A TUTTI I CITTADINI CHE HANNO FIRMATO
LA PETIZIONE
PER UN TRENO IN PIU'
Sono state raccolte complessivamente 450 firme, che sono state
inviate ai seguenti indirizzi :
Alla c.a.
Assessore alle Politiche dell'Ambiente e della Mobilità
Renato Chisso
Palazzo Balbi, Dorsoduro 3901,
30123- VENEZIA.
Alla c.a.
Assessore ai Trasporti e Mobilità
della Provincia di Venezia
Gent.ma Sig.ra Enza Vio
Centro Servizi,
Via Forte Marghera 191,
30173 MESTRE (VE)
Trenitalia S.p.a.
Alla c.a. del responsabile della
Direzione Trasporto Regionale del Veneto
Giorgio Serpelloni
Via decorati al valor civile, 90
30171 MESTRE (VE)
R.F.I. s.p.a
Alla c.a. del responsabile della
Direzione Compartimentale Infrastruttura di Venezia
Antonio Perrone
Via Monte Piana, 54
30171 MESTRE (VE)
e per conoscenza
ai sindaci dei comuni di Meolo, Quarto dAltino, Marcon,
Venezia.
Sul retro potete leggere laccompagnatoria inviata unitamente
alle firma per spiegare i motivi che ci hanno spinti alla mobilitazione.
RINGRAZIAMO TUTTI COLORO CHE HANNO FIRMATO, e cercheremo di tenere
informata la cittadinanza sugli eventuali sviluppi. Invitiamo
chiunque voglia sostenere questiniziativa a contattarci.
Giulia De Angeli degiulia@yahoo.com
Marco Simionato jsimiona@tin.it
Gigi Varin gigi.varin@libero.it
Dagnolo Sabrina sabdag@libero.it
Fabio Scaggiante (la mail non serve, tanto chiunque
prenda il treno lo conosce !!!)
OGGETTO: Raccolta firme per lintroduzione
di un nuovo servizio sulla
tratta ferroviaria Quarto dAltino - Venezia
Questa petizione è il frutto della sofferenza quotidiana
di centinaia di persone che usano il treno per recarsi al proprio
luogo di lavoro o di studio. Nel caso specifico, ci troviamo di
fronte ad una situazione pesante ed assurda. Infatti il treno
regionale R11016 (alle 8.37 in partenza da Quarto dAltino
per Venezia) viaggia con un ritardo quotidiano e quindi sistematico,
di 10, 15 minuti con le conseguenze deleterie che si possono immaginare
sulla vita dei lavoratori, delle lavoratrici, degli studenti che
ogni giorno devono modulare lorganizzazione della propria
vita privata in base alle disfunzioni del servizio pubblico, anziché
in base alle proprie esigenze di liberi cittadini ed abbonati
paganti di un servizio pubblico.
Tale situazione inoltre si traduce in un buco di
circa 50 minuti in un ora di punta su una tratta in cui il servizio
pubblico serve potenzialmente la popolazione di Meolo, Quarto
dAltino, Casale sul Sile, Roncade, San Cipriano, San Liberale,
Gaggio, Marcon.
In questi quattro mesi non è stato difficile raccogliere
queste 450 firme, perché ci troviamo in una situazione
di generale malcontento rispetto al funzionamento del trasporto
pubblico. Infatti tutte le persone che abbiamo incontrato e che
hanno firmato questa petizione ci hanno segnalato le più
svariate lamentele: lassurda periodicità (da Venezia
ai minuti 10 e 25: 2 treni in 15 minuti e poi niente per 45 minuti
; i buchi spaventosi in fasce orarie come dalle 10.25
alle 12.25 in direzione Venezia e dalle 19.44 alle 21.09 e dalle
22.47 alle 00.10 in direzione Portogruaro), la mancanza di informazione
nelle situazioni di criticità (tipo ritardi o soppressioni),
la sensazione di trovarsi di fronte ad un muro di gomma quando
qualcuno fa un tentativo di richiedere una spiegazione o un
indicazione delle responsabilità rispetto alle situazioni
di malfunzionamento. Già dal 2003 ,daltronde, cera
stata una forte protesta dei pendolari che sempre più si
stanno stancando di questa situazione e sono alla continua ricerca
di modi e forme di organizzazione per far valere le proprie ragioni.
Anche la promessa che ci sarà un giorno lS.F.M.R.
non è più sufficiente; ne sentiamo parlare da dieci
anni ed intanto siamo costretti ad una quotidiana lotta con i
datori di lavoro, ai salti mortali per recuperare il tempo perduto
e magari per cercare qualcuno che va a prendere il bimbo allasilo
o a scuola al posto nostro, mentre girovaghiamo come zombie per
la stazione tentando di capire se e quando arriveremo a casa.
Come non è più sufficiente il risarcimento sullabbonamento
che casualmente arriva prima di ogni scadenza elettorale , e che
pretenderebbe con pochi euro di far dimenticare un anno di passione.
Per tutti questi motivi è nostra viva intenzione di non
fermarci alla soluzione del caso specifico, ma di avviare un processo
di protesta costruttiva ma ferma, fino ad un reale miglioramento
del servizio che utilizziamo e paghiamo, interessando gli enti
locali e ogni struttura amministrativa o giudiziaria territoriale
che possa fornire degli strumenti di risoluzione dei problemi
posti.
Nel frattempo rimaniamo in attesa di un cortese riscontro.
Distinti saluti