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3 - settembre -2007

 

 

 

 

 

 

Forza Italia - Parco del Sile

 

 

 

 

 

 

 

 

I SALVATORI DEL PALAZZETTO

Caro Gianni,
avendo 36 anni io e appena qualcuno in più tu direi che (purtroppo!!!) siamo "relativamente giovani" impegnati in politica; rispetto all'età media della Giunta di Quarto d'Altino (55 anni), paese in cui, negli ultimi 15 anni, non è stata né cercata, né gradita la partecipazione dei giovani, allora direi che siamo dei giovinetti. Ma fortunatamente non dappertutto funziona così; l'Assessore alle Politiche Giovanili di Mira, per esempio, è una ragazza di 29 anni. Converrai con me che, per amor di decenza, è opportuno aggiungere il "relativamente".

Entro nel merito delle questioni che tu poni. Che il degrado ambientale, culturale e politico di Quarto d'Altino sia stato causato da persone che non la pensano come noi non è una nostra pretesa, bensì un dato di fatto preciso e dimostrabile, per quanto sgradito ai più. Andiamo sul concreto, lasciando da parte quelle che tu definisci "filosofie e prosopopee". Vi sono delle decisioni che hanno dato una svolta determinante al modello di sviluppo seguito a Quarto d'Altino e che per l'orribile impronta lasciata sul territorio del nostro paese sono diventate simbolo del degrado, del disagio e dell'alienazione di molti cittadini altinati (almeno 758…)

Ne cito tre: il residence Kandinsky, il piano di recupero dell'ATER davanti alla chiesa, e il mostro di cemento sul Sile. Non credo sia necessario soffermarsi sui motivi di questa scelta; credo siano evidenti sia alla cittadinanza, sia al viaggiatore che, di passaggio per Quarto, dovesse imbattersi in uno dei tre obbrobri.

Il residence Kandinsky, ha ricevuto il via con la delibera del Commissario straordinario n° 8 del 1993, poi in qualche modo ratificata e integrata con le delibere di Consiglio Comunale n° 72 del 1993 (Presa d'atto proposte della ditta lottizzante, riguardante la viabilità) e n° 11 del 1995 (Variante Planimetrica).

La maggioranza che governava il Comune e che ha approvato le due delibere sia nel 1993 che nel 1995 era così composta:

Borga Francesco, Antonich Mauro, Badalin Mauro, Pavan Armando, Carmello Natale, Moras Fulvio (che ha approvato nel 1993 ma era assente nelle votazioni della delibera del 1995), Salvel Mario, Buongiorno Carmen, Marcolin Gelindo, Smaniotto Giovanni, Ceccon Bruno, Buso Giulia.

Per onestà va detto che la Commissione Edilizia, nella seduta del 19/2/1993, alla quale ha partecipato anche Gianni Bianchini, si era dichiarata favorevole all'unanimità.
Il piano di recupero dell'ATER , ovvero un cantiere-voragine aperto da anni in centro del paese in cambio di una scuola sgangherata e fatiscente, è stato approvato con delibera di Consiglio Comunale n° 31 del 19/5/1995 (eh già; sono passati 12 anni dall'approvazione di quella che il Sindaco Badalin aveva definito nel 2001 una "…operazione [che] ci è sembrata positiva con l'alienazione della scuola all'Ater alla quale abbiamo affidato con fiducia il recupero del centro, il cui progetto è stato riservato all'amministrazione comunale" Il Gazzettino 08-Apr-2001 http://www.viviquarto.it/voltonuo.htm ). La maggioranza che governava il Comune e che ha approvato la delibera 31 era così composta:

Borga Francesco, Antonich Mauro, Badalin Mauro, Carmello Natale, Moras Fulvio, Salvel Mario, Buongiorno Carmen, Buso Giulia e per finire Smaniotto Giovanni e Ceccon Bruno entrambi assenti alla votazione della specifica delibera.

Il "mostro di cemento" sul Sile, così denominato senza ironia proprio in questo sito (http://www.viviquarto.it/lettera_a_Marcassa.php) anche dal vicesindaco, che ha votato a favore della costruzione dell'obbrobrio, (delibere di Consiglio Comunale n° 3 e 74 del 2002) è stato approvato con i voti della sola maggioranza, che era così composta:

Marcassa Loredano, Mazzon Celestino, Bianchini Gianni, Donadelli Maurizio, Grosso Antonio, Presotto Dante, Calzavara Michele, Mareso Patrizio, Visotto Cesarino

Non credo ci sia qualche dubbio: tutte persone che non la pensano come noi, custodi di un idea dello sviluppo di questo paese che in diversi modi e tempi abbiamo sempre duramente contestato.

Certo; con alcune di queste persone abbiamo pensato, sbagliando, in passato, di poter costruire qualcosa di diverso e di nuovo, salvo poi doverci amaramente ricredere alla prova dei fatti. Vincenzo Bozzetti è una di queste; il prezzo da pagare nell'essere coerenti è anche quello, di dover prendere le distanze da chi "predica bene e razzola male" e da alleanze che per noi sarebbero più comode, ma inutili per sottrarre questo territorio all'elite di notabili che lo sta sfruttando e saccheggiando da almeno quindici anni, con i bei risultati che vediamo.

Non so a cosa ti riferisci con il termine "la Tua pubblicazione"; le pubblicazioni le fanno i ricercatori e gli studiosi e io (ahimè) non appartengo a nessuna di queste due categorie. Quello che puoi aver trovato visitando il sito è un comunicato stampa, che rappresenta il pensiero dell'intera assemblea dei candidati di Unione Altinate, in cui il mio nome appare per primo, seguito dai nomi di tutti i candidati della lista (i quali pur non avendo fisicamente firmato, hanno partecipato alla stesura o approvato preventivamente i contenuti).

Dal punto di vista personale l'unica difficoltà che sto vivendo sono le notti in bianco con il mio bimbo che dorme poco; ma poi mi fa un bel sorriso e tutto passa.

Dal punto di vista politico invece è tutto molto più facile; ho la piena solidarietà e il pieno sostegno dell'intera coalizione, che ha sfiduciato in maniera netta Vincenzo Bozzetti. Esattamente il contrario di quello che hai capito tu; forse hai letto il foglio a rovescio. Ti do un aiutino; il simbolo giallo di Unione Altinate deve essere in alto a sinistra. Prova a rileggerlo nel verso giusto e vedrai che c'è scritto proprio quello che ti dico io.
Fra l'altro, nella tua posizione, sarei un tantino più prudente nell'affrontare l'argomento della solidità delle coalizioni, perché mi sembra che nemmeno fra i componenti di "Nuovi Orizzonti" il nome di Fulvio Moras come rappresentante nel Parco del Sile abbia lasciato tutti felici e contenti.

Il commento sul mio operato nel Parco del Sile assomiglia ad un giudizio positivo almeno sulla buona fede in cui ho operato; lo prendo come tale e ti ringrazio.

Sull'operato di chi andrà al Parco del Sile invidio le tue certezze; io di certezze non ne ho, né nel bene, né nel male; aspetto semplicemente la prova dei fatti, sperando di trovarmi fra quattro anni a fare i complimenti a Fulvio Moras.

Per fare i salvatori della patria al giorno d'oggi servono la tessera della P2, la tessera di Forza Italia, tre televisioni e qualche reato caduto in prescrizione. Troppo complicato, ci mancano tutti i requisiti.

Nel '45 era più facile; per fare i Salvatori della Patria (per davvero), "bastava" il coraggio di combattere il nazifascismo mettendo a repentaglio la propria vita. Ma noi non eravamo ancora nati.

Cosa possiamo fare allora? Dobbiamo adeguarci ai tempi e porci obiettivi un tantino più modesti. Sarebbe più che sufficiente che i posteri ci ricordassero come i salvatori degli argini del Sile e del Palazzotto dello sport*.

* Forse non tutti sanno che con la deliberazione di Consiglio Comunale n° 69 del 24/11/2003, il Consiglio Comunale (Giunta Marcassa 1) ha adottato una variante al Piano Regolatore già approvata dalla Giunta Regionale con Deliberazione n° 2653 del 7/8/2006, che fra le altre cose prevede "la trasformazione come C4.24 FINALIZZATA ALL'UTILIZZO RESIDENZIALE, di un'area centrale di proprietà comunale attualmente occupata dal Palazzetto dello Sport…".Secondo un volantino della Giunta Marcassa che risale più o meno all'epoca in cui è stata adottata la variante, nell'area del Palazzetto dello Sport sono previste un numero di abitazioni comprese fra un minimo di 38 e un massimo di 50.

Cordialmente
Marco Simionato (jsimiona@tin.it)
Gruppo Consiliare Unione Altinate - Più sviluppo sociale, basta cemento

 
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