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23 - giugno -2005

 

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Modello petizione

 

A TUTTI I CITTADINI CHE HANNO FIRMATO

LA PETIZIONE PER UN TRENO IN PIU'

Sono state raccolte complessivamente 450 firme, che sono state inviate ai seguenti indirizzi :

Alla c.a.
Assessore alle Politiche dell'Ambiente e della Mobilità
Renato Chisso
Palazzo Balbi, Dorsoduro 3901,

30123- VENEZIA.

Alla c.a.
Assessore ai Trasporti e Mobilità
della Provincia di Venezia
Gent.ma Sig.ra Enza Vio
Centro Servizi,
Via Forte Marghera 191,
30173 MESTRE (VE)

Trenitalia S.p.a.
Alla c.a. del responsabile della
Direzione Trasporto Regionale del Veneto
Giorgio Serpelloni
Via decorati al valor civile, 90

30171 MESTRE (VE)

R.F.I. s.p.a

Alla c.a. del responsabile della
Direzione Compartimentale Infrastruttura di Venezia
Antonio Perrone
Via Monte Piana, 54

30171 MESTRE (VE)

e per conoscenza

ai sindaci dei comuni di Meolo, Quarto d’Altino, Marcon, Venezia.

Sul retro potete leggere l’accompagnatoria inviata unitamente alle firma per spiegare i motivi che ci hanno spinti alla mobilitazione.

RINGRAZIAMO TUTTI COLORO CHE HANNO FIRMATO, e cercheremo di tenere informata la cittadinanza sugli eventuali sviluppi. Invitiamo chiunque voglia sostenere quest’iniziativa a contattarci.

Giulia De Angeli degiulia@yahoo.com

Marco Simionato jsimiona@tin.it

Gigi Varin gigi.varin@libero.it

Dagnolo Sabrina sabdag@libero.it

Fabio Scaggiante (la mail non serve, tanto chiunque

prenda il treno lo conosce !!!)

OGGETTO: Raccolta firme per l’introduzione di un nuovo servizio sulla tratta ferroviaria Quarto d’Altino - Venezia

Questa petizione è il frutto della sofferenza quotidiana di centinaia di persone che usano il treno per recarsi al proprio luogo di lavoro o di studio. Nel caso specifico, ci troviamo di fronte ad una situazione pesante ed assurda. Infatti il treno regionale R11016 (alle 8.37 in partenza da Quarto d’Altino per Venezia) viaggia con un ritardo quotidiano e quindi sistematico, di 10, 15 minuti con le conseguenze deleterie che si possono immaginare sulla vita dei lavoratori, delle lavoratrici, degli studenti che ogni giorno devono modulare l’organizzazione della propria vita privata in base alle disfunzioni del servizio pubblico, anziché in base alle proprie esigenze di liberi cittadini ed abbonati paganti di un servizio pubblico.

Tale situazione inoltre si traduce in un ‘buco” di circa 50 minuti in un ora di punta su una tratta in cui il servizio pubblico serve potenzialmente la popolazione di Meolo, Quarto d’Altino, Casale sul Sile, Roncade, San Cipriano, San Liberale, Gaggio, Marcon.

In questi quattro mesi non è stato difficile raccogliere queste 450 firme, perché ci troviamo in una situazione di generale malcontento rispetto al funzionamento del trasporto pubblico. Infatti tutte le persone che abbiamo incontrato e che hanno firmato questa petizione ci hanno segnalato le più svariate lamentele: l’assurda periodicità (da Venezia ai minuti 10 e 25: 2 treni in 15 minuti e poi niente per 45 minuti ; i “buchi” spaventosi in fasce orarie come dalle 10.25 alle 12.25 in direzione Venezia e dalle 19.44 alle 21.09 e dalle 22.47 alle 00.10 in direzione Portogruaro), la mancanza di informazione nelle situazioni di criticità (tipo ritardi o soppressioni), la sensazione di trovarsi di fronte ad un muro di gomma quando qualcuno fa un tentativo di richiedere una spiegazione o un’ indicazione delle responsabilità rispetto alle situazioni di malfunzionamento. Già dal 2003 ,d’altronde, c’era stata una forte protesta dei pendolari che sempre più si stanno stancando di questa situazione e sono alla continua ricerca di modi e forme di organizzazione per far valere le proprie ragioni. Anche la promessa che ci sarà un giorno l’S.F.M.R. non è più sufficiente; ne sentiamo parlare da dieci anni ed intanto siamo costretti ad una quotidiana lotta con i datori di lavoro, ai salti mortali per recuperare il tempo perduto e magari per cercare qualcuno che va a prendere il bimbo all’asilo o a scuola al posto nostro, mentre girovaghiamo come zombie per la stazione tentando di capire se e quando arriveremo a casa. Come non è più sufficiente il risarcimento sull’abbonamento che casualmente arriva prima di ogni scadenza elettorale , e che pretenderebbe con pochi euro di far dimenticare un anno di passione.

Per tutti questi motivi è nostra viva intenzione di non fermarci alla soluzione del caso specifico, ma di avviare un processo di protesta costruttiva ma ferma, fino ad un reale miglioramento del servizio che utilizziamo e paghiamo, interessando gli enti locali e ogni struttura amministrativa o giudiziaria territoriale che possa fornire degli strumenti di risoluzione dei problemi posti.

Nel frattempo rimaniamo in attesa di un cortese riscontro.

Distinti saluti


 
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