rete per dimostrare
chissà cosa . Ed è pacifico che questo possa essere
successo; il campo è frequentato al 90% da adolescenti e
sfido chiunque ad affermare di aver trascorso la propria adolescenza
senza aver mai fatto stupidaggini come queste. Mi sembra più
grave che non si sia pensato PRIMA di prevenire eventi come questo
!!!
Infatti scopriamo dalla risposta all'interrogazione che non è
"l'utilizzo improprio" ad aver causato la chiusura della
struttura per 7 MESI E MEZZO, bensì l'intuizione geniale
dell'amministrazione comunale di " non procedere con
una mera riparazione, ma di attivare una politica in grado di evitare
che utilizzi impropri possano nuovamente danneggiare la struttura
pubblica in oggetto ". Mica bruscolini; a Quarto si
pensa in grande. Non si fanno mere riparazioni per restituire in
due giorni una struttura all'utilizzo pubblico; eh no cari miei,
qua si attivano politiche rivoluzionarie di gestione. La politica
attivata consiste nell' " affidare la gestione del
campo polivalente ad una associazione sportiva, la quale potrà,
controllando l'utilizzo del bene, responsabilizzare i fruitori ".
Bisogna convenire che un idea così radicale non possa essere
realizzata in quattro e quattr'otto; necessita di tempi tecnici.
Infatti, si dice, " Il campo polivalente verrà
riaperto entro i tempi necessari per l'esecuzione dell'intervento
e per la realizzazione della convenzione per la gestione del bene..".
I tempi tecnici sono 7 MESI E MEZZO, 225 giorni, di cui due impiegati
per l' "intervento", ed il resto, evidentemente, per la
realizzazione della convenzione . Credo che neanche l'affidamento
in gestione della Basilica di San Marco richiederebbe 7 MESI E MEZZO
per la stesura di una convenzione. E quale sarebbe la natura dell'intervento
ed il costo? Nessuna traccia della risposta alla domanda 7 formulata
nella mia interrogazione : 7. nel caso in cui la risposta al punto 4 sia che la struttura
verrà riaperta, quale sia la reale e precisa natura dell'intervento
da effettuare, quale il costo stimato, ed in quale data verrà
effettuato l'intervento;
Ma a voler proprio essere pignoli anche la risposta alla domanda
5 non è proprio tranquillizzante: 5. se la struttura verrà realmente riaperta o se seguirà
le sorti del palazzetto dello sport che verrà, di fatto,
abbattuto come ha definitivamente deciso la sua maggioranza nell'ambito
del consiglio comunale del 29/12/2008;
La risposta infatti e che la struttura verrà riaperta ma
non si dice che la struttura non verrà abbattuta !!! Fatalità
però il campo si trova all'interno di quell'area di intervento
(http://www.viviquarto.it/foto2.jpg)
in cui sorgeranno fra le 38 e le 50 unità abitative al posto
del Palazzetto dello Sport e dell'area verde adiacente. Il campo
polivalente sparirà? Meglio non rispondere, non dare certezze.
L'unica certezza è che nel 2005 sono stati fatti i lavori
di trasformazione da campo di calcio in pista polivalente per complessivi
€ 25.000 e nel 2008 sono stati affidati ed eseguiti i lavori
di sistemazione della rete perimetrale per € 14.560. Totale:
€ 39.560,00.
Figuriamoci poi se si risponde alla domanda 9:
Inoltre, premesso che:
la pagina dedicata alle opere pubbliche nel sito web del Comune
di Quarto d'Altino (http://www.comune.quartodaltino.ve.it/servizi/menu/dinamica.aspx?ID=246
, ultimo accesso effettuato il 24/1/2009 alle ore 1.52) presenta
esattamente la stessa situazione riportata nel periodico (recapitato
a suo tempo a tutti i cittadini) QUI EDIZIONI - QUARTO D'ALTINO
del febbraio 2006, pag 10 (vedi Allegato 3). Pertanto la pagina
web non viene aggiornata dalla bellezza di tre anni, confermando
la sensazione di vergognosa ed assoluta mancanza di informazione
e trasparenza verso la cittadinanza sull'operato della sua amministrazione
in materia di opere pubbliche e manutenzioni, suscitata dalla vicenda
della chiusura del campo polivalente.
Ciò premesso le chiedo:
9. se la sua maggioranza intenda aggiornare la pagina web rendendo
disponibile alla cittadinanza tutte le informazioni sullo stato
di avanzamento e realizzazione delle opere pubbliche previste nei
piani triennali, sul loro reale costo, sugli affidatari delle opere
e degli studi di fattibilità di quelle opere che, negli anni,
sono state prima inserite e poi tolte dai piani triennali, come
ad esempio la cittadella dello sport o l'auditorium.
Meglio sorvolare su questi piccoli particolari, e poi cos'è
questa mania della trasparenza, di voler sapere le cose? Così
si mette in pericolo la democrazia, si sobillano gli animi, si instilla
il dubbio. E allora qual è la soluzione ? Si lascia passare
un mesetto dall'interrogazione, perché altrimenti se si aggiorna
il sito web il giorno dopo è come ammettere di essere in
fallo e non sta bene. Dopo un mesetto, a fine marzo circa, facendo
finta di niente, si inserisce nella pagina web dedicata alle opere
pubbliche il piano triennale delle opere pubbliche 2009-2010- 2011;
tanto i cittadini non sono così puntigliosi ed esigenti da
obiettare che il piano triennale si redige annualmente e che mancano
il piano triennale 2006-2007-2008 e 2008-2009-2010 (http://www.comune.quartodaltino.ve.it/servizi/menu/dinamica.aspx?ID=246).
E, per l'ennesima fatalità, proprio nel piano triennale 2006-2007-2008
sono state inserite la costruzione auditorium scuola elementare
(stima dei costi € 500.000,00, a carico , secondo il programma,
nell'esercizio 2007), che compariva anche nel piano triennale del
2005, e soprattutto la realizzazione della cittadella dello sport
- I° lotto (stima dei costi € 1.000.000,00, a carico, secondo
il programma, nell'esercizio 2008). Queste due opere sono poi semplicemente
sparite dai piani triennali degli anni successivi, come si può
constatare anche dal sito del Comune.
L'art. 128, comma 6 del DLGS 163/2006 (http://www.venetoappalti.it/normativa/norme_statali/2006_codice.htm),
prevede che:
6. L'inclusione di un lavoro nell'elenco
annuale è subordinata, per i lavori di importo inferiore
a 1.000.000 di euro, alla previa approvazione di uno studio di fattibilità
e, per i lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 di euro,
alla previa approvazione della progettazione preliminare, redatta
ai sensi dell'articolo 93, salvo che per i lavori di manutenzione,
per i quali è sufficiente l'indicazione degli interventi
accompagnata dalla stima sommaria dei costi nonché per i
lavori di cui all'articolo 153 per i quali è sufficiente
lo studio di fattibilità.
Sono stati approvati lo studio di fattibilità per l'Auditorium
e la progettazione preliminare per la Cittadella dello Sport? Chi
ha eseguito questi lavori? Quanto sono costati alla collettività?
Perché sono scomparsi dai piani triennali degli anni successivi?
Il pretesto più probabile è l'irrigidimento dei parametri
imposti dal patto di stabilità. Ma chi ha redatto il piano
triennale nel 2006 proprio non immaginava questa tendenza dei parametri
del patto di stabilità per gli anni successivi? Quali delle
opere inserite nei piani triennali dal 2006 ad oggi sono state iniziate
o realizzate e quali sono stati i costi effettivi e le fonti di
finanziamento (questa parte della pagina web, ad oggi 17/4/2009,
non è stata ancora aggiornata ed è esattamente la
stessa del 2006)?
A tutte queste domande si è preferito non rispondere, chissà
perché.
Da notare che durante l'ultimo consiglio comunale svoltosi il 19/3/2009
uno degli assessori che governa la cosa pubblica con cotale trasparenza,
si è rivolto a me, udito anche dal pubblico presente, dandomi
del pagliaccio. Fatalità è lo stesso assessore che
in data 13,14 e 15 novembre 2008 ha partecipato a Roma ad un incontro-studio
sulla fattibilità del progetto di sviluppo dell'area altinate,
in rappresentanza del Comune di Quarto d'Altino chiedendo una nota
spesa, comprensiva di volo aereo, andata e ritorno per Roma, noleggio
autovettura e apparato GSM, spese autostradali, pernottamento in
albergo, carburante, autostrada e garage San Marco, per un totale
di euro 489,50.
Per quelli non ci sono voluti 7 mesi e mezzo; dopo un mesetto c'era
già la determina.
Marco Simionato
Consigliere Comunale UNIONE ALTINATE - PIU' SVILUPPO SOCIALE, BASTA
CEMENTO jsimiona@tin.it
INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA N° 17
(Ai sensi dell'art. 22, comma 7 del Regolamento
di Funzionamento del Consiglio Comunale)
"Ritengo opportuno
che i lettori di Viviquarto vengano messi a conoscenza della seguente
interrogazione con richiesta di risposta scritta che ho depositato
il 24.1.2009 presso la segreteria del Comune.Ringrazio Franco per
la pubblicazione e tutti i cittadin iche avranno la pazienza di
leggerla".
Oggetto: CHIUSURA DEL CAMPO POLIVALENTE DI VIA ALDO MORO
Egr. Sig. Sindaco,
Premesso che:
il campo polivalente di Via Aldo Moro rappresenta l' unica struttura
sportiva pubblica gratuita e fruibile senza richieste preventive
a Quarto d'Altino. Sul periodico di cui lei è direttore editoriale,
"Quarto Informa", nel numero di luglio 2008 a pagina 6,
è apparso un articolo intitolato "Opere pubbliche concluse",
nel quale si annunciava con tono trionfante la conclusione dei lavori
di sistemazione della rete perimetrale del campo polivalente e la
realizzazione di una rete parapalloni, per un costo di € 13.000,00.
Ma dai primi giorni di agosto, pochi giorni dopo aver recapitato
il periodico contenente il succitato articolo nelle cassette della
posta di tutti i cittadini altinati, il campo polivalente è
stato chiuso e risulta chiuso a tutt'oggi, a distanza di cinque
mesi. Tale chiusura appare, a prima vista, totalmente immotivata:
la rete di recinzione non è divelta, né pericolante,
la pavimentazione appare in buono stato e complessivamente non sembra
esserci nessun potenziale pericolo per i cittadini che volessero
usufruire della struttura.
L'unica anomalia riscontrabile è rappresentata dalla parte
alta della recinzione dietro la porta dal lato adiacente al Palazzetto
dello Sport (vedi Allegato
1 - Foto 1): qui la rete, in soli due punti, è piegata
verso l'interno del campo.
Risulta difficile pensare che tale anomalia sia la causa che sta
sottraendo dal pubblico utilizzo la struttura, da cinque mesi a
questa parte, dopo che per la stessa struttura sono stati spesi
€ 13.000,00 della collettività.
Non sembrava pensarlo nemmeno l'assessore competente, che nell'intervista
rilasciata a La Nuova Venezia del 20/8/2008 (vedi
Allegato 1), liquidava l'intervento necessario come un lavoro
che avrebbero fatto gli operai (si presume comunali) al loro ritorno
dalle ferie (si presume quelle estive, dell'anno 2008), senza far
cenno alcuno ad una complessità tale da richiedere l'intervento
di una ditta esterna, e almeno cinque mesi di completa interdizione
della struttura.
Ad ogni modo nell'attuale condizione, la struttura solo per la
parte dietro alla porta adiacente al Palazzetto, e solo nel caso
fortuito che il pallone si infili in una delle due aperture, si
troverebbe nello stesso stato in cui era fino all' aprile del 2008,
prima dell'installazione della rete parapalloni; fino a tale data
il campo è stato utilizzato regolarmente senza mai essere
interdetto. D'altro canto, se il problema fosse realmente quello
del pericolo di una eventuale fuoriuscita dei palloni dalla struttura,
non si capisce come mai lei non abbia emesso un ordinanza di interdizione
dall'uso del campo parrocchiale, la cui recinzione piuttosto bassa,
presenta aperture di qualche metro di larghezza e di almeno trenta
centimetri di altezza nel lato che da su Via Stazione, ben più
trafficata della zona in questione..
Se le motivazioni della chiusura della struttura appaiono inconsistenti
ed i tempi di intervento assolutamente inaccettabili, ben più
grave appare l'uso disinvolto della carta stampata per rilasciare
dichiarazioni che si rivelano totalmente inesatte, e l'assoluta
mancanza di informazione, comunicazione e trasparenza verso i cittadini.
Le dichiarazioni rilasciate a La Nuova Venezia dall'assessore competente,
rilette a distanza di cinque mesi durante i quali la struttura è
rimasta chiusa ed ancora nessun intervento di manutenzione ha avuto
luogo, appaiono a dir poco vergognose: "In questi giorni gli
operai sono in ferie; non appena torneranno completeranno il lavoro
e la piastra polivalente potrà essere riaperta".
Non si sa se la considerazione per la quale "In meno di un
mese il campo polivalente dovrebbe essere riaperto" , riportata
fuori dalle virgolette, sia stata ispirata dallo stesso assessore
o sia una delle libere interpretazioni con cui la nota giornalista
delizia da un paio d'anni la cittadinanza altinate.
Quello che sappiamo, alla luce dei fatti, è che si è
rivelata assolutamente mendace. Ancora peggiori, se possibile, i
sistemi di comunicazione con la cittadinanza riguardo la chiusura
della struttura; il 15 agosto (Allegato
2 - foto 2) chi ha pensato di portare il proprio figlio a tirare
quattro calci al pallone ha trovato l'ingresso sbarrato, ed un avviso
privo di firma scritto su un improvvisato foglio giallo, senza nessun
timbro e nessuna intestazione. In tale maldestro avviso veniva indicata
"la manutenzione delle reti dietro le porte" come l'intervento
da svolgere, ed attribuita la paternità della decisione di
chiusura all'assessore competente.
Dopo la pubblicazione della foto del pittoresco avviso su Viviquarto,
è comparso un nuovo avviso, leggermente più rispettoso
della forma e dei cittadini di questo paese (Allegato
2 - Foto 3). In tale nuovo avviso però "la manutenzione
delle reti dietro le porte" si è trasformata in una
cosa un po' più seria quale "lavori di manutenzione
del campo polivalente", e la data di riapertura è slittata
dal "ritorrno degli operai dalle ferie" alla classica
"data da destinarsi", condita da un "Ci scusiamo
per il disagio" di trenitalico stile.
La decisione da politica, dell'assessore, diventa tecnica, del
responsabile del settore III° infrastrutture ed urbanistica.
Il risultato è una confusione totale, e una sostanziale assenza
di ogni tipo di informazione utile al cittadino per capire cosa
sia realmente successo.
Tutto ciò premesso le chiedo:
1. se gli operai sono tornati dalle ferie;
2. chi abbia preso la decisione di chiudere la struttura e quali
siano le reali motivazioni di tale decisione;
3. in base a quali elementi ed informazioni l'assessore competente
abbia rilasciato a La Nuova Venezia le dichiarazioni contenute nell'articolo
apparso il 20 agosto 2008;
4. quali fatti intervenuti dopo il 20 agosto 2008 abbiano ritardato
l'intervento che doveva essere effettuato, a detta dell'assessore
competente, dopo le ferie estive;
5. se la struttura verrà realmente riaperta o se seguirà
le sorti del palazzetto dello sport che verrà, di fatto,
abbattuto come ha definitivamente deciso la sua maggioranza nell'ambito
del consiglio comunale del 29/12/2008;
6. nel caso in cui la risposta al punto 4 sia che la struttura verrà
abbattuta, per quale motivo la cittadinanza non sia stata adeguatamente
informata;
7. nel caso in cui la risposta al punto 4 sia che la struttura verrà
riaperta, quale sia la reale e precisa natura dell'intervento da
effettuare, quale il costo stimato, ed in quale data verrà
effettuato l'intervento;
8. se sia stata fatta una stima di quale spreco rappresenti per
la collettività la chiusura per cinque mesi di una struttura
sulla quale non più tardi di aprile 2008 è stato effettuato
un investimento di 13.000,00 €
Inoltre, premesso che:
la pagina dedicata alle opere pubbliche nel sito web del Comune
di Quarto d'Altino (http://www.comune.quartodaltino.ve.it/servizi/menu/dinamica.aspx?ID=246
, ultimo accesso effettuato il 24/1/2009 alle ore 1.52) presenta
esattamente la stessa situazione riportata nel periodico (recapitato
a suo tempo a tutti i cittadini) QUI EDIZIONI - QUARTO D'ALTINO
del febbraio 2006, pag 10 (vedi
Allegato 3). Pertanto la pagina web non viene aggiornata dalla
bellezza di tre anni, confermando la sensazione di vergognosa ed
assoluta mancanza di informazione e trasparenza verso la cittadinanza
sull'operato della sua amministrazione in materia di opere pubbliche
e manutenzioni, suscitata dalla vicenda della chiusura del campo
polivalente.
Ciò premesso le chiedo:
9. se la sua maggioranza intenda aggiornare la pagina web rendendo
disponibile alla cittadinanza tutte le informazioni sullo stato
di avanzamento e realizzazione delle opere pubbliche previste nei
piani triennali, sul loro reale costo, sugli affidatari delle opere
e degli studi di fattibilità di quelle opere che, negli anni,
sono state prima inserite e poi tolte dai piani triennali, come
ad esempio la cittadella dello sport o l'auditorium.
Distinti saluti.
Per il Gruppo Consiliare Unione Altinate - Più sviluppo sociale,
basta cemento
Marco Simionato