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I SALVATORI DEL PALAZZETTO
Caro
Gianni,
avendo 36 anni io e appena qualcuno in più tu direi che (purtroppo!!!)
siamo "relativamente giovani" impegnati in politica; rispetto
all'età media della Giunta di Quarto d'Altino (55 anni),
paese in cui, negli ultimi 15 anni, non è stata né
cercata, né gradita la partecipazione dei giovani, allora
direi che siamo dei giovinetti. Ma fortunatamente non dappertutto
funziona così; l'Assessore alle Politiche Giovanili di Mira,
per esempio, è una ragazza di 29 anni. Converrai con me che,
per amor di decenza, è opportuno aggiungere il "relativamente".
Entro
nel merito delle questioni che tu poni. Che il degrado ambientale,
culturale e politico di Quarto d'Altino sia stato causato da persone
che non la pensano come noi non è una nostra pretesa, bensì
un dato di fatto preciso e dimostrabile, per quanto sgradito ai
più. Andiamo sul concreto, lasciando da parte quelle che
tu definisci "filosofie e prosopopee". Vi sono delle decisioni
che hanno dato una svolta determinante al modello di sviluppo seguito
a Quarto d'Altino e che per l'orribile impronta lasciata sul territorio
del nostro paese sono diventate simbolo del degrado, del disagio
e dell'alienazione di molti cittadini altinati (almeno 758
)
Ne
cito tre: il residence Kandinsky, il piano di recupero dell'ATER
davanti alla chiesa, e il mostro di cemento sul Sile. Non credo
sia necessario soffermarsi sui motivi di questa scelta; credo siano
evidenti sia alla cittadinanza, sia al viaggiatore che, di passaggio
per Quarto, dovesse imbattersi in uno dei tre obbrobri.
Il
residence Kandinsky, ha ricevuto il via con la delibera del Commissario
straordinario n° 8 del 1993, poi in qualche modo ratificata
e integrata con le delibere di Consiglio Comunale n° 72 del
1993 (Presa d'atto proposte della ditta lottizzante, riguardante
la viabilità) e n° 11 del 1995 (Variante Planimetrica).
La
maggioranza che governava il Comune e che ha approvato le due delibere
sia nel 1993 che nel 1995 era così composta:
Borga
Francesco, Antonich Mauro, Badalin Mauro, Pavan Armando, Carmello
Natale, Moras Fulvio (che ha approvato nel 1993 ma era assente nelle
votazioni della delibera del 1995), Salvel Mario, Buongiorno Carmen,
Marcolin Gelindo, Smaniotto Giovanni, Ceccon Bruno, Buso Giulia.
Per
onestà va detto che la Commissione Edilizia, nella seduta
del 19/2/1993, alla quale ha partecipato anche Gianni Bianchini,
si era dichiarata favorevole all'unanimità.
Il piano di recupero dell'ATER , ovvero un cantiere-voragine aperto
da anni in centro del paese in cambio di una scuola sgangherata
e fatiscente, è stato approvato con delibera di Consiglio
Comunale n° 31 del 19/5/1995 (eh già; sono passati 12
anni dall'approvazione di quella che il Sindaco Badalin aveva definito
nel 2001 una "
operazione [che] ci
è sembrata positiva con l'alienazione della scuola all'Ater
alla quale abbiamo affidato con fiducia il recupero del centro,
il cui progetto è stato riservato all'amministrazione comunale"
Il Gazzettino 08-Apr-2001 http://www.viviquarto.it/voltonuo.htm
). La maggioranza che governava il Comune e che ha approvato la
delibera 31 era così composta:
Borga
Francesco, Antonich Mauro, Badalin Mauro, Carmello Natale, Moras
Fulvio, Salvel Mario, Buongiorno Carmen, Buso Giulia e per finire
Smaniotto Giovanni e Ceccon Bruno entrambi assenti alla votazione
della specifica delibera.
Il
"mostro di cemento" sul Sile, così denominato senza
ironia proprio in questo sito (http://www.viviquarto.it/lettera_a_Marcassa.php)
anche dal vicesindaco, che ha votato a favore della costruzione
dell'obbrobrio, (delibere di Consiglio Comunale n° 3 e 74 del
2002) è stato approvato con i voti della sola maggioranza,
che era così composta:
Marcassa Loredano, Mazzon Celestino, Bianchini Gianni, Donadelli
Maurizio, Grosso Antonio, Presotto Dante, Calzavara Michele, Mareso
Patrizio, Visotto Cesarino
Non
credo ci sia qualche dubbio: tutte persone che non la pensano come
noi, custodi di un idea dello sviluppo di questo paese che in diversi
modi e tempi abbiamo sempre duramente contestato.
Certo;
con alcune di queste persone abbiamo pensato, sbagliando, in passato,
di poter costruire qualcosa di diverso e di nuovo, salvo poi doverci
amaramente ricredere alla prova dei fatti. Vincenzo Bozzetti è
una di queste; il prezzo da pagare nell'essere coerenti è
anche quello, di dover prendere le distanze da chi "predica
bene e razzola male" e da alleanze che per noi sarebbero più
comode, ma inutili per sottrarre questo territorio all'elite di
notabili che lo sta sfruttando e saccheggiando da almeno quindici
anni, con i bei risultati che vediamo.
Non
so a cosa ti riferisci con il termine "la Tua pubblicazione";
le pubblicazioni le fanno i ricercatori e gli studiosi e io (ahimè)
non appartengo a nessuna di queste due categorie. Quello che puoi
aver trovato visitando il sito è un comunicato stampa, che
rappresenta il pensiero dell'intera assemblea dei candidati di Unione
Altinate, in cui il mio nome appare per primo, seguito dai nomi
di tutti i candidati della lista (i quali pur non avendo fisicamente
firmato, hanno partecipato alla stesura o approvato preventivamente
i contenuti).
Dal
punto di vista personale l'unica difficoltà che sto vivendo
sono le notti in bianco con il mio bimbo che dorme poco; ma poi
mi fa un bel sorriso e tutto passa.
Dal
punto di vista politico invece è tutto molto più facile;
ho la piena solidarietà e il pieno sostegno dell'intera coalizione,
che ha sfiduciato in maniera netta Vincenzo Bozzetti. Esattamente
il contrario di quello che hai capito tu; forse hai letto il foglio
a rovescio. Ti do un aiutino; il simbolo giallo di Unione Altinate
deve essere in alto a sinistra. Prova a rileggerlo nel verso giusto
e vedrai che c'è scritto proprio quello che ti dico io.
Fra l'altro, nella tua posizione, sarei un tantino più prudente
nell'affrontare l'argomento della solidità delle coalizioni,
perché mi sembra che nemmeno fra i componenti di "Nuovi
Orizzonti" il nome di Fulvio Moras come rappresentante nel
Parco del Sile abbia lasciato tutti felici e contenti.
Il
commento sul mio operato nel Parco del Sile assomiglia ad un giudizio
positivo almeno sulla buona fede in cui ho operato; lo prendo come
tale e ti ringrazio.
Sull'operato
di chi andrà al Parco del Sile invidio le tue certezze; io
di certezze non ne ho, né nel bene, né nel male; aspetto
semplicemente la prova dei fatti, sperando di trovarmi fra quattro
anni a fare i complimenti a Fulvio Moras.
Per
fare i salvatori della patria al giorno d'oggi servono la tessera
della P2, la tessera di Forza Italia, tre televisioni e qualche
reato caduto in prescrizione. Troppo complicato, ci mancano tutti
i requisiti.
Nel
'45 era più facile; per fare i Salvatori della Patria (per
davvero), "bastava" il coraggio di combattere il nazifascismo
mettendo a repentaglio la propria vita. Ma noi non eravamo ancora
nati.
Cosa
possiamo fare allora? Dobbiamo adeguarci ai tempi e porci obiettivi
un tantino più modesti. Sarebbe più che sufficiente
che i posteri ci ricordassero come i salvatori degli argini del
Sile e del Palazzotto dello sport*.
*
Forse non tutti sanno che con la deliberazione di Consiglio Comunale
n° 69 del 24/11/2003, il Consiglio Comunale (Giunta Marcassa
1) ha adottato una variante al Piano Regolatore già approvata
dalla Giunta Regionale con Deliberazione n° 2653 del 7/8/2006,
che fra le altre cose prevede "la trasformazione come C4.24
FINALIZZATA ALL'UTILIZZO RESIDENZIALE, di un'area centrale di proprietà
comunale attualmente occupata dal Palazzetto dello Sport
".Secondo
un volantino della Giunta Marcassa che risale più o meno
all'epoca in cui è stata adottata la variante, nell'area
del Palazzetto dello Sport sono previste un numero di abitazioni
comprese fra un minimo di 38 e un massimo di 50.
Cordialmente
Marco Simionato (jsimiona@tin.it)
Gruppo Consiliare Unione Altinate - Più sviluppo sociale,
basta cemento
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