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Precisazioni al sig. ”penna offuscata”
Premetto che con
questa mia replica non intendo nel modo più assoluto avviar un singolar
tenzone con il signore che ha scritto i contestati articoli su GV,
ma tengo veramente a cuore che venga rispettata
la verità e che i lettori di questo “prezioso sito” possano liberamente
valutare quanto sotto esposto.
E’
mia opinione che un articolo giornalistico, e con questo intendo
uno scritto che va in pasto alla gente comune che legge e interpreta
esclusivamente in buona fede, debba avere una sola caratteristica:
esporre
i fatti nel modo più obiettivo possibile citando dati e fonti attendibili.
Il
caso in questione non è
una manifestazione tipo quella recente a Vicenza, o uno sciopero
generale qualsiasi, dove ognuno (governo-sindacati-politici-prefettura,ecc) “spara” dei numeri relativi alle presenze umane, tanto
domani tutti sono a casa e nulla è più provabile,
ma contrariamente il nostro “mostriciattolo”
è una costruzione in c.a. e pietre faccia vista, è composto da un
numero “ben definito” di appartamenti che hanno una metratura (snp
o commerciale) certamente ormai stabilita.
Probabilmente
per i prossimi decenni tutto questo rimarrà immutato perciò, come
già proposto, invito il sig. “penna offuscata” ad un sopralluogo congiunto
dove si scopriranno i parametri reali.
Questi dati, che
già ora si possono verificare dalle tavole di progetto, probabilmente
mai viste dal “penna”, che sono sicuramente più semplici e precise delle telefonate dell’ultimo
momento,
non corrispondono ancora a quanto affermato nell’inciso
inviato dallo scrittore, e mi dispiace molto che costui perseveri a scrivere notizie non corrette
scaricando le colpe ad architetti poco informati o alle linee telefoniche
occupate: o si scrivono le cose certe, oppure si fa altro……..
il rilancio del 10% sul numero dei mini (o bilocali
se si preferisce) non è ancora sufficiente perché in realtà sono
il 50 % dei 58 realizzati, e siccome non siamo al mercato o ad una
svendita è opportuno che questo dato sia chiarito definitivamente.
Altra
notizia errata, e rilanciata dal sig. “penna offuscata”, risulta
quella relativa alla frase “ il proprietario
aveva già in mano la carta per costruire molto più di quanto non
sia stato effettivamente realizzato grazie al successivo Piruea”.
Il PRG vigente all’epoca ( evidentemente
poco noto al “penna”)
prevedeva su quell’area una edificazione
massima di 7.400 mc;
il Piruea ne ha concessi 14.800 …… sbaglio o corrisponde al doppio?? Non è il caso di scherzare su questi valori, queste
non sono vespe, sono miliardi di vecchie lire.
O si ha il coraggio di scrivere la verità, come chiaramente
citata su specifiche delibere Comunali,
diversamente significa che si vuole proprio far una pessima figura.
Credo
che molti cittadini di Quarto stiano guardando proprio con occhio
molto limpido quello che si sta ancora costruendo; il sig.
“penna offuscata” forse non lo sa che tutto quello che si sta costruendo,
più o meno esagerato nelle dimensioni, è tutto frutto di PIRUEA, cioè Piani Integrati di
Riqualificazione Urbana Edilizia e Ambientale…….. Ambientale sottolineo.
In sostanza si
differenziano dalle normali “Concessioni Edilizie” perché sono degli
accordi che L’Amministrazione può fare con i Privati, in cambio
di un compenso a favore dell’Amministrazione pari almeno al 55%
dell’utile finale che il
privato ottiene dall’operazione.
Tradotto in cifre,
e questa è matematica,
non la mia opinione,
i 7.400 mc concessi significano 29 appartamenti
in più edificati grazie al PIRUEA, il proprietario avrebbe
potuto costruirne 29 con la normale concessione edilizia possibile
con il PRG vigente a quella data.
Il 55% dell’utile prodotto dalla vendita
di questi 29 appartamenti dovrebbe andare alle casse Comunali.
Chi
ha voglia di fare due conti partendo dai 2.000 euro al mq, o se
preferisce dai circa 666 euro al mc, valore medio (in difetto) di vendita attuale degli immobili
in oggetto, tolto ovviamente il costo di costruzione, potrà capire
di quali cifre stiamo parlando.
Ritengo
importante inoltre sottolineare la frase usata dal sig.”penna”: …..scelte fatte per non pagare il
doppio o il triplo di ICI per dare al Comune le risorse necessarie.
Probabilmente
il sig.”penna offuscata” non sa che questa precisa frase è molto
nota in paese, la conoscono tutti perfino
i bambini delle elementari; una persona molto “importante”
in paese la ripete ad ogni suo intervento pubblico, ……..
qualsiasi sia l’ordine del giorno.
Non mi stupisce
proprio che la conosca così bene anche chi scrive su GV.
Credo
che i cittadini di Quarto vorrebbero sapere però, con esattezza,
cosa significa “pagare il doppio o il triplo di ICI”;
come
tutti sanno la normativa relativa all’imposta ICI prevede
una imposta ordinaria applicabile dai Comuni che oscilla dal minimo
del 4 xmille a un massimo
del 7 xmille calcolata sulla rendita catastale
dell’immobile; attualmente nel nostro Comune è applicata l’aliquota
ordinaria del 5 xmille.
Il doppio o il triplo dell’ICI significa
che l’Amministrazione Comunale potrebbe applicare l’aliquota del
10 o del 15 x mille??? …….
Chiederà forse al governo l’emanazione
di un decreto legge specifico
per Quarto d’Altino?
Sig. “penna offuscata” si rende conto di quello che scrive?
Ultima
importante specificazione, sempre in onore della verità dei fatti: l’argomento “mansarde”;
tali vani tecnici, cosa conosciuta bene da chi opera nel
settore, non scomputano oneri, tradotto il costruttore risparmia
dei bei soldini;
giustamente perché di fatto dovrebbero essere usati come “sottotetti”
adibiti a ripostiglio, soffitta, ecc.
Dice
molto bene il “penna”, sempre con parole già note in paese, “se
poi gli acquirenti li utilizzano per “starci piegati e far crescere
la gobba” è un problema loro”.
Giustissimo….. non fa una piega,
sfugge un piccolo particolare però: a quale prezzo vengono
venduti questi “sottotetti agibili ma non abitabili” ?
Concludo con la mia opinione personale:
credo proprio che il primo compito di una qualsiasi Amministrazione
Comunale sia quello della massima salvaguardia del territorio, non
del massimo sfruttamento alla ricerca di fantomatici introiti necessari
per dare al Comune le risorse necessarie.
La Piazza sul Sile
poteva essere una occasione d’oro per questa
Amministrazione e per il Paese intero; concedendo solo la metà della
cubatura realizzata, rimanendo almeno a trenta metri dal Sile,
come richiesto in prima istanza dall’Ente Parco del Sile
e dalla Sovrintendenza Beni Ambientali, poteva essere semplicemente
un anfiteatro che permetteva già dalla chiesa di intravedere le
sponde del Fiume, e diventare il vero luogo di ritrovo tale da meritarsi
la definizione di Piazza.
Ci
stava benissimo una striscia di verde che ampliava il fresco “alito”
del Fiume costante tutto l’anno, offrendo agli abitanti di Quarto
ed eventuali ospiti una passeggiata in mezza ombra
piacevolissima da primavera all’autunno.
Ora
abbiamo una “stupenda” gettata di mattonelle chiamata piazza che con il primo sole estivo diventerà un
gigantesco barbecue, privo di un solo albero, con uno stacco netto
e per niente naturale verso l’argine del fiume.
Varie
soluzioni erano state proposte e suggerite all’Amministrazione in
alternativa alla mastodontica
opera lungo Sile, nessuna possibilità di mediazione al progetto è stata
accolta,
fortunatamente grazie alla conferenza dei servizi e alle battaglie
interne al paese alla fine è stato comunque abbassato di un metro
e arretrato di 5 dal filo argine.
Credo
che molti cittadini stiano proprio con
i piedi per terra, semmai altri sono con la testa nelle nuvole e non si accorgono della tragica e irreversibile
trasformazione che stanno attuando nel
centro del paese.
Buona
giornata e
felice Pasqua a tutti
Gigi Varin
Quarto d’Altino 30/03/2007
gigi.varin@libero.it
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