|
"Anche se non spetta a me"
Vedo che nessuno della
Giunta Comunale si è preso la briga di rispondere sul “caso legionella”,
un caso emblematico di come vengono “risolti” i problemi a Quarto
d’Altino, e di quanta voglia abbia questa amministrazione comunale
di confrontarsi con la cittadinanza.
Anche se non spetta
a me “fornire i necessari chiarimenti” ritengo doveroso dare un
contributo per chiarire i sacrosanti interrogativi di un cittadino,
fornendo la mia versione dei fatti
In data 20/10/2006, è apparsa in prima pagina su tutti i quotidiani
locali la notizia del provvedimento di chiusura dell’Holiday Inn
Venice East, da parte dell’ASL 12 a causa della legionella ; lo
stesso giorno a nome del gruppo consiliare “Unione
Altinate – Più Sviluppo Sociale, Basta Cemento”
è stata richiesta la convocazione di un consiglio comunale urgente,
facoltà prevista dal Regolamento di Funzionamento del Consiglio
Comunale (vedi
allegato 1).
In seguito alla nostra richiesta, in data 21/10/2006 il Sindaco ha
convocato la conferenza dei capigruppo per il lunedì successivo,
23/10/2006. La conferenza dei capigruppo, di solito, viene convocata
dal Sindaco per essere sentita riguardo l’ordine del giorno dei
consigli comunali (art. 8 comma 3 del Regolamento di Funzionamento
del Consiglio Comunale); quindi davamo quasi per scontato che la
richiesta di discutere la questione in Consiglio fosse stata accolta.
Nel frattempo, fra
il 21 e il 23 ottobre, la notizia è stata ripresa, commentata,
discussa su intere pagine dei quotidiani locali, ritagliandosi qualche
piccolo spazio anche sui quotidiani e sui telegiornali nazionali.
In mezzo a tanto clamore abbiamo letto anche le dichiarazioni del
Sindaco ai quotidiani locali, tipo : “…il
paese è ancora in allarme, i residenti sono impauriti e pretendono
risposte che dev’essere l’Azienda Sanitaria a dare…” (La Nuova Venezia,
22/10/2006).
Quindi, in data 23/10/2006 (vedi
allegato 2), il gruppo Unione Altinate ha proposto
alla conferenza dei capigruppo la soluzione “naturale” alla situazione
di allarme denunciata dal Sindaco, ossia l’indizione di un consiglio
comunale aperto, con la possibilità da parte dei vertici dell’ASL
di intervenire e della cittadinanza di interagire, ricevendo rassicurazioni.
Naturalmente, in sede
di conferenza dei capigruppo, la
sera del 23/10, la nostra
proposta è stata bocciata, in quanto un consiglio comunale aperto,
a detta del Sindaco e del capogruppo della maggioranza, avrebbe
creato allarme fra i cittadini ( allarme che peraltro era già diffuso, visto che da 4 giorni
gli altinati stavano leggendo il nome del paese in cui abitano nelle
prime pagine dei quotidiani associato al “caso legionella”). La
controproposta del Sindaco era quella di chiamare, prima possibile,
i vertici dell’ASL a relazionare alla III° Commissione Consiliare
(da notare che le sedute delle commissioni permanenti, per regolamento,
NON SONO PUBBLICHE) sull’esempio di quanto aveva previsto il Comune
di Venezia, in qualche modo coinvolto nella bufera del “caso legionella”.
Vedendo pochissimo entusiasmo
all’idea di confrontarsi con i cittadini, come capogruppo ho accettato
la soluzione della “relazione in Commissione”, ritenendo utile un
primo passaggio chiarificatore, almeno con i componenti della Commissione,
e ribadendo l’imprescindibile necessità di un successivo passaggio
pubblico con la cittadinanza altinate. In virtù di questo accordo
il sindaco si è preso l’incarico di contattare i vertici dell’ASL
e di farci sapere la data in cui si sarebbe svolta la seduta della
Commissione. In ogni caso, sempre in occasione della conferenza
dei capigruppo, il Sindaco ha letto ai capigruppo una lettera che
la proprietà dell’albergo ha inviato al Sindaco stesso ed alcune
parti dell’ordinanza di chiusura emessa dalla ASL; in sostanza IL
Sindaco ha cercato in quell’occasione di avvalorare la sua tesi,
già affidata ai quotidiani locali, ossia: “l’Azienda
(N.d.r.: l’ASL) ha voluto dare un segnale forte ma mi domando:
se fosse accaduto a Venezia sarebbe stato lo stesso?” (intervista resa dal sindaco a “La Nuova
Venezia” del 20/10/2006, pag 18). Su questa tesi mi esprimerò
alla fine.
Al 23/10 quindi eravamo
in attesa di conoscere la data per la seduta della Commissione.
L’esperienza diretta
vuole che (nonostante le nostre continue proteste) le convocazioni
ai consiglieri per le riunioni delle Commissioni e della conferenza
dei capigruppo vengano notificate l’oggi per l’indomani; non vi
era motivo di pensare che questa volta le cose sarebbero andate
diversamente, visto anche che la data di questa riunione della Commissione
dipendeva dalla disponibilità dei relatori esterni, ovvero i vertici
dell’ASL, in quei giorni parecchio impegnati.
In virtù di queste considerazioni,
poiché giovedì 26/10
non si sapeva ancora nulla riguardo la data in cui si sarebbe svolta
la seduta della Commissione, prevedendo tempi ristretti, ho depositato
una richiesta di copia di tre documenti (vedi
allegato 3), due dei quali erano proprio quelli di
cui il Sindaco aveva letto alcune parti in Conferenza dei capigruppo,
ovvero l’ordinanza di chiusura dell’albergo emessa dell’ASL 12 e
una lettera della proprietà dell’albergo al Sindaco. Ritenevo opportuno
rileggere quei documenti al fine di arrivare alla riunione della
Commissione con un minimo di cognizione di causa.
In seguito a questa
mia richiesta, ho ricevuto una risposta in data 13/11 (dopo 17 giorni,
anziché i 10 previsti dal Regolamento Comunale di Applicazione della
241/90); tale risposta è negativa, ovvero mi
è stato interdetto l’accesso ai documenti richiesti “in quanto
atti coperti da segreto ai sensi dell’art. 329 del codice di procedura
penale”. Naturalmente questa vicenda è tuttora aperta, essendo stata
sottoposta al vaglio delle autorità competenti, in quanto, l’art
43 del D.lgs. 18.8.2000, n. 267 dice che i consiglieri comunali
“ sono tenuti al segreto nei casi specificamente
determinati dalla legge”; a nostro parere questa norma non avrebbe
senso se il consigliere non avesse accesso ANCHE agli atti coperti
da segreto !!! Da notare poi che i documenti richiesti sono gli
stessi che erano in possesso del Sindaco: l’art 329 del c.p.p. vale
solo per i consiglieri?
Comunque, come volevasi
dimostrare, in data 28/10
(sabato) ho ricevuto la convocazione per la riunione della Commissione
del 30/10 (lunedì) (vedi
allegato 4)
Alla riunione della
Commissione del 30/10 sono intervenuti il Dr. Sergio Lafisca, Direttore
del Dipartimento di Prevenzione del Servizio Igiene, Alimenti e
Nutrizione dell’ ASL 12 e due suoi collaboratori; noi abbiamo partecipato
senza nessuna informazione in più rispetto a quanto letto sui giornali,
non essendoci stato permesso di vagliare documento alcuno. L’Assessore
competente era assente; il Sindaco è rimasto per metà della seduta.
Nell’ambito della seduta della Commissione sono state fornite alcune
delucidazioni sia riguardo le responsabilità dell’ASL nella imperfetta
gestione della vicenda, sia riguardo le
responsabilità della proprietà dell’albergo nel determinare la decisione
dei vertici dell’ASL per la chiusura della struttura; è rimasto
da chiarire, invece, se il Comune abbia pienamente adempiuto agli
obblighi e alle responsabilità rispetto alla esecuzione dell’ordinanza
di chiusura. Il Dr. Lafisca ci ha rassicurato comunque sul fatto
che la popolazione di Quarto d’Altino non corra o abbia mai corso
alcun pericolo; peccato che
da allora l’amministrazione comunale non si sia premurata di incontrare
o di informare in qualche modo i cittadini. Nemmeno con quel
bel giornalino di propaganda arrivato in tutte le case in prossimità
delle feste. Lo stesso Dr. Lafisca ha dichiarato la sua disponibilità
anche ad un incontro con la cittadinanza sia sul tema “legionella”,
sia su altri temi legati alle materie di sua competenza.
Passata un'altra settimana
nella più completa immobilità, abbiamo deciso come gruppo Unione
Altinate, di presentare una mozione affinché nel Regolamento Comunale
d’Igiene vengano inserite delle misure e dei controlli più restrittivi
per chi esercita attività ricettive nel territorio comunale. (vedi
allegato 5). Abbiamo pensato che con questo sistema
almeno si poteva portare la discussione in consiglio comunale.
In data 6/11 ho ricevuto una convocazione d’urgenza per il 7/11 (N.B: come se le convocazioni non d’urgenza
avessero tempi di molto superiori !!!), (vedi
allegato 6) per una riunione della conferenza dei
capigruppo per decidere l’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale
del 11/11.
Il primo pensiero è
stato che quello dell’11/11 fosse l’atteso consiglio comunale aperto
sul “caso legionella”. E invece no; c’erano le controdeduzioni alle
proposte di modifica d’ufficio della Regione alle varianti parziali
del settore produttivo e di ampliamento elle potenzialità edificatorie
residenziali, che avevano una scadenza da rispettare (vedi
allegato 7). Il costruire, insomma, ma forse non
proprio quello che intendeva Cesare Pavese !!!
Si è così arrivati al
Consiglio Comunale dell’11/11 (quando
erano trascorsi già 20 giorni dall’emergere del “caso legionella”).
Nell’ambito di questo Consiglio Comunale,
nel punto 1 COMUNICAZIONI DEL SINDACO, il sindaco ha dato lettura
integrale di una lettera scritta dalla proprietà dell’albergo in
risposta ad un articolo di giornale che aveva pubblicato una parte
del testo della nostra mozione, che doveva essere ancora discussa !!!
Stupendo; ci si è preoccupati di ufficializzare formalmente la posizione
della proprietà dell’albergo in merito alla mozione, PRIMA ANCORA DI LEGGERE LA MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE, PRIMA ANCORA
DI DISCUTERE IL CASO IN CONSIGLIO, E PRIMA ANCORA CHE VENISSE FORMALIZZATA
UFFICIALMENTE SULL’ARGOMENTO UNA QUALSIASI POSIZIONE DELLA GIUNTA
COMUNALE !!!
Tanto per capire come
funzionano le cose in questo paese …Nemmeno la decenza di aspettare
il consiglio comunale successivo !!!
La nostra mozione comunque
è stata discussa al punto
5 dello stesso consiglio del 11/11; per inciso il “caso legionella”
è approdato in consiglio comunale esclusivamente per la nostra tenacia
ed insistenza nel non voler lasciar cadere nel dimenticatoio tutta
la vicenda. Nell’ambito della discussione è emerso che, pur essendo
la parte introduttiva della mozione piuttosto “indigesta”, i contenuti
della proposta vera e propria sarebbero stati condivisi da qualcuno
all’interno della stessa maggioranza, che non sarebbe stato contrario
a discutere. Ritenendo importante che ci fosse un impegno formale
da parte del consiglio comunale ad assumere delle scelte politiche
tali da impedire il ripetersi di situazioni simili, il nostro gruppo
ha fatto “marcia indietro” facendo capire di essere pronto a rivedere
il testo della mozione e ad accettare qualsiasi emendamento, purché
il Consiglio Comunale si impegnasse a fare quanto possibile per
l’introduzione di maggiori controlli e maggiori garanzie. Ma anche
questa proposta è stata rifiutata e la mozione respinta in toto,
anche con qualche malumore della maggioranza, nella quale qualcuno
aveva apprezzato anche la nostra “offerta” di modificare il testo
della mozione per giungere ad un’intesa di buon senso..
Risultato: la maggioranza
non riesce a dare un voto contrario in blocco, e vi sono due astensioni.
(per la documentazione di quest’ultima parte chiunque sia interessato
può andare in Comune a richiedere la trascrizione integrale della
discussione – da pag. 20 a pag. 25).
Da allora il nulla più
assoluto. A tre mesi di distanza dall’evento, non è stato posto
in essere dall’Amministrazione Comunale nessun atto, né formale
(tipo un’altra riunione della Commissione sanità sul caso specifico)
né “informale”, (tipo un volantino di spiegazione, un opuscolo,
4 righe sul sito web del Comune).
Come dicevo, la posizione
del Sindaco (e, immagino, della giunta) è quella che si legge su
“La Nuova Venezia” del 20/10 e che si conclude con una domanda:
“se fosse accaduto a Venezia
sarebbe stato lo stesso?”. La domanda è lecita, ma assolutamente
insignificante, visto che
il fatto è successo a Quarto d’Altino. A noi sarebbe piaciuto che
la domanda fosse “perché è successo a Quarto d’Altino?”, corredata
da un’altra domanda “quante altre volte si è verificata nel territorio
dell’ASL 12 una situazione come quella di Quarto d’Altino?”. Non
mi è dato sapere se le risposte a queste domande siano coperte da
segreto ai sensi dell’art. 329 del c.p.p. ; lo sa sicuramente il
Sindaco. Che sia il Sindaco allora a darle, queste risposte; se
il Codice di Procedura Penale glielo consente sono sicuro che non
esiterà a riferire ai cittadini
Il Dr. Lafisca in sede
di Commissione queste risposte le ha date e posso solo dire che
sono risposte piuttosto scomode.
Ringrazio chi ha avuto
la pazienza di arrivare fino alla fine di questa (triste) storia.
Marco Simionato
Consigliere Comunale
di UNIONE ALTINATE – Più sviluppo sociale, basta
cemento
jsimiona@tin.it
|