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25-agosto-2004

 

 

Bandiera nera?!

 

 

 

IL  VICESINDACO DI QUARTO D’ALTINO ATTACCANDOCI CONFERMA LE NOSTRE TESI

 

PRESENTARE DATI NON E’ INSULTARE. MAZZON PLACHI LE SUE IRE E SI CONFRONTI

 

La replica del Vicesindaco di Quarto d’Altino Celestino Mazzon alla Bandiera Nera di Legambiente per la darsena di Portegrandi chiarifica (se ce ne fosse stato bisogno) come spesso si intenda il confronto politico. La Legambiente ha riportato le cifre che dichiara la stessa società: 90 appartamenti, 300 posti barca, un hotel da 5.000 mq, un centro commerciale, ci si replica dicendo di avere le carte in regola.

 

Naturalmente noi sappiamo che è così (altrimenti si sarebbe adito le vie legali); volevamo rimarcare che questi progetti, avversati dagli ambientalisti da anni (lo dichiara lo stesso Mazzon) con tutte le armi civili e giuridiche possibili, sono l'emblema del fallimento delle politiche che dicono di avere a cuore la tutela ambientale, cui non fanno seguire i fatti: la pianificazione del Comune di Quarto d'Altino, la Regione Veneto che ne ha approvato il piano urbanistico.

 

Contrariamente a quel che dice Mazzon, non abbiamo mai affermato che la darsena e quanto vi è d'intorno ricade in area SIC, ma gli effetti delle sue funzioni, soprattutto in relazione alle tipologie  di imbarcazioni che utilizzeranno tale struttura, si ripercuoteranno interamente sugli ambiti più delicati e critici di tutela della laguna, per altro in territorio di un comune contermine.

 

Siamo certi che tale operazione commercial-edilizia  non avrà ricadute nel territorio di quel comune, ma sarà appannaggio solo di speculazioni estranee alla stessa società altinate.

 

Lo stato delle cose lo rivela lo stesso Mazzon: immondizie lungo il fiume e i canali, le rive franano. Non si accorge che questi sono gli effetti indesiderati ed indesiderabili proprio di quel turismo massificato, predatore e distruttivo dell'ambiente che le associazioni ambientaliste da tempo cercano di contenere? In questo vorremmo trovare alleati proprio in quelle amministrazioni che dovrebbero aver capito e condiviso cos'è lo "sviluppo compatibile".

 

Quindi non si tratta di aver fatto le cose in "regola" (sappiamo  che i furbi veri sono quelli che decidono le regole del gioco) ma di capire quali siano le opportunità, le vocazioni e le criticità di un bene come l'ambiente e di comportarsi con trasparenza  e coerenza nelle scelte di tutela e valorizzazione del territorio e di lealtà verso il proprio elettorato.

 

Le strategie per uno sviluppo del territorio compatibile con il valore “ambiente” per noi sono:

 

1) Riutilizzare il patrimonio edilizio  storico, anche minore, come quello della bonifica e non accontentarsi di operazioni edilizie, come quella in questione, che scimmiottano forme architettoniche d'un tempo ma in realtà generano un concentrato di problemi ambientali (erosione, distruzione habitat naturali lagunari, inquinamento delle acque da idrocarburi, disturbo delle aree protette, abbandono dei rifiuti, ecc.).

 

2) Capitalizzare l'ambiente cioè impegnarsi a creare sviluppo economico che usi e non abusi della risorsa ambiente: istituire aree protette là dove ci siano testimonianze significative di un paesaggio naturale o prossimo naturale che consenta di mantenere ed incrementare la biodiversità sopravvissuta; la laguna, fra queste testimonianze, è al centro dell'interesse di un turismo sostenibile: che vuole conoscere senza distruggere. Incentivare in fregio a queste aree l'agricoltura biologica che ha un trend economico di tutto rispetto e soprattutto è alla portata di tutti.

 

3) Difendere e valorizzare il patrimonio culturale delle genti di laguna (pescatori, orticoltori dell'estuario, artigiani isolani, ecc.) con lo scopo di creare prodotti tipici che richiamino l'attenzione del turista e del consumatore locale e servizi (accompagnatori, guide turistiche, realtà museali all'aperto) che si integrino con la crescente domanda di turismo ambientale.

 

Se questi sono insulti, come ha affermato il Mazzon, giudichi il lettore; per noi questo è confronto politico;

 

Se infine l'Amministrazione comunale volesse confrontarsi con noi per nuovi progetti di tutela ambientale del suo territorio, avremmo solo soddisfazione e orgoglio di aver aperto una breccia al dialogo dopo tanti anni di sterili contrapposizioni.

 

Angelo Mancone  -- Presidente Legambiente Veneto

 

 
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