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ZOPPICANDO TRA SUCCESSO
E RIFLESSIONI
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Uno,due,tre:Quartlife! Finale teatrale e riflessioni
di De Zottis Riccardo
Vorrei aggiungere solo un
paio di cose al resoconto di mia madre sul finale, di quest’anno,
del progetto portato avanti da noi altinati, genitori e ragazzi,
e i membri del centro paradoxa coordinati da Andrea Sales.
Vorrei essere oggettivo al cento per cento. Perché
alla fine tutto si è concluso al meglio. Ma al meglio di ciò che
era possibile, per noi ragazzi e per i nostri genitori.
Si può dire che tutto l’insieme sia stato un
successo, questo si. Ma i casi particolari, come spesso accade,
non sono stati esaltanti.
Inizialmente noi ragazzi pensavamo di organizzare
una festa e una rappresentazione teatrale. Cause “forse” fin troppo
grandi per “noi” la festa non si è fatta. E uso “noi” perché nessuno
aveva una responsabilità particolare ma tutti come gruppo eravamo
responsabili delle responsabilità l’uno dell’altro. Quindi per la
festa è mancata l’organizzazione e probabilmente la motivazione
necessaria, oltre ad altri fattori che dirò in seguito.
Tutte le energie son state quindi profuse nell’organizzazione
del teatro, nel trovare una nuova sede alternativa la patronato
per mettere in scena le due sceneggiature scritte da noi ragazzi.
I genitori, gli stessi che avevano in un certo
senso “contribuito” a spegnere le nostre speranze per la festa durante
l’incontro genitori-figli del 21 maggio, hanno dato il massimo che
potevano invece per aiutarci con il teatro. Forse per scusarsi anche
con se stessi? Chissà. In ogni caso c’è stato veramente un gruppo,
un entità che lavorava collaborando da allora insieme e per l’insieme.
Contro gli impegni di ambo le parti, ovvero scuola
e lavoro, in ogni momento libero chi poteva si trovava per andare
avanti. Chi nelle scenografie, chi nel recitare. E anche tutti i
ragazzi che erano prima addetti all’organizzazione della festa hanno
aiutato. Forse per far vedere che ci tenevano veramente a questo
progetto e non solo perché si faceva la “loro” festa? Penso di si.
Ed era bello vedere…vederci tutti là collaborare. E penso
che abbia fatto piacere anche a quelle persone che avevano fatto
si che tutto ciò avvenisse.
Tuttavia si può dire che di errori ne abbiamo
fatti tanti. Abbiamo zoppicato tanto. E ogni tanto si sbatteva la
testa e si cadeva. Ma c’era anche chi in effetti ci ha dato una
spinta e ci ha fatto cadere. Non voglio puntare il dito su nessuno
ma voglio dire solo una cosa: dove noi tentavamo di costruire qualcosa
di organico, un insieme, erano le istituzioni che appoggiavano il
progetto che sembravano non voler collaborare per noi. Siamo in
un certo senso stati costretti a scegliere tra chiesa locale e comune?
Perché il patronato locale ci è stato negato per un errore nostro,
questo lo ammetto, ma anche per la poca disponibilità dei “proprietari”.
Il prete alla prima occasione infatti se l’è ripreso per i suoi
comodi. Allo stesso modo però non si può negare la disponibilità
che ci è stata offerta per gli incontri pomeridiani da quest’ultimo.
Sto semplicemente facendo un resoconto oggettivo.
Il comune invece è stato più neutro. Non offriva
aiuto. Ma tuttavia quando lo abbiamo chiesto l’abbiamo ricevuto.
Quindi alla fine ci hanno appoggiato entrambi
e il resoconto si potrebbe dire più che positivo; alla fine tutto
si è risolto no? Tuttavia ho sempre questa impressione che le cose
vengano fatte in un modo o nell’altro solo a metà.
Ma non sono qui per parlare dei problemi che
esistono da anni, ma dei nostri successi di oggi.
Quando il domenica 15 giugno si è tenuta la rappresentazione
teatrale, quando si è arrivati alla fine, tra applausi e i commenti
di tutti noi organizzatori non ho potuto far a meno di dire: “Beh
è andata bene alla fine anche se non siamo riusciti a fare la festa.
Almeno abbiamo fatto questa cosa e mi pare che sia andata bene per
tutti noi”.
Eravamo riusciti alla fine a fare la cosa più
importante che non era guadagnare i soldi che avremmo guadagnato
con la festa o con le offerte per il teatro. Siamo riusciti a divertirci,
ad esser soddisfatti di noi stessi per ciò che avevamo fatto. Felici
di vedere tante persone che erano curiose di vedere ciò che avevamo
fatto.
Questo è tutto. Per quest’anno almeno. Non solo
noi organizzatori speriamo che il prossimo anno ci sia una maggiore
partecipazione sia di ragazzi che di genitori, ma anche quelle persone
come Andrea che ci hanno “organizzato”.
Vorrei concludere ringraziando proprio i membri
del centro paradoxa con un sincero grazie per aver portato un po’
di movimento in un paese come Quarto d’Altino “forse” fin troppo
razionale.
Grazie di tutto a tutti.
Collegamenti:
http://ric91dz.spaces.live.com/ mio blog
http://unduetrequartlife.blogspot.com/ blog aperto
a tutti gli altinati che vogliono esprime la propria opinione
http://centroparadoxa.org/
sito del centro paradoxa
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