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11 - aprile -2008

 

 

 

 

 

 

 

Rifiuti: trasforma e produce energia

A Bassano l'impianto di eccellenza per “digerire” l'umido

A due passi dalla Pedemontana del Grappa c’è l’impianto di riciclo della frazione umida più blasonato del Veneto.

Nel quartiere Pré, in una località un po’ isolata di Bassano del Grappa, tre grossi cilindri “digeriscono” 30 mila tonnellate di rifiuti organici ogni anno.

Trasformano il rifiuto umido in (biogas), metano, con il quale fanno funzionare l’intero impianto e vendono energia elettrica all’Enel (otto milioni di kWh all’anno, l’equivalente del consumo di circa 2.500 famiglie).

Lo stesso impianto produce un compost certificato dall’Agenzia regionale per l’ambiente del Veneto, Arpav: è il primo ad ottenere il marchio “Compost Veneto”. Il digestore di Bassano del Grappa gestisce il rifiuto umido del bacino Vicenza 5 (21 Comuni del comprensorio bassanese e altri comuni limitrofi) ed è di proprietà della società Etra, una municipalizzata a totale proprietà pubblica, che cura il servizio idrico integrato, il servizio rifiuti e altri servizi nel bacino del fiume Brenta, dall’Altopiano di Asiago ai Colli Euganei, comprendendo l’area del Bassanese, l’Alta Padovana e la cintura urbana di Padova.

Nel bacino la raccolta differenziata raggiunge il 65% dell’intero rifiuto. Il rifiuto umido, una volta conferito all’impianto di biotrattamento di Bassano, è vagliato, sono tolte le frazioni superiori agli 8 centimetri ed eventuali metalli.

A questo punto si procede alla digestione anaerobica, ovvero in assenza di ossigeno, dentro tre grandi digestori: cilindri alti 20 metri, del diametro di 15, con una capacità di circa 2400 mc. Il materiale produce biogas (metano e anidride carbonica) e acqua. La materia organica riempie i digestori per circa un terzo, la parte restante viene occupata dal gas. Il gas è convogliato a due motori a scoppio per produrre energia elettrica. La quantità è tale da autosostenere i consumi energetici di tutto l’impianto e da permettere la vendita del surplus all’Enel.

La frazione solida residua va al compostaggio, quella liquida, il percolato, va al depuratore di Bassano, tramite una condotta di collegamento lunga due chilometri. Il compost è prodotto senza fastidi per la aree vicine in quanto un biofiltro, di circa mille metri quadri, elimina gli odori.

L’ultima delegazione estera in visita all’impianto è arrivata in settimana dall’Inghilterra, si tratta dell’organismo che raccoglie tutti i compostatori britannici: vogliono sapere come funziona il digestore anaerobico.

I cittadini riciclano e il servizio pubblico risponde riducendo i costi di trattamento con la vendita di energia elettrica e humus. Inoltre l’impianto salvaguarda l’ambiente producendo energia pulita derivante da fonti rinnovabili, poiché non utilizza petrolio. Ultimo vantaggio quello di distribuire agli agricoltori un concime fondamentale per la loro attività e alternativo ai più dannosi prodotti chimici. (M.M.)

tratto da: http://www.lavitadelpopolo.it/servlets/giornale.index

 
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