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18 - febbraio -2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Anche se non spetta a me"


Vedo che nessuno della Giunta Comunale si è preso la briga di rispondere sul “caso legionella”, un caso emblematico di come vengono “risolti” i problemi a Quarto d’Altino, e di quanta voglia abbia questa amministrazione comunale di confrontarsi con la cittadinanza.

Anche se non spetta a me “fornire i necessari chiarimenti” ritengo doveroso dare un contributo per chiarire i sacrosanti interrogativi di un cittadino, fornendo la mia versione dei fatti

In data 20/10/2006, è apparsa in prima pagina su tutti i quotidiani locali la notizia del provvedimento di chiusura dell’Holiday Inn Venice East, da parte dell’ASL 12 a causa della legionella ; lo stesso giorno a nome del gruppo consiliare “Unione Altinate – Più Sviluppo Sociale, Basta Cementoè stata richiesta la convocazione di un consiglio comunale urgente, facoltà prevista dal Regolamento di Funzionamento del Consiglio Comunale (vedi allegato 1).

In seguito alla nostra richiesta, in data 21/10/2006 il Sindaco ha convocato la conferenza dei capigruppo per il lunedì successivo, 23/10/2006. La conferenza dei capigruppo, di solito, viene convocata dal Sindaco per essere sentita riguardo l’ordine del giorno dei consigli comunali (art. 8 comma 3 del Regolamento di Funzionamento del Consiglio Comunale); quindi davamo quasi per scontato che la richiesta di discutere la questione in Consiglio fosse stata accolta.

Nel frattempo, fra il 21 e il 23 ottobre, la notizia è stata ripresa, commentata, discussa su intere pagine dei quotidiani locali, ritagliandosi qualche piccolo spazio anche sui quotidiani e sui telegiornali nazionali. In mezzo a tanto clamore abbiamo letto anche le dichiarazioni del Sindaco ai quotidiani locali, tipo : “…il paese è ancora in allarme, i residenti sono impauriti e pretendono risposte che dev’essere l’Azienda Sanitaria a dare…” (La Nuova Venezia, 22/10/2006).

Quindi, in data 23/10/2006 (vedi allegato 2), il gruppo Unione Altinate ha proposto alla conferenza dei capigruppo la soluzione “naturale” alla situazione di allarme denunciata dal Sindaco, ossia l’indizione di un consiglio comunale aperto, con la possibilità da parte dei vertici dell’ASL di intervenire e della cittadinanza di interagire, ricevendo rassicurazioni.

Naturalmente, in sede di conferenza dei capigruppo, la sera del 23/10,  la nostra proposta è stata bocciata, in quanto un consiglio comunale aperto, a detta del Sindaco e del capogruppo della maggioranza, avrebbe creato allarme fra i cittadini ( allarme che  peraltro era già diffuso, visto che da 4 giorni gli altinati stavano leggendo il nome del paese in cui abitano nelle prime pagine dei quotidiani associato al “caso legionella”). La controproposta del Sindaco era quella di chiamare, prima possibile, i vertici dell’ASL a relazionare alla III° Commissione Consiliare (da notare che le sedute delle commissioni permanenti, per regolamento, NON SONO PUBBLICHE) sull’esempio di quanto aveva previsto il Comune di Venezia, in qualche modo coinvolto nella bufera del “caso legionella”.

Vedendo pochissimo entusiasmo all’idea di confrontarsi con i cittadini, come capogruppo ho accettato la soluzione della “relazione in Commissione”, ritenendo utile un primo passaggio chiarificatore, almeno con i componenti della Commissione, e ribadendo l’imprescindibile necessità di un successivo passaggio pubblico con la cittadinanza altinate. In virtù di questo accordo il sindaco si è preso l’incarico di contattare i vertici dell’ASL e di farci sapere la data in cui si sarebbe svolta la seduta della Commissione. In ogni caso, sempre in occasione della conferenza dei capigruppo, il Sindaco ha letto ai capigruppo una lettera che la proprietà dell’albergo ha inviato al Sindaco stesso ed alcune parti dell’ordinanza di chiusura emessa dalla ASL; in sostanza IL Sindaco ha cercato in quell’occasione di avvalorare la sua tesi, già affidata ai quotidiani locali, ossia: “l’Azienda (N.d.r.: l’ASL) ha voluto dare un segnale forte ma mi domando: se fosse accaduto a Venezia sarebbe stato lo stesso?” (intervista resa dal sindaco a “La Nuova Venezia” del 20/10/2006, pag 18). Su questa tesi mi esprimerò alla fine.

Al 23/10 quindi eravamo in attesa di conoscere la data per la seduta della Commissione.

L’esperienza diretta vuole che (nonostante le nostre continue proteste) le convocazioni ai consiglieri per le riunioni delle Commissioni e della conferenza dei capigruppo vengano notificate l’oggi per l’indomani; non vi era motivo di pensare che questa volta le cose sarebbero andate diversamente, visto anche che la data di questa riunione della Commissione dipendeva dalla disponibilità dei relatori esterni, ovvero i vertici dell’ASL, in quei giorni parecchio impegnati.

In virtù di queste considerazioni, poiché giovedì 26/10 non si sapeva ancora nulla riguardo la data in cui si sarebbe svolta la seduta della Commissione, prevedendo tempi ristretti, ho depositato una richiesta di copia di tre documenti (vedi allegato 3), due dei quali erano proprio quelli di cui il Sindaco aveva letto alcune parti in Conferenza dei capigruppo, ovvero l’ordinanza di chiusura dell’albergo emessa dell’ASL 12 e una lettera della proprietà dell’albergo al Sindaco. Ritenevo opportuno rileggere quei documenti al fine di arrivare alla riunione della Commissione con un minimo di cognizione di causa.

In seguito a questa mia richiesta, ho ricevuto una risposta in data 13/11 (dopo 17 giorni, anziché i 10 previsti dal Regolamento Comunale di Applicazione della 241/90); tale risposta è negativa, ovvero mi è stato interdetto l’accesso ai documenti richiesti “in quanto atti coperti da segreto ai sensi dell’art. 329 del codice di procedura penale”. Naturalmente questa vicenda è tuttora aperta, essendo stata sottoposta al vaglio delle autorità competenti, in quanto, l’art 43 del D.lgs. 18.8.2000, n. 267 dice che i consiglieri comunali sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge”; a nostro parere questa norma non avrebbe senso se il consigliere non avesse accesso ANCHE agli atti coperti da segreto !!! Da notare poi che i documenti richiesti sono gli stessi che erano in possesso del Sindaco: l’art 329 del c.p.p. vale solo per i consiglieri?

Comunque, come volevasi dimostrare, in data 28/10 (sabato) ho ricevuto la convocazione per la riunione della Commissione del 30/10 (lunedì) (vedi allegato 4)

Alla riunione della Commissione del 30/10 sono intervenuti il Dr. Sergio Lafisca, Direttore del Dipartimento di Prevenzione del Servizio Igiene, Alimenti e Nutrizione dell’ ASL 12 e due suoi collaboratori; noi abbiamo partecipato senza nessuna informazione in più rispetto a quanto letto sui giornali, non essendoci stato permesso di vagliare documento alcuno. L’Assessore competente era assente; il Sindaco è rimasto per metà della seduta. Nell’ambito della seduta della Commissione sono state fornite alcune delucidazioni sia riguardo le responsabilità dell’ASL nella imperfetta gestione della vicenda, sia riguardo  le responsabilità della proprietà dell’albergo nel determinare la decisione dei vertici dell’ASL per la chiusura della struttura; è rimasto da chiarire, invece, se il Comune abbia pienamente adempiuto agli obblighi e alle responsabilità rispetto alla esecuzione dell’ordinanza di chiusura. Il Dr. Lafisca ci ha rassicurato comunque sul fatto che la popolazione di Quarto d’Altino non corra o abbia mai corso alcun pericolo; peccato che da allora l’amministrazione comunale non si sia premurata di incontrare o di informare in qualche modo i cittadini. Nemmeno con quel bel giornalino di propaganda arrivato in tutte le case in prossimità delle feste. Lo stesso Dr. Lafisca ha dichiarato la sua disponibilità anche ad un incontro con la cittadinanza sia sul tema “legionella”, sia su altri temi legati alle materie di sua competenza.

Passata un'altra settimana nella più completa immobilità, abbiamo deciso come gruppo Unione Altinate, di presentare una mozione affinché nel Regolamento Comunale d’Igiene vengano inserite delle misure e dei controlli più restrittivi per chi esercita attività ricettive nel territorio comunale. (vedi allegato 5). Abbiamo pensato che con questo sistema almeno si poteva portare la discussione in consiglio comunale.

In data 6/11 ho ricevuto una convocazione d’urgenza per il 7/11 (N.B: come se le convocazioni non d’urgenza avessero tempi di molto superiori !!!), (vedi allegato 6) per una riunione della conferenza dei capigruppo per decidere l’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale del 11/11.

Il primo pensiero è stato che quello dell’11/11 fosse l’atteso consiglio comunale aperto sul “caso legionella”. E invece no; c’erano le controdeduzioni alle proposte di modifica d’ufficio della Regione alle varianti parziali del settore produttivo e di ampliamento elle potenzialità edificatorie residenziali, che avevano una scadenza da rispettare (vedi allegato 7). Il costruire, insomma, ma forse non proprio quello che intendeva  Cesare Pavese !!!

Si è così arrivati al Consiglio Comunale dell’11/11 (quando erano trascorsi già 20 giorni dall’emergere del “caso legionella”). Nell’ambito di questo Consiglio Comunale, nel punto 1 COMUNICAZIONI DEL SINDACO, il sindaco ha dato lettura integrale di una lettera scritta dalla proprietà dell’albergo in risposta ad un articolo di giornale che aveva pubblicato una parte del testo della nostra mozione, che doveva essere ancora discussa !!! Stupendo; ci si è preoccupati di ufficializzare formalmente la posizione della proprietà dell’albergo in merito alla mozione, PRIMA ANCORA DI LEGGERE LA MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE, PRIMA ANCORA DI DISCUTERE IL CASO IN CONSIGLIO, E PRIMA ANCORA CHE VENISSE FORMALIZZATA UFFICIALMENTE SULL’ARGOMENTO UNA QUALSIASI POSIZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE !!!

Tanto per capire come funzionano le cose in questo paese …Nemmeno la decenza di aspettare il consiglio comunale successivo !!!

La nostra mozione comunque è stata discussa al punto 5 dello stesso consiglio del 11/11; per inciso il “caso legionella” è approdato in consiglio comunale esclusivamente per la nostra tenacia ed insistenza nel non voler lasciar cadere nel dimenticatoio tutta la vicenda. Nell’ambito della discussione è emerso che, pur essendo la parte introduttiva della mozione piuttosto “indigesta”, i contenuti della proposta vera e propria sarebbero stati condivisi da qualcuno all’interno della stessa maggioranza, che non sarebbe stato contrario a discutere. Ritenendo importante che ci fosse un impegno formale da parte del consiglio comunale ad assumere delle scelte politiche tali da impedire il ripetersi di situazioni simili, il nostro gruppo ha fatto “marcia indietro” facendo capire di essere pronto a rivedere il testo della mozione e ad accettare qualsiasi emendamento, purché il Consiglio Comunale si impegnasse a fare quanto possibile per l’introduzione di maggiori controlli e maggiori garanzie. Ma anche questa proposta è stata rifiutata e la mozione respinta in toto, anche con qualche malumore della maggioranza, nella quale qualcuno aveva apprezzato anche la nostra “offerta” di modificare il testo della mozione per giungere ad un’intesa di buon senso..

Risultato: la maggioranza non riesce a dare un voto contrario in blocco, e vi sono due astensioni. (per la documentazione di quest’ultima parte chiunque sia interessato può andare in Comune a richiedere la trascrizione integrale della discussione – da pag. 20 a pag. 25).

 

Da allora il nulla più assoluto. A tre mesi di distanza dall’evento, non è stato posto in essere dall’Amministrazione Comunale nessun atto, né formale (tipo un’altra riunione della Commissione sanità sul caso specifico) né “informale”, (tipo un volantino di spiegazione, un opuscolo, 4 righe sul sito web del Comune).

 

Come dicevo, la posizione del Sindaco (e, immagino, della giunta) è quella che si legge su “La Nuova Venezia” del 20/10 e che si conclude con una domanda: “se fosse accaduto a Venezia sarebbe stato lo stesso?”. La domanda è lecita, ma assolutamente insignificante,  visto che il fatto è successo a Quarto d’Altino. A noi sarebbe piaciuto che la domanda fosse “perché è successo a Quarto d’Altino?”, corredata da un’altra domanda “quante altre volte si è verificata nel territorio dell’ASL 12 una situazione come quella di Quarto d’Altino?”. Non mi è dato sapere se le risposte a queste domande siano coperte da segreto ai sensi dell’art. 329 del c.p.p. ; lo sa sicuramente il Sindaco. Che sia il Sindaco allora a darle, queste risposte; se il Codice di Procedura Penale glielo consente sono sicuro che non esiterà a riferire ai cittadini

Il Dr. Lafisca in sede di Commissione queste risposte le ha date e posso solo dire che sono risposte piuttosto scomode.

 

Ringrazio chi ha avuto la pazienza di arrivare fino alla fine di questa (triste) storia.

Marco Simionato

Consigliere Comunale di UNIONE ALTINATE – Più sviluppo sociale, basta cemento

jsimiona@tin.it

 
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