IL VICESINDACO
DI QUARTO D’ALTINO ATTACCANDOCI CONFERMA LE NOSTRE TESI
PRESENTARE DATI NON E’ INSULTARE. MAZZON PLACHI LE
SUE IRE E SI CONFRONTI
La
replica del Vicesindaco di Quarto d’Altino Celestino Mazzon alla
Bandiera Nera di Legambiente per la darsena di Portegrandi chiarifica
(se ce ne fosse stato bisogno) come spesso si intenda il confronto
politico. La Legambiente ha riportato le cifre che dichiara la
stessa società: 90 appartamenti, 300 posti barca, un hotel da
5.000 mq, un centro commerciale, ci si replica dicendo di avere
le carte in regola.
Naturalmente
noi sappiamo che è così (altrimenti si sarebbe adito le vie legali);
volevamo rimarcare che questi progetti, avversati dagli ambientalisti
da anni (lo dichiara lo stesso Mazzon) con tutte le armi civili
e giuridiche possibili, sono l'emblema del fallimento delle politiche
che dicono di avere a cuore la tutela ambientale, cui non fanno
seguire i fatti: la pianificazione del Comune di Quarto d'Altino,
la Regione Veneto che ne ha approvato il piano urbanistico.
Contrariamente a quel che dice Mazzon, non
abbiamo mai affermato che la darsena e quanto vi è d'intorno ricade
in area SIC, ma gli effetti delle sue funzioni, soprattutto in
relazione alle tipologie di imbarcazioni che utilizzeranno tale struttura,
si ripercuoteranno interamente sugli ambiti più delicati e critici
di tutela della laguna, per altro in territorio di un comune contermine.
Siamo
certi che tale operazione commercial-edilizia
non avrà ricadute nel territorio di quel comune, ma sarà
appannaggio solo di speculazioni estranee alla stessa società
altinate.
Lo
stato delle cose lo rivela lo stesso Mazzon: immondizie lungo
il fiume e i canali, le rive franano. Non si accorge che questi
sono gli effetti indesiderati ed indesiderabili proprio di quel
turismo massificato, predatore e distruttivo dell'ambiente che
le associazioni ambientaliste da tempo cercano di contenere? In
questo vorremmo trovare alleati proprio in quelle amministrazioni
che dovrebbero aver capito e condiviso cos'è lo "sviluppo
compatibile".
Quindi
non si tratta di aver fatto le cose in "regola" (sappiamo che i furbi veri sono quelli che decidono le
regole del gioco) ma di capire quali siano le opportunità, le
vocazioni e le criticità di un bene come l'ambiente e di comportarsi
con trasparenza e coerenza nelle scelte di tutela e valorizzazione
del territorio e di lealtà verso il proprio elettorato.
Le
strategie per uno sviluppo del territorio compatibile con il valore
“ambiente” per noi sono:
1)
Riutilizzare il patrimonio edilizio
storico, anche minore, come quello della bonifica e non
accontentarsi di operazioni edilizie, come quella in questione,
che scimmiottano forme architettoniche d'un tempo ma in realtà
generano un concentrato di problemi ambientali (erosione, distruzione
habitat naturali lagunari, inquinamento delle acque da idrocarburi,
disturbo delle aree protette, abbandono dei rifiuti, ecc.).
2)
Capitalizzare l'ambiente cioè impegnarsi a creare sviluppo economico
che usi e non abusi della risorsa ambiente: istituire aree protette
là dove ci siano testimonianze significative di un paesaggio naturale
o prossimo naturale che consenta di mantenere ed incrementare
la biodiversità sopravvissuta; la laguna, fra queste testimonianze,
è al centro dell'interesse di un turismo sostenibile: che vuole
conoscere senza distruggere. Incentivare in fregio a queste aree
l'agricoltura biologica che ha un trend economico di tutto rispetto
e soprattutto è alla portata di tutti.
3)
Difendere e valorizzare il patrimonio culturale delle genti di
laguna (pescatori, orticoltori dell'estuario, artigiani isolani,
ecc.) con lo scopo di creare prodotti tipici che richiamino l'attenzione
del turista e del consumatore locale e servizi (accompagnatori,
guide turistiche, realtà museali all'aperto) che si integrino
con la crescente domanda di turismo ambientale.
Se
questi sono insulti, come ha affermato il Mazzon, giudichi il
lettore; per noi questo è confronto politico;
Se
infine l'Amministrazione comunale volesse confrontarsi con noi
per nuovi progetti di tutela ambientale del suo territorio, avremmo
solo soddisfazione e orgoglio di aver aperto una breccia al dialogo
dopo tanti anni di sterili contrapposizioni.
Angelo Mancone --
Presidente Legambiente Veneto